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I ritratti di Darwin Pastorin: Joāo Leite

“Un sogno comune quello di fare strada per una felicità condivisa in terra o in cielo.”

Era il gennaio del 1981 a Montevideo andava in scena il Mundialito per Nazionali. L’Uruguay era un Paese segnato dalla dittatura militare.

Come già era successo in Argentina, nel 1978, il calcio diventava strumento per coprire le torture, per distrarre e illudere le persone.

Darwin Pastorin, da inviato, seguiva il Brasile. Era la Seleçao allenata da Telé Santana, una squadra di ottimi solisti: Batista, Cerezo, Éder, Oscar, Zico, Júnior.

Su tutti, però, spiccavano due personaggi Sócrates e Joāo Leite. Il primo con forza parlava di marxismo, di materialismo storico e di un calcio socialista che avrebbe poi tentato di praticare utopicamente al Corinthians. Il secondo era, invece, il portiere missionario, l’estremo difensore della fede.

Ed è proprio Joāo Leite, il goleiro dell’Atletico Mineiro, il personaggio de’ “I racconti di Darwin Pastorin”. Lui, che parlando a Darwin Pastorin, raccontava del suo sogno: la nascita degli “atleti di Cristo”, un movimento di sportivi che avrebbe avuto lo scopo di portare i tifosi non allo stadio ma al Salvatore.

“João Leite, portiere di Dio” è un estratto dal libro “I portieri del sogno – Storie di numeri 1”, di Darwin Pastorin, edito Einaudi (Torino 2009), con prefazione di Gigi Buffon.

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