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Euro2020: i quarti

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di quella che sarebbe stata la Nazionale ad alzare la Coppa d’Europa al cielo se gli Euro2020 non fossero stati rinviati.

Dopo aver seguito la bagarre ottavi (qui potete leggere le cronache delle partite), siamo giunti ai quarti. Il tabellone recita: Italia vs Svezia, Francia vs Croazia, Spagna vs Germania, Portogallo vs Russia.

Italia-Svezia

Italia - Svezia
L’ultimo amaro ricordo di Italia-Svezia. La Nazionale di Ventura manca le qualificazione al Mondiale 2018.

Per trionfare, nella vita e sopratutto nel calcio, è necessario superare i traumi, battere quegli avversari che non ti hanno fatto dormire. Una volta fatto questo, ecco che tutto diventa possibile. In questa edizione degli Euro2020 è sarebbe stato così per l’Italia. Sarebbe stato così il quarto di finale contro l’incubo Svezia.

All’inizio c’è paura, gli azzurri faticano a carburare e Halaand sfiora il vantaggio al 18′. Poi si alza un grido. “Adesso basta cazzo!”. Ha urlato lui, che agli svedesi ha già dovuto lasciare il pass di Russia 2018: Giorgio Chiellini, il capitano. Ha profuso lacrime e sangue per esserci.

È l’anima e corpo della Nazionale, avrebbe voluto giocare l’ennesima competizione con l’amico Gigi Buffon alle spalle, ma il portierone non c’è, tocca a lui fare la voce grossa. Urla ai suoi che è il momento di finirla di avere paura.  Guarda in faccia Bernardeschi, lo ammonisce perché può dare di più, deve

Detto fatto. Verratti pesca sulla trequarti lo juventino, che fa partire un sinistro che Olsen non vede neanche partire. La panchina italiana esplode, tutti vanno ad abbracciare Mancini. Berna sorride al Capitano, lo indica. Finisce lì. Sì, è solo il 23′, ma la partita è andata, l’Italia non sbaglia più: l’incantesimo è sciolto. Finisce 1-0, tanto basta. Chiellini fa cenno che di interviste non se ne parla: non ha più voce. L’Italia è in semifinale.

Euro 2020
La Nazionale francese festeggia la vittoria dei Mondiali 2018, avendo superato la Croazia in finale.

Francia-Croazia

Non esistono due partite uguali. Però Francia vs Croazia dà ancora i brividi. La finale dei Mondiali 2018 si ripete, ai quarti di un europeo questa volta. In campo scendono con un piglio un po’ diverso. La Croazia, magari, ci crede un po’ meno. Come fai, contro quelli lì? Ma c’è chi non è d’accordo. Sempre lui: Luka Modric. Lo sa che è il suo spessore a poter lasciare il segno. La squadra è buona, giovane, ma non basta, ci vuole il suo tocco. E il tocco arriva precisamente allo scoccare del minuto “10”, come quello che porta sulle spalle.

Kramaric scatta quasi per inerzia, pensa che nessuno l’abbia visto, nemmeno i suoi compagni di squadra. Luka si. La palla arriva, ha un attimo di esitazione, ma poi dribbla un impreparato Umtiti e scaglia verso la rete, Lloris impotente: 0-1.

L’inerzia del match, però, è destinata a cambiare in favore della Francia, per altro campo convien che passi. Dopo un’ora di gran calcio croato arriva l’azione personale di Kylian Mbappè, riceve palla, si porta sulla fascia in copertura Rog, che ad un certo punto non regge il ritmo e cade a terra, non prova neanche a protestare, non c’è nulla da fare: è andato.

Il pareggio taglia le gambe ai croati. Il raddoppio francese arriva all’89’, dopo un forcing praticamente continuo. Pogba la rimette in mezzo per la decima volta e in questa occasione svetta su tutti il gigante di Umtiti, ancora lui protagonista, trova la forza di colpire di testa ed è 2-1. La semifinale dell’europeo sarà Italia-Francia, altro match mondiale.

Euro 2020

Spagna-Germania

In ogni competizione c’è sempre quel match con talmente tante reti da spingere molti tifosi puri di cuore a voler chiamare gli organizzatori: “Non li possiamo far vincere entrambi?”. No, ci spiace, il calcio è spettacolo, ma non è uno sport che scende a compromessi, soprattutto in casi come questo. In queste partite c’è la componente spietata del tennis: un vincitore e un perdente, il resto è noia.

La partita si sblocca dopo 5 minuti, Isco si inventa un dribbling d’autore ai danni di Tah ed è davanti alla porta: Neur non può nulla. I tedeschi non si fanno ripetere due volte il concetto e ci mettono 10 minuti a riportare in equilibrio la situazione. Imposta Neur, che passa a Gundogan, il quale pesca in posizione sul filo del fuorigioco il bomber Timo Werner, da fuori fa 1-1.

I successivi due gol arrivano a stretto giro di lancetta: Kimmich porta i suoi in vantaggio su rigore al 43′, mentre 90 secondi dopo arriva il pareggio di Morata, che con un tap-in manda tutti negli spogliatoi sull’2-2.

Nel secondo tempo cala il numero delle occasioni, ma sale il livello dello scontro, con le due mediane che se la battono come gladiatori dell’antica Roma. In totale le occasioni create sono 3. E altrettanti i gol. Al 64′ C’è il vantaggio spagnolo. Subentra Sarabia, che al primo pallone toccato si porta dietro due avversari e serve un assist al bacio per il solito Morata, che con il piattone la imbuca.

Il gol decisivo arriva in modo fortuito. Fabian Ruiz serve sulla fascia Bernat che, dopo aver corso per 30 metri fa partire un tiro-cross che resta un mistero, Neur non se la aspetta, Bernat nemmeno, ma la sfera supera il portierone e si insacca sul secondo palo:4-2. Il definitivo 4-3 arriva per piede di Werner, che saluta l’Europeo con un gol di testa al minuto 88′.

Ronaldo

Portogallo-Russia

La cenerentola e i campioni. Un classico, il calcio è fatto anche di questo. La Russia non parte battuta, ma sa di avere ben poche possibilità. La soddisfazione di essere tra le prime otto è già qualcosa da riportare a casa. Cheryshev e Golovin fanno del loro meglio, ma c’è davvero troppo Portogallo da contenere.

Quando il cronometro segna 16 minuti e 23 secondi parte un lancio di William Carvalho che pesca perfettamente Joao Felix in area di rigore, stop, tiro ad incrociare ed è 1-0. Lo show del talentino continua dopo 10 minuti con un tiro da 35 metri che c’entra perfettamente il sette, con uno così c’è poco da fare.

Parlando di campioni, mette lo zampino, al minuto 60′, il solito Cristiano Ronaldo, uno che di gran gol se ne intende. Ci sono tifosi Juventini che sarebbero rimasti immobili, combattuti dagli incubi del passato e l’orgoglio del presente. Da calcio d’angolo Joao Felix la mette in mezzo, la difesa russa respinge e Cristiano si vede la palla scendere addosso, che fare? E’ spalle alla porta, il suo corpo si muove in una torsione quasi automatica e lo porta ad far esplodere il tifo portoghese, rovesciata potente, collo pieno: gol.

Finisce 3-0 e l’ultima semifinale avrà il sapore iberico, come un prosciutto: Spagna-Portogallo.
L’altra parlerà una lingua romanza: Italia-Francia.

Continua…

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