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Immaginare Ibrahimovic al Bologna

Manca ancora tanto al Natale 2020, ma siamo sicuri che i tifosi del Bologna, nella scorsa letterina indirizzata a Babbo Natale abbiano desiderato più che mai che l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic.

«Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora…. Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia.. Ci vediamo presto in Italia»

Dichiarazioni bomba che accesero l’entusiasmo dei tifosi di mezza Italia: il Napoli, il Bologna, il Milan? Dove andrà a giocare Ibra? Tutto, ovviamente, prima dell’approdo in rossonero. Un’avventura giunta, oramai, al capolinea dopo solo sei mesi in Lombardia.

Ed ecco che, nuovamente, i bookmakers impazzano: stavolta andrà davvero al Bologna? Sinisa Mihajlovic, in una recente intervista ad una tv serba ha svelato: “Ibrahimovic mi ha chiamato qualche giorno fa. Vedremo cosa deciderà in estate. Certamente non rimarrà a Milano, ma la domanda è se verrà da noi (al Bologna, ndr) o se tornerà in Svezia”. Le ipotesi si riducono a due: il rossoblù degli emiliani o il biancoverde dell’Hammarby?

Solo gli astri sanno come finirà la telenovela. Amon, però, che con gli astri è a stretto contatto da sempre, ha provato ad ipotizzare un’avventura dello svedese in terra emiliana.

Ibrahimovic al Bologna

Ibra al Bologna è, più che altro, un’opportunità. Per la società e per i tifosi. Per via, ovviamente, degli ottimi rapporti tra l’attaccante e Sinisa Mihajlovic, tecnico del club. Bologna sogna, Ibra culla i tifosi nell’attesa della decisione ufficiale.

Ma cosa potrebbe realmente fare Ibra in Emilia-Romagna?

Il trentottenne, punta centrale per eccellenza, ha condiviso, negli ultimi mesi, il reparto offensivo del Milan con Ante Rebic, Rafael Leao, Samu Castillejo e Hakan Calhanoglu. E’ arrivato per spodestare Piatek, bomber dello scorso anno, in netta difficoltà prima del trasferimento all’estero. Ibra si è rimesso in gioco, ma a Milano è andata male anche per i guai societari che affliggono il club.

Milano – Bologna, 213 km di distanza, poco meno di due ore e mezza di auto. E’ questo il percorso che potrebbe fare lo svedese. Incontrerebbe sul suo cammino, il coetaneo Rodrigo Palacio e i vari Orsolini, Sansone, Skov Olsen, Barrow e Santander. Un reparto offensivo, quello bolognese, già ben mixato, tra giovani talenti e punte d’esperienza.

Il modulo del Bologna sembra fatto ad hoc per ospitare una punta centrale come Ibra, capace di reggere da solo tutto il versante offensivo di squadra: un 4-2-3-1 che, in fase di possesso può trasformarsi anche in 4-4-1-1 ed in fase di ripiegamento diventare un 4-5-1. Orsolini e Sansone, nella stagione ancora non conclusasi, spesso tagliano e si allargano per favorire la giocata in verticale sulla punta centrale. Uno come Ibra, spalle alla porta, può diventare devastante. O ancora: quando al centro c’è poco spazio, Orsolini e Sansone ricevono palla sugli esterni e poi scaricano al centro per la punta di turno.

Insomma, diverse soluzioni potrebbero fare di Zlatan Ibrahimovic la ciliegina sulla torta. E poi, si sa, i giocatori offensivi del Bologna, col passare dei minuti, perdono lucidità sotto porta proprio perché spendono molte energie in fase di non possesso. Dunque, Ibrahimovic al Bologna cascherebbe a pennello.

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