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Emergenza Coronavirus: le ultime folli 48 ore del calcio italiano

Il calcio italiano è nel caos più totale. Contro ogni previsione possibile. L’emergenza Coronavirus, per forza di cose, intacca anche il mondo dello sport, travolto dagli effetti della stretta attualità. La redazione di Amon ha provato a ricostruire le ultime quarantotto ore. Due giorni colmi di ribaltamenti di fronte, decisioni ribaltate dopo solo poche ore e confusione generale.

Emergenza Coronavirus, cronistoria delle ultime 48 ore

In un panorama di emergenza palese, nella primissima mattinata di ieri, era possibile stilare una bozza, in attesa di un’ufficialità mai giunta, dei recuperi della 26esima giornata di Serie A:

  • Sampdoria-Verona (sabato 7 marzo, ore 20.45)
  • Udinese-Fiorentina (domenica 8 marzo, ore 20.45)
  • Milan-Genoa (lunedì 9 marzo, ore 18.30)
  • Parma-Spal (lunedì 9 marzo, ore 18.30)
  • Sassuolo-Brescia (lunedì 9 marzo, ore 18.30)
  • Juventus-Inter (lunedì 9 marzo, ore 20.45)

In conseguenza al cambiamento del calendario di Serie A, sarebbe slittata la 27esima giornata, inizialmente prevista per il weekend del 7 e dell’8 marzo:

  • Verona-Napoli (venerdì 13 marzo ore 18.45)
  • Bologna-Juventus (venerdì 13 marzo ore 20.45)
  • Spal-Cagliari (sabato 14 marzo ore 15)
  • Genoa-Parma (sabato 14 marzo ore 18)
  • Torino-Udinese (sabato 14 marzo ore 20.45)
  • Lecce-Milan (domenica 15 marzo ore 12.30)
  • Fiorentina-Brescia (domenica 15 marzo ore 15)
  • Atalanta-Lazio (domenica 15 marzo ore 15)
  • Inter-Sassuolo (domenica 15 marzo ore 18
  • Roma-Sampdoria (domenica 15 marzo ore 20.45)

L’incertezza ed il cambiamento del calendario del calcio nostrano non è, ovviamente, andato bene a tutti. Steven Zhang, presidente dell’Inter, ha duramente attaccato la Lega Serie A, nella figura di Dal Pino, apostrofandolo come ‘clown‘ e ‘pagliaccio‘.

Nel frattempo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto-legge ed il relativo disegno di legge di conversione sulle ‘Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-2019′. Il decreto è stato adottato domenica dal premier Giuseppe Conte. Giuseppe Conte che ha istituito tempestivamente un comitato scientifico che ha proposto, tra le altre cose, uno stop di trenta giorni a tutte le manifestazioni, quelle sportive comprese.

Quindi? Che si fa con la questione Coronavirus? Si gioca, non si gioca? Porte aperte o chiuse? Chissà, tutto è rimasto nell’oblio e nell’incertezza più totale. E gli Europei 2020? Se slitta tutto il calendario, se l’Inter arrivasse in finale di Europa League, quando potrebbe recuperare le gare non giocate? Tutto un enorme incognita.

Una situazione paradossale che ha messo in mostra tutta l’inadeguatezza del sistema nazionale, calcistico e non. E mentre in Inghilterra si ferma il calcio a porte aperte all’unanimità, in Italia si litiga sui social, con tanto di inutile mascherina ed Amuchina igienizzante.

Il presidente UEFA Aleksander Ceferin ha dichiarato di essere “fiducioso di poter affrontare” l’attuale epidemia di Coronavirus, durante il congresso UEFA in corso ieri pomeriggio ad Amsterdam. Su Euro 2020: “Sono ottimista sul fatto che la competizione si svolgerà come previsto”.

E il tutto non coinvolge e tuba solo l’Italia, ovviamente. Mentre Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Iss, comunicava la necessità di riformulare le zone rosse, in Spagna si guardava con attenzione a quanto accade nei nostri confini. Il Ministro della Sanità spagnola, Salvador Illa, durante una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio, ha comunicato le porte chiuse per le gare tra Getafe ed Inter di Europa League e tra Valencia ed Atalanta di Champions League. Il consiglio, ovviamente, è quello di giocare a ‘porta cerrada‘ anche il match di Champions League tra Barcellona e Napoli.

La confusione è aumentata nella prima serata di ieri: l’Inter ha formalmente chiesto alla Lega di giocare prima il recupero contro la Sampdoria e poi la gara contro la Juventus. Il tutto a firma Beppe Marotta, ad nerazzurro, che ha chiesto ‘recuperi in ordine di tempo’.

Questa mattina, nel palazzo del CONI a Roma, si sarebbe dovuta tenere un’assemblea della Lega. Tutto programmato, se non fosse che circa otto società, ieri sera, hanno dato l’ok per rinviare l’assemblea. Sarebbe mancato così il numero legale. Perché disertare? Perché 18 società di Serie A avevano già comunicato la propria posizione in merito alla modifica del calendario.

Nel frattempo veniva ufficialmente rinviata Juventus-Milan di Coppa Italia; oggi stessa sorte arriva per Napoli-Inter per mano del Prefetto Marco Valentini.

Intorno alle 12 circa otto club si sono presentati a sorpresa al Salone d’onore del CONI: servivano, però, 14 membri per raggiungere il numero legale. Stop del campionato? Stop ai tifosi allo stadio per trenta giorni? E’ di questo che si sta discutendo, invece, al Consiglio di Lega: Lazio, Roma, Udinese, Fiorentina, Inter, Juventus, Milan sono al cospetto di Paolo Dal Pino, presidente di Lega Serie A e di Giovanni Malagò, presidente del CONI.

La svolta intorno alle ore 14:00. Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, all’uscita da Palazzo Chigi, comunica che “ci sarà il proseguimento di tutte le attività, anche del campionato, ma nel rispetto della salute per tutti. Partite a porte chiuse? Si va verso questo tipo di provvedimento”.

In attesa dell’ufficialità, il Governo pare finalmente aver trovato la quadra: gare a porte chiuse per i prossimo 30 giorni, in attesa di sviluppi positivi in merito all’emergenza Coronavirus. L’allarme non è affatto rientrato, anzi.

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