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David Beckham, il lord del rettangolo verde

 

Ci sono giocatori talmente iconici nel calcio, che non esiste persona al mondo che non ne abbia sentito parlare. Uno di questi è David Beckham. Un mito non solamente per la quantità spropositata di trofei messi in bacheca in tutto il mondo, ma soprattutto per la classe, l’eleganza e l’impegno agonistico che ha profuso durante tutta la sua carriera.

La sua avventura è iniziata in Inghilterra, con una maglia rossa addosso. E’ quella dello United e non potrebbe essere altrimenti, perché mamma e papà gli hanno praticamente tramandato forzatamente nel DNA quella fede calcistica. David diventa la classica persona che ama talmente il calcio che mangia e dorme col pallone. A Manchester raggiunge obiettivi che ad oggi sono chimere per i giocatori della Premier.

La stagione 1998-1999 lo consacra in modo definitivo. Non sembra così decisivo guardando i numeri, i gol sono 9 e gli assist 17. La differenza la fanno la spettacolarità di ogni gesto che compie in campo e questo varrà sempre nella sua carriera. Quella stagione vede lo United dominare su tutto e tutti: nella teca finiscono Champions, Premier League e FA cup. Sono risultati che molti dei grandi campioni della sua era non raggiungeranno mai.

Con l’amata maglia Devils conquista 12 trofei, suddivisi in 6 premier, 2 coppe e 4 supercoppe. L’unico rimpianto che accompagna la sua carriera, probabilmente, è la mancata vittoria del pallone d’oro. E’ possibile, però, che non lo abbiano preso in considerazione per rendere equa la competizione. “E scusate, Beckham?” “Sì, ma se ci mettiamo a includere Beckham tanto vale chiuderla qui”. Da qualche parte questa conversazione, o qualcosa di simile, si sarà svolta.

Nel 2000, David Beckham vince anche la Coppa Intercontinentale, quella che oggi chiamiamo il mondiale per club. Insomma, a dirla tutta, a Manchester il da farsi era fatto.

Ecco che nel 2003 si trasferisce al Real Madrid, entrando a far parte di una delle rose piè forti della storia del calcio, nella quale figuravano talenti eccelsi come Zidane, Raùl, Cambiasso, Casillas, Luis Figo e Ronaldo il fenomeno. Per molti si trattò solo di una operazione commerciale. In effetti l’incremento del merchandising e della popolarità del Real schizzarono alle stelle con l’arrivo del lord inglese, ma di certo quella è stata solo una parte del suo impatto. Volendo paragonare questa operazione ad una moderna, possiamo pensare all’arrivo di Neymar al Paris Saint Germain. Certo non per il prezzo del cartellino, ma per l’aiuto economico e per le prestazioni in campo, non trovo paragone più azzeccato.

A Madrid, però, la magia di Beckham non è la stessa, anche se le punizioni e gli assist pensabili solo da uno come lui non mancano. I trofei sono solo due in 4 anni: una Liga e una Supercoppa Spagnola .

Si arriva così ad un periodo molto particolare della sua carriera: lo sbarco in MLS. I Los Angeles Galaxy gli offrono un contratto faraonico e la possibilità di essere star assoluta non solo del club, ma di tutto il campionato.

Ecco un altro continente che si apre alle conquiste di Sir David Beckham. Porta a casa 2 MLS e 2 Supporters Shield, mettendo a segno 20 gol e 42 assist, ispirando una intera generazione di giovani statunitensi che iniziano a sognare il calcio.

Nel periodo di permanenza negli USA, si prende delle parentesi di sfogo delle sue vere potenzialità: gli manca l’Europa. E quale club era allora degno dei suoi talenti se non il Milan? Non che a Milanello lasci il segno in fatto di trofei, gol o assist, ma certamente insegna parecchie cose ai compagni e regala delle perle su punizione, che i tifosi del Milan hanno ben stampate in testa.

Come chiudere una carriera di questo tipo? Ancora una volta è pioniere; dopo la MLS, ecco che si presta ad un ultima stagione in cui partecipa alla nascita del PSG di Nasser Al-Khelaïfi. Con la maglia del club francese, David Beckham collezione 14 presenze e, come degno finale, vince la Ligue 1.

Con la sua nazionale ha un rapporto bellissimo. Ne è stato capitano 59 volte, lungo campionati europei e mondiali. Non vince trofei, ma si contano 17  gol e 39 assist con la maglia bianca.

Il solo calcio, però non rende l’idea di che personaggio sia stato e sia tutt’ora David Beckham. E’ probabilmente uno degli uomini più ricchi del mondo, porta avanti carriere come quelle del modello, dirigente sportivo, imprenditore e ad oggi anche presidente del Club Inter Miami. Una star a tutto tondo.

 

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