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Stop al campionato, nuovo Consiglio Federale il 23 marzo: ipotesi playoff per l’assegnazione dello scudetto

Ultimissime notizie coronavirus Italia Il calcio si ferma, lo sport si ferma. Accade in Italia, nazione paralizzata dalla dilagante emergenza Coronavirus. Nella serata di ieri, a reti unificate, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha annunciato l’estensione delle disposizioni, inizialmente valide nella zona rossa (Lombardia ed alcune province del centro-nord Italia), a tutto il paese.

“Stiamo avendo una crescita importante delle persone in terapia intensiva e purtroppo delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito”: questo l’incipit di quelle che sono state, probabilmente, le dichiarazioni più difficili da pronunciare di tutto il suo mandato.

Si fermerà anche lo sport e, ovviamente, anche il calcio e la Serie A:

“Non c’è ragione per cui le manifestazioni sportive debbano continuare, penso al campionato di calcio. I tifosi devono farsene una ragione”.

Non si proseguirà, dunque: accolte le richieste avanzate nel pomeriggio di ieri dal CONI, che aveva esplicitamente richiesto un nuovo decreto per fermare le manifestazioni sportive vista la dilagante diffusione del Coronavirus.

Oggi il Consiglio della Federcalcio si è riunito in un’assemblea straordinaria per trovare soluzioni allo stop del torneo di Serie A, previsto, al momento, fino al 3 aprile.

E mentre diversi paesi chiudono agli spostamenti da e per l’Italia, poco dopo le 14, Claudio Lotito si è presentato a Roma per il Consiglio Federale straordinario. Inizialmente, gli unici due a presenziare fisicamente sembravano essere proprio il presidente della Lazio e quello della Lega Serie A, Paolo Dal Pino. L’ultimo citato, alla fine, ha deciso di presenziare in conference call come tutti gli altri.

Alle 16 in punto l’assemblea, seppur virtuale, si è sciolta. Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, si è concesso ai media presenti:

 “I calendari? Ogni Lega farà le sue proposte. Le Coppe Europee si giocano? C’è un risultato positivo ottenuto dalla Federcalcio sul decreto del Governo che consente di giocare le coppe europee. Questo ha un peso sia sul versante internazionale che locale. Adesso c’è in corso una trattativa con l’UEFA e la Spagna sul fatto che la Roma giochi o non giochi. Spero che alla fine si giochi. Le singole leghe avranno fino al 23 per avanzare le proposte. Il 23 ci sarà un altro Consiglio Federale, ribadendo che l’organo che decide è la Federazione. Ipotesi sul tavolo? Non assegnare, assegnare e fare i play. Ora ci sono tutte in ballo. Poi si discuterà. Io ho espresso la mia. L’unica volontà sicura è che si decida prima della ripresa del campionato per evitare interessi”.

Le parti in causa si aggiorneranno il prossimo 23 marzo, quando un nuovo Consiglio Federale è stato fissato: in ballo, stavolta, anche la disputa e l’eventuale slittamento di Euro2020.

 

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