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Final Four: il destino del calcio italiano

Le prime Final Four del calcio italiano

Il calcio italiano è nel caos, ci sono decisioni da prendere che, in un modo o nell’altro, scontenteranno qualcuno. La Juventus non parla di scudetto, è possibile che nel caso non lo accetti nemmeno, la Lazio spinge per continuare e vanno stabiliti piazzamenti europei, così come le retrocessioni. La vostra profetessa, Cassandra, vi dice che il campionato non ripartirà nel modo in cui tutti speriamo. La stagione regolare 2019/2020 è finita. La soluzione, però, consegnerà ai tifosi, seppur da casa, uno spettacolo altrettanto degno: quello delle Final Four. 

Ebbene sì ho detto Final Four al plurale, dal momento che chi di dovere si renderà conto che far competere più di 4 squadre per il titolo, sarebbe stato ingiusto per chi, finora, ha fatto più degli altri.

Ma andiamo con ordine. Ci saranno due fronti: lo scudetto e i piazzamenti europei. Prima di tutto ciò, il destino ha richiesto equilibrio e perciò il recupero dei quattro match mancanti.

 

I recuperi

Tra Sampdoria e Inter non c’è storia. I ragazzi di Conte surclassano i blucerchiati per 3-1, con le marcature di Lukaku, Lautaro ed Eriken. La Samp, che va in gol con Manolo Gabbiadini, è già salva e ha poco da chiedere a questa partita, mentre i nerazzurri hanno da dimostrare che si presenteranno alla sfida scudetto più agguerriti che mai.

Di neroazzurro in neroazzurro ecco che la doppietta dell’implacabile Ilicic stende il Sassuolo, ribadendo ulteriormente la superiorità della Dea e il fatto che la sua presenza fra le migliori 8 d’Europa e 4 d’Italia è tutt’altro che figlia di una stagione fortunata.

Sprecone invece è il Parma, che con il Torino non va oltre il pareggio. Infatti, il figliol prodigo Gervinho apre le marcature dopo pochi minuti, ma nel secondo tempo i granata la rimettono in equilibrio con il Gallo Belotti su calcio di rigore. Stagione al capolinea per entrambe.

Il match di maggiore interesse è Cagliari-Hellas Verona: c’è in ballo l’accesso al tavolo per la lotta Europea. Da un lato i sardi per provare a ridare un senso alla stagione dopo il blackout, dall’altra i veneti per dare compimento ad una stagione nel complesso strepitosa. Ed infatti il destino premia la costanza: Stepinsky e Pazzini rispondono a Joao Pedro. Verona 2 Cagliari 1: Hellas al settimo posto e accesso alla final four per l’Europa.

 

Le Final Four Capitolo 1: lotta per l’Europa

 

I piazzamenti europei richiedono una assegnazione ben precisa, anche perchè non c’è da scherzare con l’Europa League.

Le pretendenti sono Roma (grande delusa esclusa dalla corsa Champions), Napoli (alla ricerca di un modo per salvare la stagione), Hellas Verona (che vuole coronare il sogno europeo) e il Milan (il quale vuole salvare il salvabile).

Le semifinali si articoleranno così: Roma-Milan e Napoli-Hellas Verona. 

All’Olimpico di Roma scendono due squadre con una differenza sostanziale: la motivazione. Da una parte la Roma di Fonseca, che sente di poter iniziare a costruire e dall’altra un Milan che si prepara a smantellare di nuovo. Il primo tempo è solo giallorosso e vale ai capitolini un gol di vantaggio con uno strepitoso Dzeko che segna da fuori area su assist di Mkhitaryan. Al rientro dagli spogliatoi il Milan tenta di dare un senso alla sua partita e attacca per 23 minuti.

Al termine dei quali guadagna un calcio di rigore. Sul dischetto va Frank Kessiè: pallone da una parte, Paul Lopez dall’altra. Il pareggio dura fino al minuto 85, quando l’appena subentrato Nikola Kalinic la mette dentro sugli sviluppi di un corner. I rossoneri vedono svanire l’accesso diretto all’Europa League per mano (o testa) di un ex: un classico.

Poco più a sud se la vedono due squadre con tanto potenziale, ma con la necessità di fare quell’ultimo passo per agguantare la consacrazione. Il Napoli perchè è calato lungo gli anni, L’Hellas perchè è salito in modo vertiginoso. Nonostante l’ordine tattico del gialloblu, il Napoli passa al terzo tentativo, con Lorenzo Insigne che salta Veloso e Kumballa e appoggia dolcemente la palla in mezzo all’area, dove si fa trovare pronto Milik: 1-0. Il fatto che questo sia il risultato definitivo dice molto.

Il Verona attacca con veemenza, mentre finalmente si vede tutto il potenziale difensivo della retroguardia di Gattuso. Dall’altra parte del campo c’è poca fortuna per i partenopei, Milik lascia il post a Mertens, il quale nel finale di gara centra la traversa. Tanto basta. Napoli in “finale”.

Lotta per i preliminari

La finalina per l’accesso all’Europa per la porta di servizio vede il classico ribaltone, non quello della classifica, perchè gli equilibri ottenuti dalle 26 gare di campionato restano invariati, ma quello di un pronostico che si aspettava un Milan propositivo e non così spento ed arrendevole. Succede tutto nella prima mezz’ora. Al 15′ arriva il gol di Miguel Veloso da calcio di punizione, mentre al minuto 42 arriva la marcatura di uno che il rossonero lo conosce bene: Fabio Borini.

Il secondo tempo vede un timido tentativo dei rossoneri di risollevare la propria giornata, ma si conclude con l’immagine del rigore parato a Zlatan Ibrahimovic: il Gatto Silvestri ha chiuso la porta allo svedese. Meritatamente, l’Hellas si prepara per i preliminari di Europa League, mentre il Milan si trova ancora a dover fare esame di coscienze e ricostruire.

Tutto come previsto: spettacolo e gol

Gennaro Gattuso è l’ultimo proprietario della posizione di classifica in palio, ma questa volta deve, senza troppi rimpianti, arrendersi al collega Fonseca. La Roma arriva galvanizzata dalla partita col Milan e parte a razzo. Dopo 3 minuti è già calcio di rigore per i giallorossi. Di Lorenzo ha steso Under appena dentro l’area e la squadra arbitrale, dopo doveroso check VAR ha assegnato il penalty. Sul dischetto Kolarov: palla centrale e sotto la traversa.

La reazione partenopea c’è eccome, infatti il pareggio arriva a distanza di 8 minuti, con una percussione di Fabian Ruiz che si chiude con una conclusione da vero campione che non lascia scampo all’estremo difensore romanista.

Da qui fino al 77′ è totale equilibrio, anche di cartellini, un rosso per parte, fuori Di Lorenzo (non in serata) e Dzeko (troppo sulle spine). Il gol del definitivo 1-2 arriva dai piedi di Carlos Perez, il quale non si fa pregare quando si trova la palla tra i piedi all’altezza del dischetto. Ai giallorossi un posto in Europa.

Si passa alla lotta scudetto, ma ogni previsione ha bisogno di riflessione, per rendere chiaro ciò che può apparire offuscato. Ritornerò per raccontarvi il meglio che deve ancora venire.

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