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Edin Džeko, il bosniaco intramontabile

Essere al top in 3 dei campionati maggiori d’Europa non è certamente una impresa da tutti e tanto meno per uno che di mestiere fa la prima punta. Uno di quelli in grado di farlo nella storia recente è stato Edin Džeko.

Nato a Sarajevo nel 1986, sbarca nel calcio che conta nell’estate del 2008, precisamente al Wolfsburg, dove, dopo una stagione di assestamento, regala la Bundesliga alla sua squadra, firmando 26 gol in 32 partite. Dal momento che da quelle parti vincere il campionato era ancora un tabù, il gigante bosniaco è entrato nella storia del club. Tanto per capirci, dopo quell’impresa nessun’altra squadra che non si chiami Bayern Monaco o Borussia Dortmund ha più alzato la coppa.

Nonostante il fortissimo legame col Wolfsburg, i gol di Edin erano richiesti altrove, sempre per scrivere la storia. Ecco che nel 2011 sbarca a Manchester, sponda City. Dopo i fisiologici mesi di ambientamento, trascina i suoi alla vittoria del campionato, un trofeo che mancava da 44 anni. Sulla panchina c’era aria di bel paese, dal momento che c’era seduto l’attuale CT della Nazionale Italiana, Roberto Mancini. Certo i gol di Džeko sono solo 14, ma con il suo carisma e la sua personalità (oltre a 5 assist), è decisivo per quel titolo.

Nella sua avventura Citizen ha anche la possibilità di imparare da Pep Guardiola. Infatti, sotto l’attenta guida di Pep il maestro, nel 2014 arriva un’altra Premier League ad arricchire il palmares di Edin. Il rendimento della stagione è a dir poco eccezionale. Tra tute le coppe, l’attaccante fa registrare 26 marcature e 18 assist: un’enormità. Viste le 48 presenze complessive, infatti, mette lo scarpino praticamente in un gol a partita. La stagione successiva racconta di un calo abbastanza grave, infatti i gol toccano solo quota 6. Per il City è tempo che Edin Džeko vada. Col senno di poi si saranno ricreduti.

Forse non nell’immediato, perché una volta sbarcato a Roma, quella giallorossa, non ha subito l’effetto devastante che ci si aspetta: 10 gol e 4 assist. Le difficoltà sembrano essere anche altre, reti semplici sbagliate, qualche espulsione diretta di troppo.

Ciò, però, non lo paralizza. Anzi. Come il più classico dei casi di fenice rinata dalle ceneri, sfodera la stagione migliore della sua carriera. I numeri fanno impressione. Il totale dei gol ammonta a 39, mentre gli assist sono 15. Vincere il titolo di capocannoniere della Serie A non è un gioco, è uno di quei riconoscimenti che ti porti sempre dietro. E sicuramente ha segnato il percorso della Roma in modo indelebile, così come quello del ragazzone di Sarajevo.

Le due stagioni successive hanno fatto segnare un totale 38 gol e 17 assist, non rendimenti monumentali, ma di sicuro utili ai giallorossi, che nel mentre raggiungono la semifinale di Champions League, uscendo di pochissimo contro il Liverpool.

Edin Dzeko

In questa stagione così particolare e al momento interrotta per l’emergenza sanitaria, Edin Džeko ha già raggiunto 15 gol e 9 assist, con 13 partite di campionato mancanti, che fanno registrare lo stesso numero complessivo di assist e gol dello scorso anno.

Inoltre, se tutto questo non bastasse, il bosniaco è anche una star in patria. La sua fama e il suo rendimento con la Nazionale, con cui ha segnato 58 gol il 107 presenze, lo hanno portato ad essere nominato per 5 volte il giocatore bosniaco dell’anno.

Edin Dzeko

Dopo una parte della sua carriera in cui si è distinto più che altro per la sua efficacia sotto porta e dove è stato la stella di City e Wolfsburg, a Roma, l’attaccante classe 1986 ha imparato ad essere decisivo anche con i suoi assist, per non parlare del fatto che ha acquisito maturità e leadership. Il passo definitivo in questo processo di crescita personale è stata la fascia da capitano raccolta dopo le partenze di De Rossi e Florenzi.

La sua fisicità, il suo senso della posizione e il suo fiuto per il gol, ne hanno fatto uno dei migliori attaccanti della storia recente del calcio. E ora che gli anni sono 34, non ha nessuna intenzione di fermarsi. Il totale delle marcature è di 275, l’obbiettivo 300 è fissato e nel mirino, in quanto lo raggiungerà?

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