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1-1 al San Paolo. Di Lorenzo qualifica gli azzurri in extremis

1-1 al San Paolo e il Napoli vola in finale di Coppa Italia. Salve, il buon vecchio Hury-El è felice di ritrovarvi dopo tre mesi di assenza, nonché di pronosticarvi il responso della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Napoli e Inter. La pandemia di Covid-19 ha costretto il mondo a una cautela alla quale nessuno era abituato. Neppure noi oracoli. Tuttavia, un rischio calcolato doveva essere preso per tentare di rialzarsi e provare a riconquistare un po’ di quotidianità, e così anche lo sport riaccende i motori.

Dopo l’accesso alla finale da parte della Juventus a spese dei rossoneri, il Napoli recupera una partita che sembrava segnata fino al minuto 84, quando il pareggio di Di Lorenzo qualifica gli azzurri in extremis. I giocatori non hanno potuto contare sulla brillantezza atletica dopo tanta pausa forzata, ciò ha incanalato la partita sui binari dell’agonismo, illuminato ogni tanto dai colpi di Eriksen e Fabian Ruiz. Conte, chiaramente eccitato per poter riprendere il cammino iniziato ad agosto 2019, stringe la mano a Gattuso e si salutano cordialmente. Il mister azzurro ricambia il saluto con altrettanta cordialità, ciò non può però mascherare il dolore che ancora serba nel cuore dopo la prematura scomparsa della sorella solo pochi giorni fa. Rino però, da guerriero e condottiero qual è, non avrebbe mai potuto lasciare i suoi ragazzi soli alla ripartenza, e infatti eccolo lì, in piedi davanti alla panchina al fischio d’inizio.

Formazioni

I padroni di casa schierano con il 4-3-3 Meret tra i pali; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Zielinski, Demme, Fabian Ruiz; Insigne, Mertens e Politano. Conte risponde con il suo classico 3-5-2 con il capitano Handanovic in porta; Bastoni, Skriniar, De Vrij; Young, Barella, Brozovic, Eriksen, Young; in attacco Lukaku, Lautaro Martinez.

Primo tempo

Il calcio d’inizio è dato dall’Inter. Palla a Brozovic che gestisce bene la sfera sulla pressione di Mertens e comincia a far girare il gioco in orizzontale sfruttando i cinque uomini a centrocampo. La superiorità numerica nerazzurra in mezzo costringe i terzini del Napoli a pressare alti e a fare attenzione ai movimenti delle mezz’ali alle proprie spalle. I primi 5 minuti della partita sono quasi esclusivamente di possesso interista con Demme e Zielinski impegnati costantemente a coprire le linee di passaggio tra centrocampo e attacco. Al 7’ del primo tempo si segnala la prima conclusione debole verso lo specchio della porta protetta da Meret da parte di Lukaku su sponda di Lautaro dopo il passaggio a bucare le linee di Eriksen. Il Napoli prova a costruire ripartendo da dietro e cercando di far girare il pallone verso le fasce laterali. L’Inter tuttavia è scesa in campo determinata e le catene di Conte accorciano puntualmente sui terzini azzurri, mentre i centrali scalano sul movimento degli attaccanti per cercare l’anticipo.

Prima occasione Inter

Al minuto 11 assistiamo alla prima vera conclusione in porta del match ad opera di Eriksen su calcio di punizione. Zielinski, dopo aver ricevuto tra le linee di centrocampo e difesa interista da Demme, si allunga di poco il pallone e Brozovic, piombato su di lui, recupera il possesso. Il croato apre immediatamente per Young a sinistra, il quale serve a Lukaku una palla in diagonale verso il vertice dell’area di rigore. Maksimovic esce, ma il belga arriva un istante prima, sposta la palla e il centrale azzurro gli frana addosso commettendo fallo a un paio di metri dal limite.

Eriksen e Brozovic parlano sulla zona di battuta, poi il belga posiziona la palla ma entrambi preparano la rincorsa. L’arbitro fischia, Brozovic parte, finta e oltrepassa il pallone su cui Eriksen va’ con il suo destro. La sfera passa alla sinistra della barriera e vola verso lo specchio. Meret, ben posizionato, di pugni respinge direttamente in fallo laterale. Qualche minuto più tardi è ancora l’Inter a rendersi pericolosa quando Candreva, scappato a Mario Rui, mette un bel traversone dalla trequarti in area partenopea a cercare Lautaro sul secondo palo. Superati entrambi i centrali azzurri è l’estremo difensore a doversi estendere in aria per deviare la palla.

Il Napoli entra in partita

Dopo che l’Inter ha spaventato il Napoli due volte nel giro di pochi minuti, il pubblico del San Paolo avrebbe dato la scossa ai ragazzi di Gattuso, ma le uniche voci a levarsi sono quelle dei due Mister. Al 21’ Fabian Ruiz smista su Zielinski che prolungando in profondità, fa correre Mario Rui sulla fascia con Candreva. Il portoghese arriva sulla sfera dopo Bastoni in chiusura diagonale, ma un buon pressing congiunto con Insigne fa guadagnare al Napoli un calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner Skriniar allontana di testa fuori dall’area proprio sui piedi del numero 8 azzurro al limite. Lo spagnolo non ci pensa due volte e calcia forte e teso. Handanovic si tuffa con tempismo, ma la palla schizza accanto al palo ed esce di mezzo metro. Prima vera occasione dei ragazzi di Gattuso. La reazione dell’Inter è immediata, quasi a non voler dare respiro al Napoli. Eriksen semina il panico tra Di Lorenzo e Fabian Ruiz al minuto 27. Lautaro sciupa stranamente un gran passaggio filtrante del belga e spara da dentro l’area di rigore sopra la traversa protetta da Meret.

L’Inter passa in vantaggio

Al minuto 34 Insigne si guadagna un calcio d’angolo in seguito a un suo tiro dai venticinque metri, piuttosto improvvisato, rimpallato da Bastoni. Il Napoli porta le torri a saltare. Insigne batte il corner dalla bandierina di sinistra, la palla è forte e a spiovere al centro dell’area. De Vrij sfiora ma alle sue spalle Mertens impatta benissimo la sfera. Handanovic si tuffa alla sua destra, in evidente ritardo. Il centravanti azzurro sta quasi per esultare quando la palla finisce sul palo e poi out. Desolazione sul volto del folletto belga.

Al minuto 39 l’Inter manovra a centrocampo con Brozovic, che smista a sinistra su Eriksen. Il belga gioca a testa alta e vede il movimento di Lukaku a decentrarsi sulla fascia. La palla arriva puntuale all’attaccante che la controlla, mentre Di Lorenzo lo fronteggia. In quel momento sopraggiunge con i giusti tempi la sovrapposizione di Young, costringendo il terzino napoletano a seguirlo e concedendo a Lukaku il tempo di dribblare l’azzurro. Entrato in area Maksimovic tenta di uscire, ma l’attaccante interista con un interno destro forte anticipa sia il centrale napoletano sia Meret, e inchioda il pallone nell’angolo basso della porta. Nel silenzio dello stadio vuoto le esultanze dei giocatori è tutto ciò che resta.

1-1 al San Paolo e il Napoli vola in finale

Al termine della prima frazione Inter con l’atteggiamento giusto. Umori opposti per i partenopei, con Gattuso che guida i suoi negli spogliatoi scuro in volto.

Secondo tempo

La seconda frazione inizia sulla falsa riga del primo tempo. L’Inter in fiducia tenta di assestare il colpo del 2-0 facendo girare la palla tra interni di centrocampo e fasce, muovendo la circolazione velocemente da sinistra verso destra e viceversa. Brozovic non sembra affatto aver subito i tre mesi di stop e sta disputando un’ottima partita da metronomo, gestendo i tempi e verticalizzando quando possibile. Il Napoli tenta di ritrovare i ritmi, ma il pressing nerazzurro non permette alla squadra di Gattuso di riorganizzarsi in campo e costringe gli azzurri a lanci lunghi verso la corsa di Mertens. Al 54’ Barella vede il taglio di Candreva alle spalle di Mario Rui e lo serve preciso sulla corsa. L’esterno interista neppure si volta, proseguendo il taglio col secondo tocco si sistema la palla e calcia verso la porta. La conclusione è bassa e non particolarmente potente, così da permettere a Koulibaly di respingerla senza grossi problemi.

Il Napoli si desta

Al minuto 61 il Napoli orchestra una buona manovra tra Fabian Ruiz e Insigne per liberare al tiro Mertens. Riconquista del possesso palla azzurro ad opera dello spagnolo su un controllo difettoso di Barella all’altezza del centrocampo. Fabian serve Insigne a sinistra. Il folletto napoletano alza la testa, ragiona e la mette al centro dell’area per Mertens, sfuggito a De Vrij, a cui non resta che calciare di prima. La traiettoria è insidiosa. Handanovic si tuffa alla sua sinistra ma la palla lo scavalca e rapace il belga in scivolata mette sul fondo di una decina di centimetri. Gattuso applaude e incita a proseguire senza timore. Al 69’ Politano, innescato in contropiede, brucia sul posto Young e taglia verso il centro. Punta dritto De Vrij, vede poi il taglio dalla sinistra di Insigne e tenta di servirlo. Il passaggio viene tuttavia intercettato da Skriniar in marcatura a zona.

Sostituzioni

Gattuso ricorre alle prime sostituzioni: fuori Politano per Milik al 71’, e Zielinski per Elmas al 76’ nella speranza di spostare un po’il baricentro. Conte, nonostante il vantaggio, continua a urlare ai suoi ragazzi e a pretendere sempre di più. Infatti al 74’ dopo aver richiamato un paio di volte Barella decide di far entrare al suo posto Vecino.

Il mondo si capovolge al minuto 84

Un secondo tempo giocato a ritmi decisamente più ridotti rispetto ai primi 45 minuti. Ciò consente al minuto 84’ al Napoli di avere la possibilità di riportare la partita in parità. E l’occasione non viene fallita, ribaltando le sorti di questa semifinale e garantendo il pass per la finale. Gli azzurri hanno appena guadagnato il quarto calcio d’angolo della partita. Insigne alla battuta dalla bandierina. Palla a spiovere perfettamente al limite sinistro dell’area piccola e torre sontuosa di Koulibaly. Fulmineo Di Lorenzo anticipa tutti, anche lo stesso Mertens, e batte a colpo sicuro di interno destro. La palla si insacca sotto la traversa e lascia impietrito Handanovic. Gattuso applaude i suoi ragazzi mentre a braccia conserte si trattiene dall’esplodere. Sa che ancora non è finita e festeggiare adesso sarebbe un errore pacchiano.

1-1 al San Paolo di lorenzo qualifica gli azzurri in extremis

Ultimi cambi per Conte

Conte, che si era risparmiato due cambi in ottica supplementari, procede subito alle sostituzioni d’emergenza. Dentro Sanchez per Candreva ed Esposito per un non brillantissimo Lautaro. Gattuso ricorre al suo ultimo cambio per coprirsi ulteriormente e richiama in panchina Insigne per Allan.

1-1 al San Paolo e Napoli in finale

Nei restanti 5 minuti più 3 di recupero l’Inter prova a riversarsi nella metà campo azzurra nel tentativo di trovare il gol qualificazione con una ball in the box, o grazie a qualche soluzione estemporanea. Nulla di tutto ciò però accade, forse per mancanza di energie, o probabilmente per l’assenza della spinta emotiva del pubblico. Non lo sapremo mai. Fatto sta che il Napoli si riscopre mai domo fino alla fine e incontrerà la Juve mercoledì 17 a Roma. L’Inter di Conte, che ha sempre fatto del carattere la propria cifra distintiva, si ritrova invece ridimensionata nell’orgoglio, estromessa da un obbiettivo stagionale e obbligata a vincere il 21 con la Samp per non salutare il target dell’anno.

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