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Il Napoli buono, brutto e cattivo

È un Napoli dai mille volti quello a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi. Spesso ci si chiede quale sia la vera identità degli azzurri. In 11 gare ufficiali, la squadra di Gattuso ha vinto 6 volte e perso 5. Non parleremmo di “mille volti” se i partenopei avessero vinto con squadre di media-bassa classifica e perso contro le top del campionato. La realtà però è che il Napoli si è arreso contro Parma, Fiorentina e Lecce, e ne è uscito vincitore, invece, con club che ad oggi lottano per lo scudetto e sono distanti 23 e 24 punti a testa. 

Il buono, il brutto e il cattivo

Il buono, il brutto e il cattivo

Si potrebbe prendere spunto da questa storia per scriverci un romanzo, perché questa storia sembra distaccarsi dalla realtà. O meglio, il parallelismo più azzeccato ha i toni dello spaghetti western con regia di Sergio Leone. Il buono, il brutto e il cattivo ci sembra perfetto.

In poco meno di venti giorni, il Napoli ha mostrato tre lati totalmente differenti della propria identità.

Il buono: Napoli – Juventus, ovvero il Biondo

Il buono, che si rifà a Il Biondo dell’ultimo film della trilogia del dollaro di Sergio Leone, è il team che si è visto contro la Juventus. È quella personalità arrogante ma affascinante, spietata ma non troppo: una squadra bella da vedere, che sembra spacciata ma che è dura a morire. Come il protagonista del film che ha fatto la storia del cinema western e non solo, anche il Napoli è a conoscenza del nome della tomba che lo porterà al tesoro, e quindi alla vittoria, eppure da solo non può. Ha bisogno dell’aiuto di Tuco, o del tifoso nel nostro caso, che conosce alla perfezione il luogo dov’è nascosto l’oro: il tempio del San Paolo. Quel rapporto amico-nemico, che vede nei supportes azzurri la dualità odio-amore con la squadra, dove insieme si può arrivare dove nessuno può uscirne indenne. Il Napoli contro la Juventus è bello da vedere, proprio come il Premio Oscar Clint Eastwood. 

Il brutto: Napoli – Lecce, ovvero Tuco

Il brutto è quella squadra vista contro il Lecce qualche giorno fa. Una personalità goffa, eppure con grandi potenzialità. Il Napoli spreca tanto, e senza il supporto del San Paolo, così come Tuco senza Il Biondo, non può arrivare al successo. La squadra, così come Eli Wallach, si crede furba, cambia strategia e perde. Crede di poter ingannare chi ha più fame di lui, restando però a mani vuote. Il Napoli contro il Lecce è brutto, e del successo sente solo il profumo. 

Il cattivo: Inter – Napoli, ovvero Sentenza

Il cattivo, personaggio interpretato da Lee Van Cleef, è la squadra azzurra vista ieri a San Siro. Cattivi, perché gli uomini di Gattuso sono attenti e sanno come uscirne illesi contro l’Inter. Cattivo perché, a differenza de Il Buono, il Napoli di ieri è meno carismatico, meno bello da vedere, ma ugualmente spietato. Aspetta e riparte quando può. Si chiude ed esplode quando si presenta l’occasione. Sentenza sembra non avere anima, eppure è un professionista, ed al cimitero ci arriva perché scaltro, capace di ingannare i più forti, o i primi della classe come i nerazzurri. 

Il triello: chi avrà salva la vita?

E così come nell’ultima scena che conclude la trilogia di Sergio Leone, il Napoli deve guardarsi negli occhi e confrontarsi con le altre personalità. Il Triello più famoso della storia del cinema vede vincitore il buono che però, dall’animo benigno, risparmia il brutto. Proprio come il grido finale di Eli Wallach che, umiliato, si rivolge minaccioso al protagonista dopo che quest’ultimo gli ha salvato la vita, gli azzurri sono costretti a guardarsi alle spalle costantemente, poiché il rischio di cadere nel brutto è sempre alle porte.

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