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Maggio: sprint inutile o via per la gloria?

Ci sono due date alle quali i tifosi rossoneri sono rimasti attaccati, forse un po’ troppo a lungo e che legano a filo doppio la storia recente dei colori rossoneri col mese di maggio.

La prima è il 23 maggio 2007: l’ultima vittoria del Milan in una Champions League. E’ stata l’ultima volta che il Diavolo ha comandato su tutti. Brividi pervadono il corpo dei milanisti al solo pensiero. Atene è rimasta scolpita. Pippo si è eternato definitivamente e il Milan ha avuto la sua rivincita.

E’ invece il 7 maggio 2011 l’ultima volta che i rossoneri hanno dominato nel bel paese, con il condottiero Allegri alla testa della compagine. Con lo 0-0 contro la Roma il Milan ha alzato l’agognato campionato e guardato tutti dall’alto in basso. Dopo ha avuto inizio, nel bene e nel male, il dominio della Juventus.

Maggio Rossonero

Maggio sembra essere un mese di particolare fortuna per i colori rossoneri. Sai che scoperta, finiscono i campionati, è ovvio, no? Chiaramente è difficile che vengano vinti trofei al mese di Marzo o di Gennaio, a meno di edizioni tardive di Coppe e Supercoppe. Quello che risulta, però, è che il Milan ha un rapporto di amore profondo con questa mensilità.

Significa semplicemente che ha vinto tanto? Che scoperta, è il club più titolato d’Europa. Ma no, la questione non si ferma solo ai trofei. Come spesso accade in questo meraviglioso sport, è una questione di testa.

Maggio chiude tutto, a meno di vantaggi clamorosi, ci si giocano i campionati e per quanto uno possa essere sfavorito le finali possono essere ancora vinte. E’ il mese in cui gli sforzi di una intera stagione vengono messi alla prova. Arrivare a questo punto in testa significa essere allenati e forti.

Da questo punto in poi entra in gioco una serie di fattori che sono tenuti a controllare se ci sia scritto “vincente” nel DNA di squadra, singoli e allenatore.

Il Milan ha avuto questa forza mentale nella sua storia. Ha portato a casa più trofei di tutti nel vecchio continente, ha regnato a lungo.

Mese decisivo, nel bene e nel male

Negli ultimi anni, la fortuna del maggio rossonero non è cambiato: sono cambiati i mesi prima. Sì, perchè prendendo in analisi gli ultimi due anni, vediamo che la maggior parte delle partite di fine campionato sono state positive, ma sono state degli sforzi tardivi e poco utili. Soprattutto per il gran lavoro fatto dalle rivali dei rossoneri, sia a maggio che lungo la stagione.

E ora? Per questa annata il Milan non è in campo in questo mese così centrale, se giocherà sarà dal mese di giugno in poi. Ma questo maggio è forse meno decisivo? Visto che si è fermi non conta? Tutt’altro.

Il mese di maggio 202o passerà certamente alla storia e verrà analizzato sotto diversi piani, come quello economico, politico e sanitario. Ma a Milanello sembra che sarà il mese dell’ennesima rivoluzione. Oppure no. Sì perchè, ancora una volta è tutto in bilico. Rangnick sì, Rangnick no. Ibra resta? E Theo, lo vendono? Cessioni per ricostruire? I dirigenti che fanno?

maggio di Pioli

Quello che è certo è che il modo in cui si chiuderà questo disgraziato maggio deciderà il futuro del Milan. Se si ricomincerà a giocare al calcio in questa stagione, la tenuta mentale di Stefano Pioli nel mese di maggio sarà decisiva. Questi anni hanno messo Milanello, più che il Vaticano, in “violazione” del detto “Morto un Papa, se ne fa un altro”. Pioli è lì, ma ci si è già dimenticati di quello che ha fatto e di quello che può fare. Maggio sarà decisivo. In che modo? Ne riparliamo a maggio 2021.

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