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La Juve si aggiudica l’andata della semifinale di Coppa Italia

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. La Juve si aggiudica l’andata della semifinale di Coppa Italia con il Milan a San Siro, riscattando così la sconfitta patita a Verona. Il Milan ha tentato di scuotersi dopo l’amara debacle subita in un derby pazzo dai due volti, senza riuscirci completamente. I rossoneri hanno giocato la loro partita seguendo la leadership di Zlatan, dimostrando che non essersi smarriti completamente. La Juventus d’altronde non ha certo bisogno di ritrovare certezze, e le polemiche sorte su Sarri a favore del partito d’Allegri non hanno destabilizzato più di tanto la concentrazione squadra. I bianconeri hanno passato il turno delle semifinali in tutte le ultime quattro occasioni, record per la società torinese. Il Milan d’altro canto ha vinto solamente 2 delle ultime 15 semifinali di andata disputate in Coppa Italia, registrando un bilancio negativo con la Juve risalente al 1985: da allora 4 pareggi e 8 sconfitte. Ai rossoneri non resta che prepararsi per la gara di ritorno a Torino il 4 marzo e sperare di poter interrompere questa statistica nera e accedere così alla finale.

Formazioni

Pioli si affida al 4-4-2 che ha portato miglioramenti sul piano del gioco nei seguenti interpreti: Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romgnoli, Theo Hernandez; Castillejo, Kessie, Bennacer, Calhanoglu; Rebic, Ibra. Sarri ripropone il 4-3-1-2 a dispetto delle critiche i cui titolari sono: Buffon; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Rabiot; Ramsey; Cristiano Ronaldo, Dybala. Ad arbitrare la partita è stato selezionato il direttore di gara Paolo Valeri della Sezione di Roma 2, coadiuvato alla Var da Nasca e Vivenzi. San Siro non ha tradito le aspettative, e pur a pochi giorni da una cocente sconfitta con i cugini, il pubblico rossonero ha risposto alla grande, supportando i colori e facendo sentire alla squadra il loro calore.

Inizia la partita

Alle ore 20.45 in punto l’arbitro fischia l’inizio del match. Palla toccata da Ibra all’indirizzo di Bennacer. Scatta subito e rapidissimo il pressing bianconero nella persona di Dybala. L’algerino appoggia su Kessie alla sua destra, il quale allarga di seconda su Calabria, subito fronteggiato da Bentancur, a cui non resta che ricominciare da dietro la manovra. Musacchio controlla, elude il pressing di Cristiano con un filtrante per Bennacer che alza la testa e tenta subito il lancio da 50 metri per la torre di Ibrahimovic. In questa prima spizzata, lo svedese viene anticipato prepotentemente dal giovane De Ligt, stimolato dal confronto con Zlatan, entrambi ex Ajax. Il centravanti del Milan reclama per un gomito largo, ma Valeri fa cenno di proseguire. Ibra accende subito la radio e si rivolge all’olandese con parole certamente non gentili, magari anche con l’intento di destabilizzare sin da subito il ventenne difensore juventino.

Prima occasione Juventus

I primi quindici minuti sono per lo più di studio da parte di entrambe le squadre in campo. Palpabile la tensione per entrambe le squadre arrivate a questo match da due pesanti K.O in campionato. Solamente uno strappo di Dybala sulla trequarti al minuto 17 sembra spezzare l’equilibrio e il tatticismo iniziale. L’argentino, ricevuta palla da Bentancur, grazie ad un eccellente pressing portato su Calhanoglu sceso per dare una mano in mediana, innesta la marcia e si invola per vie centrali. Bennacer tenta di stargli a fianco cercando di rallentarlo nella corsa, ma Dybala sterza improvvisamente verso l’interno e salta secco l’algerino. Cristiano Ronaldo, come un treno lanciato taglia dalla sinistra verso il centro dell’area aspettandosi il suggerimento del compagno. Ma la Joya si allunga leggermente il pallone concedendo così il tempo a Romagnoli di accorciare, impedendo così una rifinitura precisa. La palla infatti viene fatta filtrare per CR7, ma troppo forte perché possa raggiungerla e indirizzarla verso lo specchio della porta. La sfera termina sul fondo, prima occasione della partita.

L’attacco bianconero ci prova e ci riprova

Dopo il primo quarto di gioco i bianconeri sembrano prendere in pugno il gioco. Due conclusioni da parte di Cristiano Ronaldo e Dybala. Il primo una fucilata da fuori area terminata a lato del palo in seguito a un’azione personale. Il secondo, dopo aver caparbiamente mantenuto palla sul vertice destro dell’area di rigore, si volta in un fazzoletto e lascia partire un mancino a giro facilmente neutralizzato da Donnarumma.

Ancora Milan in vantaggio

Poi, improvvisamente, durante il fraseggio a centrocampo della Juve, la squadra di Pioli alza il baricentro guidata dal pressing di Rebic e Calhanoglu. Questo costringe la Juventus a retrocedere sino la propria area di rigore. Bonucci con un rilancio che avrebbe dovuto raggiungere Cristiano sulla trequarti avversaria, favorisce purtroppo il break di Castillejo. L’esterno rossonero intercettata la palla di petto sul cerchio di centrocampo, la addomestica e chiede triangolo a Ibra abbassatosi. Lo svedese restituisce la sfera con i giri contati per il compagno spagnolo. Alex Sandro è però un mastino da superare in velocità, così Castillejo arresta la propria corsa, temporeggia, e poi scarica per il sopraggiungente Kessie al vertice dell’area di rigore. L’ivoriano protegge il pallone dall’intervento di Pjanic in ripiegamento, poi trova fortunosamente il pertugio tra le gambe di Bonucci. Traversone rasoterra in mezzo forte e teso. Ibra si sgancia con le maniee forti da De Ligt e di punta, in estirada, anticipa l’uscita di Buffon. Palla in rete ed esultanza tipica di Zlatan davanti ai tifosi juventini. Siamo al minuto 37 il Milan in vantaggio, inaspettatamente come nel derby. San Siro ruggisce ma la partita è lunga e la lezione impartita ancora fresca.

Fine primo tempo con i rossoneri avanti

La Juventus ha tentato di riportarsi in parità con un paio di tentativi, più di rabbia che di volontà, ma Valeri ha fischiato l’intervallo dopo un solo minuto di recupero, e un primo tempo tutto sommato corretto da parte di entrambe le formazioni.

Inizio secondo tempo

Con la ripresa del gioco la Juventus si è mostrata subito differente rispetto quanto fatto vedere nella prima frazione. Più veloci, più ordinati, più precisi nel dettare il passaggio e nel farsi trovare smarcati. Pioli certamente si aspettava una reazione, ma non così veemente. Era solo questione di tempo. La Vecchia Signora, esprimendo il proprio potenziale riagguanta la partita la minuto 56, grazie al gol di Pjanic su calcio di punizione al limite dell’area. Il fallo è stato costretto a spenderlo il centrale milanista Musacchio, il quale ha rimediato anche l’ammonizione per l’intervento duro su Ramsey. Così, come una saetta scoccata, il bosniaco calcia sopra la barriera il pallone che scende quel tanto che basta per accarezzare la parte interna della traversa e insaccarsi alle spalle di Donnarumma, tuffatosi invano. I supporters juventini alzano i loro decibel e sentono profumo di rimonta. Per contro i tifosi milanisti rappresentano lo specchio della squadra, ormai timorosi di subire la seconda rimonta consecutiva. Ibra tenta di scuotere i propri compagni con le buone e con le cattive. Ma il problema di personalità è evidente, così come appare nel capitano milanista Romagnoli, troppo fragile per indossare la fascia ed essere scudo e condottiero dei suoi.

La partita si scalda

Il clima è cambiato in campo, il gioco si scalda e gli interventi si fanno più maschi. Valeri sventola due cartellini gialli nell’arco di 5 minuti all’indirizzo di Kessie e di Rabiot. Vuole mantenere la partita in pugno. Il Milan tenta di scuotersi di dosso quel timore che pareva riapparso in questi primi dieci minuti dopo il pareggio juventino, e torna a fare il proprio gioco. I ritmi sono alti. La Juventus continua a cercare triangoli, ma i ragazzi di Pioli coprono bene il campo adesso e attendono il momento propizio per far male.

Buffon mette il suo erede alla prova

Tanto Donnarumma quanto Buffon si sono dovuti superare in ben due occasioni ciascuno. Il primo con una parata bassa su conclusione secca di CR7, il quale si era bevuto con un doppio passo Musacchio all’interno dell’area, e su Ramsey, inseritosi con i tempi perfetti su uno spunto di Cuadrado sulla destra. Il colombiano messa palla radente verso il centro dell’area piccola, trova il nazionale gallese che colpisce a botta sicura. Donnarumma vola alla sua sinistra e devia con la mano in calcio d’angolo un gol praticamente fatto. Buffon dimostra di esserci ancora su un bolide da fuori area calciato di prima intenzione da Calhanoglu sugli sviluppi di una azione orizzontale intorno ai 30 metri. Da calcio d’angolo, il portierone si esalta con un intervento, tanto prodigioso quanto fortunato, su un colpo di testa di Ibra. Nella mischia, lo svedese, marcato da De Ligt, riesce a liberarsi grazie ad un blocco di Musacchio. Stacca con i giusti tempi e a incornare verso la porta con forza, tuttavia l’estremo difensore bianconero intuisce la direzione e respinge come può lateralmente.

Sostituzioni

Siamo al minuto 71 e Pioli opera un doppio cambio: fuori Rebic, non particolarmente in partita, e Kessie, ammonito, dentro Leao e Biglia, doppio Play per il Milan. Due minuti più tardi Sarri, fa uscire dal campo Ramsey per Federico Bernardeschi. Il messaggio è chiaro la Juve vuole vincere questa andata. Così facendo però la Vecchia Signora ha cominciato un po’ a perdere di densità a centrocampo. Mentre il Milan grazie alla freschezza di Leao, riesce ad ottenere degli strappi nel gioco offensivo.

Cambio decisivo a 10’ dalla fine

Dal minuto 81 al minuto 87 è accaduto davvero di tutto. Un intervento molto duro di Musacchio su Cristiano Ronaldo ha quasi innescato una mischia tra i giocatori, solamente Valeri grazie alla Var ha potuto constatare che il fallo era da ammonizione e non da espulsione. Neppure il tempo di riprendere il gioco che Sarri fa uscire Dybala per Gonzalo Higuain, nel tentativo di chiudere la partita con l’istinto del pipita. Ed effettivamente le trame sembrano migliorare, consentendo a Cristiano di essere più liberi nell’attacco juventino. Infatti a colpire al minuto 87 sono i bianconeri, proprio grazie a Higuain che serve a Cristiano l’assist per il definitivo 2-1.

La Juve ribalta il Milan, ancora Ronaldo

Dopo aver assorbito l’ultima ondata rossonera, conclusasi con un tiro da dentro area di Leao, ma neutralizzato con sicurezza da Buffon, l’estremo difensore rilancia con le mani all’indirizzo di Bentancur. L’uruguayo elude abbastanza facilmente il tentativo di intervento di Castillejo, e si invola nella metacampo milanista. Higuain gli corre affianco, facendo movimento e disorientando la decisione che Romagoli dovrà prendere. Cristiano punta Musacchio. Il capitano del Milan allora decide di stringere e convergere verso l’argentino per impedirgli di ricevere palla. Bentancur, rallenta la sua corsa, e con un tocco di destro riesce a servire Higuain in contromovimento e metterlo solo davanti al portiere. Il pipa alza la testa, vede Cristiano bruciare Musacchio e lo serve preciso sulla corsa. Il fuoriclasse portoghese di prima impatta sotto la traversa. Nulla può Donnarumma. La Juventus si porta nuovamente in vantaggio a tre minuti più recupero dalla fine della partita. I tifosi bianconeri sono in delirio, un boato vero e proprio nonostante il numero ridotto di supporters.

La Juventus si aggiudica l’andata

Sarri alza i pugni al cielo, il segnale è più che mai chiaro: ci siamo. Poi da istruzioni ai suoi di non mollare, e coprirsi con criterio senza farsi prendere dal braccino. I ragazzi sembrano aver colto l’importanza del momento, e lo testimonia l’impegno messo in campo nel fare muro negli ultimi minuti, in cui il Milan ha espresso il massimo sforzo per riuscire a riottenere il pareggio. Invano tuttavia. Pioli ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità, i giocatori non possono dire altrettanto dopo il pareggio. Il 4 marzo giocheranno la gara di ritorno a Torino e i rossoneri dovranno dimostrare di avere molto di più dentro da dare per la maglia, o in estate assisteremo all’ennesima rivoluzione.

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