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Abramovich è tornato a fare sul serio

22 febbraio 2019: il Chelsea riceve il blocco del mercato e una multa pari a 510mila euro, in virtù di alcune violazioni legate al tesseramento degli under 18. Abramovich, da sempre abituato a spese folli, deve per la prima volta rinunciarvi.

Le stagioni precedenti e l’arrivo di Lampard

L’ambiente non prende bene l’accaduto e, nonostante la vittoria dell’Europa League, la tifoseria invoca la rivoluzione: è troppo il divario da colmare rispetto alle prime della classe, ed in Premier i ragazzi di Sarri non hanno convinto.
L’organico a disposizione del tecnico toscano, seppur ricco di ottimi giocatori, non è adatto per tentare la vittoria del campionato inglese.
La sanzione relativa al calciomercato è un colpo duro, che arriva in un momento nel quale il Chelsea vuole ritornare a fare la voce grossa.

All’inizio dell’estate pare chiaro un concetto: la stagione avvenire costituirà una rivoluzione che coinvolgerà calciatori e staff tecnico.
Il primo cambiamento arriva dalla panchina: dopo mesi di trattative estenuanti Sarri lascia la corte di Abramovich per tornare in Italia sulla panchina della Juventus.
Il magnate russo si ritrova a dover ripartire da zero e non può permettersi acquisti folli, opta, allora, per un tecnico “ km 0”: Frank Lampard, idolo indiscusso del popolo Blues, trascinatore sul terreno di gioco, che conosce benissimo la piazza.
Tuttavia, intorno al suo ruolo vi sono alcuni scetticismi dovuti al fatto che Frank è alla prima esperienza da tecnico su una panchina di tale blasone.

Il mercato bloccato è il mercato delle opportunità

In estate, il Chelsea, saluta anche Hazard, punto fermo della rosa per anni, che sbarca a Madrid sponda Blanca.
La cessione del belga è dolorosa ma utile per risanare le casse della società e, inoltre, durante il precedente gennaio, prima della chiusura relativa alla finestra acquisti, il club inglese ha ufficializzato l’acquisto di Pulisic, l’erede naturale di Eden.

Nonostante ciò l’organico che si approccia all’attuale stagione lascia perplessi molti appassionati, la squadra pare indebolita. Il resto, sino ad oggi, è storia: i ragazzi di Lampard stanno disputando una stagione in linea con le aspettative, pur priva di acuti importanti.
Dopo un inizio scintillante entro i confini nazionali, sono arrivati i primi ko. Anche in Europa, nonostante il buon girone disputato, è arrivata una sconfitta tra le mura amiche contro il Bayern Monaco.

Il concetto che però è saltato più all’occhio, riguarda lo schieramento voluto dal nuovo tecnico: sono stati lanciati giovani interessanti quali James, Abraham, Mount e Gilmour, ragazzi sui quali porre la base per il prossimo futuro.

Dalla discontinuità un futuro vincente

Un futuro sul quale Abramovich è convinto di investire proseguendo sulla linea verde, e siccome il blocco è terminato, è tornato prontamente ad agire in entrata per fornire rinforzi adeguati alla vittoria.

Nelle ultime annate, infatti, successi ne sono arrivati, come dimostrano le affermazioni in Premier League ed in Europa League, eppure, i fasti del 2012 sembrano lontani e non si dimenticano facilmente. La sensazione è, però, che con la squadra che trionfò in Champions quell’anno si possano fare parallelismi con la compagine attuale.
Infatti, quando di Matteo prese la guida dei Blues, la situazione non era delle migliori, soprattutto in patria, dove a condurre le operazioni era il City di Mancini. La discontinuità è stato l’elemento caratterizzante della banda guidata prima da Villas-Boas poi da Di Matteo e il Chelsea che vediamo oggi è esattamente una squadra alla ricerca della propria maturità agonistica, avendo dimostrato di esser capace di scalpi importanti senza seguito, della serie: Vorrei, ma non posso”. Insomma è sempre mancato il centesimo per fare l’euro e ciò che manca sembra poter arrivare dai piani societari.

Le basi della rivoluzione

Abramovich è tornato prepotentemente sul mercato come ai vecchi tempi. Si punterà sui giovani per garantire, a lungo termine, una squadra competitiva ma si spenderà parecchio perché non ci sono più limiti.
La campagna acquisti è stata già avviata. A Febbraio, è stato ufficializzato l’acquisto del marocchino Hakim Ziyech dall’ Ajax per una cifra pari a 40 milioni di euro: un giocatore abile palla al piede e duttile, essendo capace di ricoprire più ruoli.
Mentre negli ultimi giorni, ad infiammare la piazza blues, ci ha pensato il nome Timo Werner, attaccante 24enne del Lipsia: Roman è disposto a pagare la sua clausola rescissoria e fare fuori tutte le concorrenti (tra le quali l’inter).
Il tedesco è un calciatore in grado di ricoprire tutto il fronte offensivo, capace di attaccare lo spazio e dotato di grande velocità.

Sulla lista della spesa sono finiti poi anche i terzini Chilwell e Gosens, pezzi da 90 già sondati dai Blues in passato.

Spazio al nuovo che avanza

Il mutamento, oltreché in entrata, riguarda anche il capitolo cessioni, se il nuovo avanza, il vecchio retrocede o, in questo caso, fa spazio.
I Blues, ad oggi, detengono il cartellino di diversi calciatori, dei quali a Stamford Bridge non si sente parlare da almeno 2-3 stagioni.
Per avere una maggiore liquidità bisogna piazzare chi non rientra nel progetto. Molti giovani in prestito saranno tagliati ma rischia anche qualche pilastro della rosa: negli ultimi mesi si è parlato di Kepa, portiere arrivato tra mille pressioni che non ha mai convinto, reo di aver commesso errori grossolani.
Insieme al portiere spagnolo altri possibili partenti sono Jorginho ed Emerson Palmieri, titolari indiscussi finiti nei radar della Juventus.
Sicuro, invece, l’addio di due senatori delle ultime stagioni, ovvero Pedro e Willian che si svincoleranno al termine della stagione, dando il via definitivo ad una nuova epoca blues.
Abramovich non ha paura di nessuno, e siamo tutti convinti di una cosa: il nuovo Chelsea è pronto a competere con chiunque, volenteroso di tornare grande.

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