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Il Chelsea ci insegna a cogliere le opportunità

Se si chiude una porta si apre un portone, è uno dei detti italici più conosciuti, secondo cui un problema può spesso rivelarsi un’opportunità se siamo disposti a coglierla: in pratica una brutta esperienza ci forgia e ci permette di guardare al futuro con rinnovato ottimismo, il quale ci permetterà di approfittare di quanto di buono prima o poi ci capiterà. L’esempio lo traiamo dall’Inghilterra, perché il Chelsea ci insegna a cogliere le opportunità.

Il processo di rinascita, o mutamento positivo, di cui sopra, seguito a una fase di rottura, sta caratterizzando la stagione dei Blues, che in ottica futura appaiono tra i club destinati a segnare i prossimi anni e a regalarci spettacolo.

To shut the door in Chelsea’s face…

To shut the door in Chelsea’s face (A chiudere la porta in faccia al Chelsea) ci ha pensato la FIFA, nel maggio 2019, quando ha sancito per la società londinese, date violazioni di norme circa il trasferimento dei minori, il blocco del mercato per due sessioni, quella estiva 2019 e quella invernale 2020 (seconda finestra poi sbloccata dal TAS).

Apriti cielo! Come farà il Chelsea a mantenere la competitività con le big della Premier? Riuscirà a passare almeno i gironi di Champions? Assisteremo ad un fuggi fuggi dei top player?

A fasciarsi la testa, oggi possiamo dirlo, furono solo gli addetti ai lavori (principalmente i media) e i supporter. Glaciale e impassibile fu la reazione del club. Appunto: se si chiude una porta si apre un portone, o meglio, per dirla come l’avranno elaborata nelle segrete stanze di Stamford Bridge, when one door closes another one opens.

La società di Abramovich sembra aver fatto tesoro di un momento di stallo per proiettarsi nel futuro senza passare dal purgatorio.

Capitolo trasferimenti: liberarsi dal vecchio

La prima opportunità offerta dal blocco del mercato è stata quella di liberarsi dal vecchio, o se preferite, di tutti quei calciatori diventati un peso più che risorse.

Il primo degli evacuees (sfollati) è stato Eden Hazard, la stella. Il belga già negli ultimi anni aveva manifestato più volte il desiderio di lasciare Londra destinazione Madrid, è stato accontentato. Il Real per assicurarsi le sue prestazioni ha firmato un assegno da 100 milioni. Il Chelsea aveva previsto tutto, accaparrandosi già da gennaio il sostituto naturale per gli anni a venire: il 21enne Christian Pulisic, pagato 64 milioni. Se guardiamo le statistiche dell’ex Lille in maglia blanca e quelle dello statunitense in blues non abbiamo nemmeno il bisogno di commentarle.

Statistiche Pulisic
Statistiche Pulisic 2019-2020, fonte Transfermarkt

 

Statistiche Hazard
Statistiche Hazard 2019-2020, fonte Transfermarkt

Via poi David Luiz, sciagura della difesa, l’over 30 Cahill, la delusione Drinkwater, Moses e Higuain, che non valeva riscattare.

Dentro e promossi: Mason Mount, Billy Gilmour e Reece James dall’Under 23, Pulisic, come abbiamo detto dalla Bundes, Batshuayi di ritorno, stesso discorso per Tammy Abraham e Fiyako Tomori, riscattato Kovacic.

I risultati non sono mancati, frutto di un rendimento inaspettato del nuovo, o dei nuovi, vista la giovanissima età della maggior parte della rosa e/o degli interpreti.

Christina Pulisic, ala destra, 21enne statunitense

Di Christian Pulisic abbiamo già detto, ma vale spendere qualche parola in più, perché guardare lo statunitense in azione è come rivedere Hazard, o qualcosa di potenzialmente migliore. L’ex Dortmund non ha la creatività del belga, ma sta mantenendo in auge il cambio di ritmo palla al piede sulla trequarti monopolio per anni di Eden, con i suoi movimenti da sinistra verso il centro.

In più sa rifinire le azioni da vero numero 10 e saltare l’uomo con grande naturalezza, non a caso è il giocatore del Chelsea che cerca con maggiore frequenza il dribbling (5 per 90 minuti). Inoltre, aspetto da non sottovalutare, è bravo a condizionare la manovra con i movimenti senza palla, aprendo linee di passaggio per i compagni smarcati.

Il Chelsea ci insegna a cogliere le opportunità
Tammy Abraham festeggia la sua rete contro il Burnley
Tammy Abraham, centravanti, 22enne inglese

L’esempio più lampante, però, dell’opportunità colta dal Chelsea, dato il blocco del mercato, è rappresentata da Tammy Abraham. Centravanti classe 1997, colui sul quale la dirigenza blues ha fatto affidamento nel lasciare andar via, a cuor leggero, il Pipita. Di padre nigeriano e madre inglese, Tammy aveva debuttato in Premier nel 2015-2016, prima di affermarsi in Championship, segnando, nel 2016-2017, 23 reti in 41 partite col Bristol City e, nella stagione successiva (la scorsa), 26 reti in 40 gare con l’Aston Villa. Quest’anno la definitiva esplosione coi grandi: 34 apparizioni e 15 reti, che gli sono valse il posto da titolare a discapito dello sfortunato Giroud.

Il Chelsea ci insegna a cogliere le opportunità
Mason Mount, il figlioccio di Lampard
Mason Mount, trequartista, 21enne inglese

A seguire Mason Mount, trequartista classe 1999, ovvero il figlioccio di Lampard, non perché l’attuale tecnico Blues, gli abbia fatto da padrino, ma perché le sue caratteristiche in campo ci ricordano dannatamente il gioco di Frankie, che non a caso sta sviluppando al massimo il talento di Mount rendendolo il giocatore più utilizzato della squadra: ad oggi 41 presenze e 6 reti.

Qual’è l’ingrediente che rende speciale il 21 enne inglese? Una sensibilità speciale per i movimenti senza palla.

Il Chelsea ci insegna a cogliere le opportunità
Il rude Tomori nel giorno del suo compleanno
Fiyako Tomori, difensore centrale, 22enne canadese

Un altro wonder boy che è entrato nelle grazie di Lampard è il roccioso giramondo Fiyako Tomori.

Il possente difensore centrale, anch’esso classe 1997, è stato uno dei pilastri del Derby County di Frankie e si è ritrovato ad esserlo anche al Chelsea, dove la sua maglia da titolare è oramai inamovibile. Fisico e carattere, sembra il gemello di Rudiger ma più sorridente.

Billy Gilmour, regista, 18enne scozzese

Chiudiamo con Billy Gilmour, di cui abbiamo negli occhi ancora la splendida prestazione messa in scena contro il Liverpool nell’ultima partita di FA Cup vinta dal Chelsea, che gli è valsa il premio di MVP.

«Gilmour ha 18 anni, ma ha danzato sul campo come se fosse un regista jugoslavo meravigliosamente dotato della fine degli anni ’80, anche se lui arriva dalla Scozia ed è cresciuto a Cobham, nel centro sportivo del Chelsea».
Barney Ronay

La descrizione di Barney Ronay, opinionista del Guardian, ci dice tanto del tascabile talento scozzese. Sensibilità nel controllo di palla, personalità in fase di possesso, contrasti vinti a iosa e passaggi intercettati. Il futuro post-Jorginho è già in casa e potrebbe essere migliore del presente.

Billy Gilmour, classe 2001, allevato a Cobham, il centro sportivo Blues, è, forse anche più di Abraham, il simbolo evidente dell’eccellente lavoro fatto dal Chelsea in questa stagione di transizione: arrivato dall’Academy dei Rangers nel 2017 (a sedici anni) è il risultato dell’elevata qualità di scouting raggiunta dal club di Londra.

Regia di Frankie Lampard

Il Chelsea ci insegna a cogliere le opportunità
Il regista Frankie Lampard

Club che ha deciso di affidare i passi della rinascita all’uomo del passato, il senatore, l’immagine Blues nel mondo: Frankie Lampard.

Per il capitano si trattava di una vera e propria prima volta: perché dopo una sola stagione in panchina al Derby County, si è ritrovato ad allenare una delle six sisters del campionato più competitivo al mondo.

Il primo passo è stato quello di partire dalle critiche mosse al suo predecessore, facendo di necessità virtù. Sarri era costantemente criticato dai media per non dare fiducia ai giovani: soprattutto ad Hudson-Odoi. A Londra scordavano che prima di Sarri le cose non andavano diversamente, e i talenti erano perlopiù smistati in giro per l’Europa.

L’inversione di tendenza c’è stata però con Frankie, ed inizialmente pareva assumere i contorni di un ridimensionamento, salvo far ricredere poi un po’ tutti: spazio ai ragazzi dell’Academy che hanno colto alla grande la sua proposta di calcio.

L’impianto di gioco

L’impianto di gioco non è poi cosi lontano da quello di Sarri, in quanto il ruolo di Jorginho è rimasto fondamentale, Kepa è il portiere che tocca più palloni in Premier e il possesso di palla supera quasi sempre il 50%. È cambiata però, grazie all’entusiasmo degli interpreti, l’interpretazione. Il Chelsea oggi è una squadra nettamente più aggressiva e propositiva, votata al controllo ma verticale e brillante, lontana dallo statico Sarri-ball: un cantico della vivacità.

Freschezza che fa sorridere perché i Blues sono quarti in Premier e potrebbero conquistare agevolmente l’accesso alla prossima Champions, mentre in FA cup, fatto fuori il Liverpool, si giocheranno i quarti col Leicester. L’unico neo è stata la brutta figuraccia rimediata in casa col Bayern, durante l’andata degli ottavi di Champions, ma l’esperienza arriva col tempo e, soprattutto, il futuro dopo un passo indietro potrebbe essere ancora più rigoglioso.

Il futuro è Blues

L'undici Blues per la stagione 2020/2021 secondo il Sun
L’undici Blues per la stagione 2020/2021 secondo il Sun

Futuro che appare tutto dalla parte dei Blues, desiderosi di capitalizzare l’occasione determinata dal blocco di mercato. Dei giovani già presenti in rosa, parte integrante del progetto prima squadra, abbiamo detto, poi, si riaprirà il mercato e sarà letto attraverso la nuova lente tarata da Frankie e le necessità.

Acquisti pesanti e un undici importante ma solo green, se così possiamo dire, perché l’età fa la differenza e un insegnamento: sappiate cogliere le cadute per rialzarvi più forti di prima. Il Chelsea ci insegna come si fa.

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