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Juventus – Inter sarà la partita degli invincibili

Prevedere è un arte, significa leggere tra le righe, interpretare, più che le stelle, i fatti. Prevedere vuol dire avere consapevolezza di ciò che accade ed è accaduto, possedere ciò che è stato per costruire su esso ciò che sarà. Se tale esercizio è compatibile con la materia sportiva, non può esserlo in relazione con la natura, per definizione imperscrutabile e imprevedibile: il calcio è degli uomini, l’universo di un verbo indeclinabile.

Fatto sta che un virus ha paralizzato il mondo, cambiando le abitudini di noi tutti e dimostrandoci, se ne avessimo ancora bisogno, tutta l’impotenza di precari essere viventi. Così, anche la cosa più importante tra le cosi meno importanti, ovvero il calcio, ha subito ripercussioni inaspettate: rinvii e porte chiuse. È anche la storia di Juve vs Inter.

Juventus – Inter sarà la partita degli invincibili

I bianconeri avrebbero dovuto affrontare i nerazzurri domenica scorsa, a porte aperte, poi, chiuse, poi lunedì, o mercoledì, spostando le coppe. Si giocherà una settimana dopo: domenica 8 marzo, senza spettatori. È il calcio che torna, è il calcio, vero oppio dei popoli, che può finalmente distrarci da ciò che ci getta nel panico. Perché un pallone che rotola ci riporta sempre all’infanzia e quando si è infanti non si ha paura di niente, si è onnipotenti. Voliamo con la mente, tutto è nelle nostre possibilità. E, allora, torniamo a sorridere e a sognare, perché in questo ennesimo strano weekend Juventus – Inter sarà la partita degli invincibili. 

Ma chi lo sarà davvero sul campo? Quei bianconeri sfilacciati e fuori le righe che non seguono, o non riescono a seguire, gli ordini del proprio comandante, oppure i nerazzurri che cadono dalle labbra del condottiero, l’unico, che hanno in panchina. Rispondere a questa domanda è attività oracolare, di cui Spleen oggi si farà responsabile.

Si va in scena in uno Stadium bello e triste

Come vi ho anticipato, e come ben saprete, domenica sera, alle 20:45, le immagini dell’Allianz Stadium saranno spettrali. Come Venezia quell’impianto sarà bello e triste, allo stesso tempo.

Pochi saranno i presenti, circa 500 tra addetti ai lavori, calciatori, staff di entrambe le squadre, dirigenti. 

Le scelte di Sarri cadranno su 4-3-3 che è disperata ricerca di simmetria: Szczensy tra i pali, linea difensiva composta da Danilo, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro, a centrocampo Bentancur, Pjanic e Matuidi, in avanti Cuadrado, Dybala e Ronaldo.

Conte, desideroso di continuità, si affiderà al solito 3-5-2 con: Handanovic, D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Candreva, Barella, Brozovic, Vecino, Young, Lautaro e Lukaku.

I ragazzi che calpesteranno il prato, entrando in campo, vi sembreranno spaesati come pesci fuor d’acqua. Il silenzio la farà da padrone.

Il fischio d’inizio

Sarà il Sig. Guida a fischiare l’inizio delle ostilità. La prima parte di gara sarà frutto e peccato originale dei troppi giorni di riposo. I due undici si specchieranno come chi si chiede perché il corpo non risponda agli impulsi della mente, saranno vecchie. Mentre l’Inter proverà con la prudenza a venire a capo a queste difficoltà, stringendosi in trenta metri, la Juve sarà spavalda, incurante delle gambe, o almeno proverà a nasconderlo gestendo il possesso.

Ma sarà un possesso lento e gestibile, gestito più che altro dalla difesa e i pochi ripieghi dei centrocampisti. I nerazzurri verranno fuori alla spicciolata per ricordare agli avversari che bisogna fare sul serio.

Al quarto minuto Ronaldo si renderà partecipe di qualche dribbling sulla sinistra e di uno splendido cross non raccolto dai compagni. Ancora al sesto Matuidi ben imbeccato da Dybala sbaglierà il controllo sotto la pressione di Barella. Verso il quarto d’ora Danilo perderà un pallone sanguinoso nella prima metà campo bianconera, ma il lancio di Young a cercare Lukaku mirerà alle stelle, e Skriniar si prenderà un giallo abbattendo la Joya come Cartagine a 30 metri dalla porta: entrataccia da dietro, ai limiti del regolamento. La conseguente punizione battuta da Pjanic sarà allontanata dallo stesso centrale slovacco.

Lo sviluppo dei primi 45’ minuti

Ottima sarà l’intuizione di Chiellini al 16esimo a cercare Ronaldo in fuorigioco. Duro, pochi minuti dopo, Bonucci su Lautaro, ma non sarà ammonito. Le indemoniate proteste di Conte le sentirete in TV, sovrasteranno il silenzio. I successivi cinque minuti saranno ad appannaggio del possesso sterile bianconero che si dimostrerà fragilissimo quando al 25’ De Vrij, su sviluppi di corner, stamperà il pallone sulla traversa e al 27’ Lukaku sarà fermato da un recupero animalesco di Capitan Chiellini.

La reazione bianconera, o almeno un vagito, arriverà al trentesimo: la Joya tocca per Cuadrado, Cuadrado per Bentancur, Danilo stringe, trova il pallone e tira violentissimo, palla fuori ma conclusione balisticamente perfetta. In quella stessa occasione sarà ammonito Brozovic per una trattenuta sull’argentino. E per qualche minuto lo staff medico dovrà prendersi cura di Matuidi colpito duro da D’Ambrosio.

Al 35esimo l’Inter verrà avanti, D’Ambrosio scatta a destra, sovrapponendosi a Candreva che lo vede, crossa, Lukaku si avvita con Chiellini mancando la palla, Pjanic manca anch’esso in maniera madornale, Lautaro la impatta bene, bassa, di mezzo controbalzo: primo palo, Szczensy battuto e 1 a 0 per i nerazzurri. Antonio Conte urla di gioia, se Juventus – Inter sarà la partita degli invincibili, non potrà che essere la sua partita. Mister Sarri è cupo, manda a quel paese un po’ tutti e prende a calci una bottiglietta.

Nei restanti dieci minuti assisteremo a due miracoli del portiere polacco bianconero su un tiro di Barella, sensazionale nel recupero di una palla persa da Pjanic, e su un cross di Candreva, poi ad un gesto tecnico straordinario di Cristiano Ronaldo, che incurante di ogni legge della fisica, si alzerà in volo imbeccato da un traversone di Cuadrado e in rovesciata colpirà la sfera alla Holly e Benji: palla fuori di un niente. Guida fischia la fine del primo tempo.

Il secondo tempo

Desiderosi di rivalsa, e incensati da Sarri nello spogliatoio, i bianconeri affronteranno la ripresa con un piglio mordace ma, allo stesso tempo, evanescente. Mentre l’Inter, come un pugile scafato, attenderà i colpi a vuoto dell’avversario per colpirlo da scoperto. Buone saranno le incursioni di Bentancur tra Vecino e Brozovic, pochi in compagni in appoggio.

Duro risulterà proprio un intervento del croato su Ronaldo, con conseguente punizione calciata dal portoghese sulla barriera. Poco pericolosi gli svariati cross dei terzini bianconeri, ben gestiti dalla difesa nerazzurra, che avrà vita facile in uno scontro che vedrà la Juve senza riferimenti centrali. Essenziale l’intervento nella propria area di Skriniar, che sbilancerà Cuadrado pronto a ricevere un assist di Ronaldo. 

Per la Juve entrerà Bernardeschi al posto di Matuidi e il francese non la prenderà bene, proprio l’ex viola servirà cadendo magistralmente Dybala stoppato al tiro da De Vrij. Al massimo sforzo dei padroni di casa, verso il 70esimo, vedremo l’entrate in campo di Higuain per Cuadrado e Eriksen per Vecino. Quattro saranno le conclusioni tra il minuto 70′ e l’80esimo dei bianconeri, finiranno tutte a lato e porteranno le firme di Dybala, Alex Sandro e Higuain.

Palla al VAR

All’81esimo, su sviluppi di calcio piazzato, Eriksen farà tremare il palo, con una conclusione da fuori al limite dell’aria. Da qui alla fine, il copione vedrà battute soltanto a tinte bianconere e dirette dal VAR: un rigore non dato per sgambetto di D’Ambrosio su Ronaldo e un gol annullato a Higuain. L’ultimo sussulto sarà nerazzurro: Sanchez subentrato a Lautaro, recuperata palla a centrocampo, taglierà verticalmente la prima pressione bianconera, con un corsa di venti metri, a tu per tu con Szczensy si farà ipnotizzare dal polacco, che con la manona gli negherà il 2 a 0 ma non la vittoria.

Triplice fischio. Si spengono le luci. Juve-Inter sarà la partita degli invincibili e se l’aggiudicherà il padre di Vittoria, o della Vittoria: Antonio Conte. L’Inter, corsara a Torino, si porterà a meno tre dai rivali con una partita in meno, prenotandosi una camera con vista panoramica su Lazio e scudetto. La Juve rimuginerà ma lo farà invano, perché, nonostante gli sforzi, il risultato non mentirà. I bianconeri sono e saranno tutto ciò che non riescono ad essere, i nerazzurri si ritroveranno più simili a ciò che vogliono diventare.

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