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Ciro Immobile, uno zingaro alla ricerca della felicità

Ciro Immobile passerà alla storia come un calciatore girovago. Non tanto per le numerose squadre di cui ha vestito la casacca – neanche così tante considerati giocatori ben più “mercenari” di lui, Zlatan Ibrahimovic l’esempio temporalmente più vicino – ma per la natura intrinseca del suo essere di sentirsi inopportuno ovunque lui vada.

L’animo nomade

Non è facile realizzarsi in uno sport competitivo come il calcio, men che mai quando poi hai un animo nomade che rema contro la tanto bramata stabilità che potrebbe essere terreno fertile per una realizzazione sportiva tanto decantata. 

Ciro Immobile è un girovago. La sua storia ci racconta di un giovane promettente che inconsciamente ha sempre rifiutato l’idea di accasarsi. Sorrento, Juventus, Siena, Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Sevilla, Torino, Sevilla e infine Lazio. Il sentiero che porta alla squadra capitolina è costellato di avventure molto promettenti (il grande Pescara di Zeman ne è un esempio) e delusioni internazionali (l’esperienza tedesca con il Borussia Dortmund su tutte).

Il non più così giovane di Torre Annunziata però ha voluto dare una sterzata alla sua vita: una sterzata dirompente che avrebbe potuto decretare la fine della sua carriera ma che, invece, lo sta ripagando delle tante insoddisfazioni vissute. 

Lazio, nuova vita

L’opportunità nata nel 2016 con la Lazio – vissuta per adesso tra alti e bassi – si sta dimostrando la più concreta mai vista. 

Nelle prime due stagioni di Serie A mette a segno in totale 52 goal, assicurandosi la Scarpa d’Oro per due volte di fila. Il tutto fa presupporre una consacrazione definitiva per la stagione 2018/19, con la voglia anche della Lazio di ben figurare in tutte le competizioni da disputare. 

Le aspettative sono però disattese (un evergreen che ritorna costantemente): i 15 goal stagionali messi a segno da Immobile, uniti ad una resa della rosa al di sotto delle aspettative, stroncano sul nascere le ambizioni dei tifosi della Lazio che alla fine faranno i conti con una stagione di transizione. 

Quest’anno però Immobile è di tutt’altro avviso. Il suo rendimento costante lo sta consacrando tra l’olimpo degli attaccanti più prolifici della Serie A (i confronti diretti con la stagione 2015/16 di Gonzalo Higuain si sprecano): 26 goal in 24 partite di Serie A. Ancora 12 partite da disputare e 11 goal da mettere a segno per poter spodestare l’argentino per il premio di Miglior Marcatore di tutta la storia della massima serie.

Su Immobile, Giuseppe Ungaretti

Sulla natura da girovago di Ciro Immobile è intervenuto – ante litteram, ovviamente – Giuseppe Ungaretti, consegnandoci un leggera ma al contempo pesante poesia che ben traduce la natura di uomini così particolari e iconici.

In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare.

A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che
una volta
già gli ero stato
assuefatto.

E me ne stacco sempre
straniero.

Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute.

Godere un solo
minuto di vita
iniziale.

Cerco un paese
innocente.

Giuseppe Ungaretti, Girovago

L’epilogo    

L’unica cosa che differisce dal racconto di Ungaretti è l’epilogo. Il girovago del poeta è destinato ad un girovagare fine a se stesso, senza meta, poiché la sua meta è un paese innocente, l’ossimoro per natura.

Ciro Immobile invece sta contravvenendo alla regola, sta riscrivendo il suo destino e pare essere deciso a stanziarsi stabilmente alla Lazio, contravvenendo anche – e soprattutto – alla sua natura da girovago. Uno zingaro alla ricerca della felicità perpetua. 

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