was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

Il derby di Milano termina 2-2. Un pari tutto relativo.

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Il derby di Milano termina 2-2, un punto guadagnato e due persi. Gli ultimi tre scontri diretti tra Milan e Inter sono terminai con la vittoria dei nerazzurri che non riescono ad inanellare il poker di successi nella stracittadina dal 1983. Ciò non toglie che sia imbattuta da otto derby consecutivi come squadra ospitante. Per contro febbraio è sempre stato favorevole al Milan per giocarsi lo scontro con i cugini. Infatti i rossoneri hanno perso solamente due dei 14 derby giocatisi nel mese di febbraio, nel 1969 e nel 2009. Gli altri 12 match sono terminati con quattro successi per il Diavolo e ben otto pareggi, incluso l’ultimo 1-1 del 2013. L’Inter si presenta con la bellezza di 19 punti di vantaggio sul Milan, ma si sa, il derby è il derby, e ogni valore sulla carta viene rimescolato in campo. Con Lautaro squalificato, i due protagonisti in attacco non hanno tradito le aspettative dei 68.000 presenti a San Siro, lasciando entrambi il segno sulla partita. Lukaku, così come all’andata, trafigge il Milan di testa. Ibrahimovic griffa la sua marcatura con un potente destro a fil di palo su assist di Theo. Il belga diventa così il sesto calciatore straniero di sempre a riuscire a segnare sia all’andata che nel girone di ritorno nella stracittadina. Zlatan invece appone il suo sesto sigillo su otto incontri totali contro i nerazzurri, dopo l’ultima doppietta segnata nella stagione 2012 (ultimo derby giocato dallo svedese fino ad oggi). I centravanti battono il colpo, ma il derby di Milano termina 2-2

Formazioni

Antonio Conte, pur essendo uomo scrupoloso e attento agli equilibri, azzarda la carta Eriksen dal primo minuto nel suo 3-5-2 classico, oltre a dover fare a meno di Handanovic, non recuperato in tempo. Gli undici titolari sono: Padelli; Godin, De Vrij, Skriniar; Moses, Barella, Brozovic, Eriksen, Young; Sanchez, Lukaku. Pioli risponde con il 4-4-2 e la formazione tipo che ha portato a quattro successi consecutivi prima del pareggio con la “fatal” Verona. Scendono in campo: Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernandez; Castillejo, Kessie, Bennacer, Calhanoglu; Leao, Ibrahimovic. L’arbitro selezionato per questo delicato incontro è Fabio Maresca della sezione di Napoli, mentre alla Var e alla Avar sono stati scelti Mazzoleni e Schenone. San Siro è stracolmo, il tifo assordante e le coreografie come sempre stupende. Il calore è palpabile da entrambe le curve all’ingresso in campo dei ventidue giocatori. Conte e Pioli si stringono la mano, si augurano in bocca al lupo e si accomodano nelle rispettive panchine. Alle 20.45 in punto il direttore di gara Maresca fischia l’inizio del 225esimo derby della Madonnina.

Inizia la partita

L’Inter batte il calcio d’inizio. Lukaku tocca la prima palla dietro verso Brozovic, il quale lancia immediatamente la corsa di Sanchez sul centrosinistra. Il cileno non riesce ad agganciare la sfera per merito dell’intervento di Kjaer in uscita che interrompe l’azione. Il pallone è indirizzato verso il centro del campo, dove Kessie controlla in un primo momento prima di subire il contatto ad opera di Barella. Il gioco riprende con il possesso Milan. Il giro palla è decisamente cauto, cercando le vie laterali e tentando di mettere in moto Theo, autentico stantuffo mancino. I primi dieci minuti sono abbastanza interlocutori. Quando l’Inter cerca la riconquista alta della palla il Milan, non volendo rischiare nulla, ricorre al lancio lungo su Ibra. Lo svedese tenta di fare da punto di riferimento per i compagni che seguono l’azione, mentre sportella un po’con De Vrij, un po’con Skriniar, entrambi in marcatura feroce. Autentici duelli rusticani al limite dell’area interista. Infatti, proprio da un anticipo riuscito all’olandese su Ibra, Brozovic legge e controlla, innescando immediatamente con un diagonale di venti metri Eriksen. Questi, dopo aver resistito ad un contrasto corpo a corpo con Bennacer, si libera della sfera cercando e trovando Sanchez. Il cileno gira a sua volta sulla fascia di competenza per l’accorrente Young. Ricevuta palla, l’inglese aumenta i giri dirigendosi verso il fondo. Conti e Kjaer sono costretti a stringere in diagonale verso la zona di pericolo. L’ex United entra in area e, anziché tentare l’assist per Lukaku, tenta un dribbling a rientrare. Tuttavia, il centrale rossonero temporeggia e chiude all’esterno interista lo spazio per il passaggio o il tiro. Contrasto con Kjaer e palla soffiata da Conti in raddoppio.

Milan Cinico

Con lo scorrere del gioco, pian paino, l’Inter inizia a conquistare sempre più campo e a giocare come sa in ampiezza. Al minuto 22, dopo un rapido scambio tra Eriksen e Brozovic, il danese si ritrova il pallone sulla corsa per un traversone basso e teso. La sfera arriva nel cuore dell’area di rigore, ma in presa bassa con ottimo tempismo si fionda Donnarumma che fa sua la palla e anticipa il colosso belga. Con un rilancio effettuato velocemente pesca quasi sulla metà campo Cahanoglu, il quale si invola verso la trequarti avversaria. I nerazzurri sono un po’ sbilanciati e si ritrovano a dover fronteggiare un tre contro tre in transizione. Ibra si fa vedere al centro costringendo De Vrij a marcarlo stretto, mentre Godin deve fronteggiare l’avanzata del turco. Sulla sinistra intanto Theo sopraggiunge come un treno, consentendo al compagno di servirlo sulla corsa. Il francese controlla in slancio e con il secondo tocco anticipa il ritorno di Godin mettendo la palla poco dietro al dischetto degli 11 metri. Ibra, staccandosi con tempismo perfetto dalla marcatura di De Vrij impatta di interno destro a fil di palo, lasciando Padelli immobile e portando così in vantaggio a sorpresa il Milan. I tifosi del Diavolo eruttano in un impressionante urlo di sfogo e rivalsa. Ibrahimovic allarga le braccia proprio sotto i Boys mentre viene circondato dai compagni festanti e sommerso dai fischi in curva. Conte mastica amaro ma incita i suoi a riprendere subito il filo con la partita, reagire e continuare con il loro gioco. Pioli sembra soddisfatto, tuttavia anche lui non vuole cali di tensione, e maschera la gioia mulinando la mano e indicando di non fermarsi.

Parità ristabilita presto

Il supporto di San Siro si fa più caldo, esplode qualche petardo, i cori aumentano i decibel. Al minuto 29, in seguito ad una azione personale di Moses sulla destra, Theo è costretto a chiudere il nigeriano in calcio d’angolo con un intervento deciso in scivolata sulla palla. Battuta dalla bandierina di Eriksen direttamente nel cuore dell’area, dove un blocco decisamente duro ma regolare di Skriniar libera Lukaku per lo stacco di testa. Palla impattata un po’sporca, e quindi velenosa, sulla quale nulla può stavolta Donnarumma, impegnato nel primo vero tentativo di intervento. La sfera si infila vicino al palo destro e finisce in rete. Boato di San Siro. Lukaku corre verso la sua curva e porge il suo inchino ai propri tifosi. Conte salta tra i suoi collaboratori, ben conscio dell’importanza di riagganciarla subito la partita. Sull’altra panchina Pioli sembra un marinaio cercare terra ma scrutare il vuoto in mare aperto. Ibra si gira verso i suoi in area rossonera, e con due urlacci e lo sguardo del leone rianima questa ciurma all’apparente sbando.

Ancora Inter, Donnarumma salva

Al minuto 36 fraseggio dell’Inter a centrocampo, poi Brozovic trova lo spazio per il suggerimento lungolinea per l’accorrente Moses. In slancio supera in fisico Theo Hernandez e taglia verso il limite destro dell’area di rigore. Lukaku dalla sinistra taglia verso il cuore dell’area, Sanchez si sgancia rimanendo vicino al dischetto. Servizio preciso e radente per el nino maravilla che di prima intenzione calcia verso lo specchio. Il buon posizionamento di Donnarumma ha consentito al portierone di raggiungere il pallone sotto la traversa e alzarlo in calcio d’angolo. Applausi da parte del popolo interista all’indirizzo di Sanchez. Altrettanto scoscianti grondano da parte dei tifosi rossoneri per l’intervento di Gigio.

Fine primo tempo: 1-1

Calcio d’angolo per l’Inter, un altro potenziale pericolo per la retroguardia milanista. Le palle alte sono una delle specialità della casa nerazzurra, avendone segnate ben 8 in campionato, al contrario del Milan, la peggiore in Serie A con una sola rete. Donnarumma però vola alto e blocca, facendo così salire e respirare la squadra. Il copione non sembra tuttavia affatto cambiato. Inter più padrona del gioco e Milan nuovamente cauto e pronta a ripartire. L’obbiettivo milanista pare essere non voler subire la rete dello svantaggio prima dell’intervallo. Arriviamo dunque all’intervallo segnalando un tentativo velleitario da fuori area di Calhanoglu al minuto 39, e un dai e vai leggermente troppo lungo perché Barella potesse arrivarci e conclusosi tra le braccia di Donnarumma in uscita bassa. Tra primo e secondo tempo le due tifoserie si sbeffeggiano a vicenda, senza mai andare perà al di là del buon gusto. Il ritorno in campo dei giocatori è accompagnato da un boato di entrambe le tifoserie. Si sente profumo di tre punti in ambo le curve Schierate le due squadre, accomodatisi i due allenatori, la partita può riprendere per la seconda frazione al fischio di Maresca.

Secondo tempo

Sembrano si siano invertiti i ruoli, adesso sono gli uomini di Pioli a portare un pressing indiavolato. Che qualcuno sia finito appeso al muro? Infatti inducono i giocatori nerazzurri ad accelerare la rete di passaggi a scapito della precisione, e questo favorisce i contatti e gli scontri. Al minuto 52, da una rimessa laterale in fase d’attacco, i rossoneri costruiscono un ottimo scambio tra Theo e Calhanoglu in dai e vai. Dopo di che il centrocampista turco vede Leao staccarsi, non senza qualche strattone, dalla marcatura di Godin e decide di servirlo sui piedi. Il centravanti controlla la palla, attende che il centrale uruguayo si muova incontro verso di lui, poi sposta la palla verso destra e tenta la percussione centrale. Padelli è attento e in uscita si getta tra i piedi di Leao lanciato. Tocca decisamente il pallone ma coinvolge nell’intervento anche il giovane attaccante portoghese. Questi, accortosi dell’occasione sfumata, immediatamente si volta verso l’arbitro reclamando un rigore. Pioli protesta e richiama il quarto uomo. Pausa VAR, silent check, tutto regolare.

Vantaggio Inter

Al minuto 57 improvvisamente l’Inter torna padrona. Dopo un’azione manovrata del Milan sulla trequarti interista, un cross di Castillejo per la torre di Ibra sul secondo palo finisce tranquillamente tra le mani di Padelli in presa alta. Il secondo portiere nerazzurro innesca con una rimessa Alexis Sanchez, lasciato colpevolmente solo da Conti sopravanzato. Il nazionale cileno controlla e si porta subito la palla avanti in corsa. Kjaer arretra fino ai vertici dell’area, poi opta per il contrasto. Sanchez decide così di servire Barella in appoggio arretrato. Il giovane nazionale italiano ringrazia per il suggerimento e scarica tutto il suo destro con un diagonale preciso sul palo alla destra del portiere. Donnarumma si tuffa ma non può nulla su questa autentica fucilata. Urla di gioia il nativo di Cagliari mentre abbraccia il compagno autore dell’assist. Inter Milan 2-1. Conte abbraccia l’intera panchina, sente di poter fare doppietta di derby in campionato. Pioli per contro sembra adesso davvero scoraggiato. Osserva e impartisce indicazioni, ma il linguaggio del corpo comunica quasi rassegnazione.

Cambio davanti, reazione Milan

Al minuto 66 esce uno spaesato Leao, rimandato dalla prova del derby, per il neo salvatore della patria Rebic. Passano pochi minuti e un’altra occasione spaventa il popolo rossonero. Un ottimo triangolo cercato e ottenuto sul vertice sinistro dell’area di rigore milanista tra Lukaku e Sanchez, portano alla conclusione centrale di Eriksen. Tiro bloccato in due tempi senza troppe difficoltà da Donnarumma. Al minuto 72 il Milan si fa rivedere in avanti abbastanza pericolosamente con una bella azione imbastita tra Conti e Bennacer. Il terzino giunto sul fondo vince il confronto in velocità con Young e serve una palla arretrata per il play milanista, il quale, di prima intenzione, appoggia per Rebic. Il croato calcia subito verso lo specchio della porta, ma l’uscita provvidenziale di Godin rimpalla la conclusione del neoentrato sopra la traversa in calcio d’angolo.

Cambio Inter, più copertura

Conte vede che potrebbe cambiare qualcosa nel finale. Il Milan sta cominciando a prendere sempre più campo. Decide così di affidarsi alla prima sostituzione al minuto 74: fuori Eriksen, nonostante l’ottima prova per il poco tempo in gruppo, dentro Vecino, il quale può offrire sia copertura che spinta.

Ultimo assalto alla baionetta, finalmente Bennacer

Il supporto di San Siro sponda rossonera si fa più caldo; il momento infatti è propizio: ora o mai più. Al minuto 86, in seguito ad una azione personale di Theo sulla sinistra, Moses è costretto a chiudere in calcio d’angolo con un intervento deciso spalla a spalla, ma toccando per ultimo la sfera. Battuta dalla bandierina di Calhanoglu direttamente al dell’area. Palla impattata da Ibra, controribattuta di De Vrij. La sfera esce dall’area di rigore sulla quale si avventa Bennacer che calcia di prima intenzione. La palla si infila vicino al palo sinistro di Padelli e gonfia la rete. Boato di San Siro che abbraccia idealmente l’algerino. Pioli corre ad abbracciare chiunque gli capiti intorno. Inter- Milan 2-2. L’arbitro Maresca assegna tre minuti di recupero, ma entrambe le squadre sembrano aver dato tutto e non riescono più a rendersi pericolose nei sette minuti finali. Due spiriti differenti escono dal campo. Tutto è relativo, anche in una stracittadina. Il derby di Milano termina 2-2. Un punto guadagnato e due persi.

Lascia un commento