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La Juventus solleva la Coppa Italia per la 14esima volta

La Juventus solleva la Coppa Italia e centra il primo obiettivo stagionale. Salve, il buon vecchio Hury-El porge il suo saluto a tutti voi cari lettori ed è qui anche oggi per raccontarvi cosa accadrà in finale di questa tribolata Coppa Italia tra Juventus e Napoli. I bianconeri allungano il divario record disputando la loro finale numero 19 in questa competizione, e ottenendo il loro 14esimo successo. Il Napoli per contro raggiunge Lazio, Fiorentina e Torino giocando la decima finale di Coppa Italia, conquistata per cinque volte lungo tutta la storia azzurra. L’ultima volta che Juventus e Napoli si incontrarono nel capitolo conclusivo di questo torneo fu il 20 maggio 2012, giorno in cui i partenopei si sbarazzarono dei bianconeri per 2-0, reti di Cavani e Hamsik.

Formazioni

Rino Gattuso schiera il suo 4-3-3 con Meret tra i pali (Ospina squalificato); Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Demme, Zielinski; Callejon, Mertens e Insigne. Maurizio Sarri ripropone il 4-3-3 anche lui con Buffon in porta; Danilo, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Cristiano Ronaldo e Dybala in attacco.

Primo tempo

Nel silenzio dell’Olimpico deserto alle 21 in punto l’arbitro Doveri fischia il calcio d’inizio. È il Napoli a toccare il primo pallone. Demme prende in consegna la sfera e tenta subito il lancio verso Callejon, scattato a mille dopo il fischio iniziale. Alex Sandro, tuttavia, fa valere la sua fisicità e impedisce allo spagnolo il controllo deviando in fallo laterale la prima azione azzurra. La rimessa viene affidata a Di Lorenzo, il quale cerca immediatamente Fabian Ruiz. Lo spagnolo dopo aver velocemente visto l’impossibilità a trovare i suoi punti di riferimento avanzati ricomincia la costruzione del gioco da dietro, costretto anche dal pressing di Matuidi a non rischiare.

Il Napoli è sceso bene in campo e i primi cinque minuti fanno subito intendere a Sarri & Co. che non sarà un dominio sul piano del gioco, come mostrato venerdì con il Milan nonostante lo 0-0. Demme continua a proporsi, tuttavia è costantemente tallonato quando da Matuidi, quando da Bentancur, i quali impediscono al tedesco di trovare gli spazi per dettare i tempi. Quindi è Zielinski prima e Fabian poi a tentar di impostare la manovra e superare il pressing bianconero. Ogni pallone in verticale è però preda del duo olandese italiano, De Ligt-Bonucci, che anticipando Mertens e Insigne impediscono di orchestrare in attacco un’azione manovrata.

Juve sorniona e Napoli reattivo

Intorno al minuto 11, la Juventus sembra pian piano impossessarsi del pallino del gioco dopo un iniziale equilibrio. Grazie al movimento di Bentancur, sceso tra i due centrali a ricevere palla per impostare la manovra, i bianconeri iniziano a girare con più scioltezza. Matuidi si dimostra intraprendente con un paio di strappi, uno dei quali conclusosi con un pallone consegnato a Cristiano Ronaldo al limite dell’area, il cui pensiero dal momento della ricezione è solo uno: tirare. Così, domata la sfera, punta i 16 metri e si appresta a lasciar partire la conclusione, quando Maksimovic esce con i tempi giusti e gli ribatte il tiro sul nascere, deviando così il pallone in calcio d’angolo.

Sugli sviluppi del corner De Ligt e Bonucci creano movimento all’interno dell’area piccola, ma i centrali azzurri non rinunciano alla marcatura stretta. Infatti è Koulibaly ad allontanare la palla con un colpo di testa verso la fascia laterale sinistra, dove Insigne, con una finta di corpo si libera di Khedira, e dopo il primo controllo si lancia in contropiede. Mertens corre al suo fianco. Bentancur e Danilo, rimasti in posizione arretrata sulla battuta del calcio d’angolo, scappano all’indietro mentre il centrocampo juventino tenta di recuperare terreno sulla fuga dei due folletti napoletani. Nel frattempo Callejon, come un treno lanciato, si invola sulla destra fornendo una seconda opzione a Insigne. Questi, arrivato in prossimità dell’area avversaria, sfrutta il taglio di Mertens, controlla ancora la sfera con un tocco e serve sulla corsa lo spagnolo al limite dell’area. Callejon prova a chiudere il triangolo per il belga all’altezza del dischetto del rigore, tuttavia l’uscita bassa di Buffon neutralizza la golosa occasione.

Prima grande occasione del match

Passano altri 10 minuti più o meno interlocutori, in cui le due squadre sembrano voler trovare la giusta chiave di volta. Si segnalano due cartellini gialli, uno all’indirizzo di Zielinski, per un intervento su Alex Sandro nel tentativo di recuperare palla in pressing, il secondo per Khedira, tocco da dietro su Insigne, giudicato dal direttore di gare eccessivamente duro. Arriviamo dunque al minuto 23. La Juventus ha appena guadagnato il suo secondo calcio d’angolo della partita. Dybala alla battuta dalla bandierina. Palla a spiovere perfettamente al limite destro dell’area piccola. Incornata sontuosa di De Ligt e primo grande intervento di Meret che spinge con la punta delle dita sopra la traversa ed evita lo svantaggio. L’olandese si mette le mani in faccia mentre Sarri si volta stizzito verso la panchina.

Ancora Juve

Il Napoli cerca con continuità eccessiva Insigne o le sponde di prima di Mertens, ma così facendo non fanno altro che semplificare la strategia difensiva della Juventus. Al minuto 31 Dybala ci prova con una conclusione potente e a giro dai 20 metri, ma il pallone finisce decisamente sopra la traversa per lo sconforto del cannibale CR7 che aveva tagliato sul secondo palo. Il Napoli mantiene la calma e non si fa spaventare, riprende la manovra, i triangoli e le imbucate improvvise, ma come a inizio partita è l’ultimo passaggio a difettare un po’.

Al minuto 37 nuovamente Dybala. L’argentino controlla con l’interno destro la palla, alza la testa, e dopo aver fintato un passaggio filtrante verso il fondo del campo per il sopraggiungente Cuadrado, scodella alla perfezione tra i centrali azzurri. Cristiano taglia da dietro alle spalle di Maksimovic e anticipando Koulibaly colpisce di collo esterno al meglio che può. La palla si indirizza verso l’incrocio dei pali, ma sfortunatamente per la Juve la conclusione esce di una ventina di centimetri. Il Napoli non sembra subire troppo la Juventus, tuttavia le fiammate bianconere sono state decisamente più pericolose di quell’unica occasione azzurra in contropiede.

L’arbitro Doveri fischia dunque l’intervallo dopo un minuto di recupero concesso.

Secondo tempo

La Juventus tocca il primo pallone della ripresa, e cerca di riprendere da dove aveva concluso il primo tempo, ovvero creando pericoli nelle prossimità dell’area napoletana. Rino Gattuso però deve essersi fatto sicuramente sentire negli spogliatoi data la reattività con cui scatta il pressing azzurro. Mario Rui rimette in gioco il pallone su Zielinski, dopo aver fermato Cuadrado, che restituisce subito al portoghese, il quale triangola per Insigne, atterrato fallosamente all’altezza del centrocampo. Il Napoli batte la punizione indietro e ritorna a far girare il pallone da destra a sinistra cercando l’imbucata felice.

Insigne fermato dalla Var

Ogni tanto qualche fiammata di Fabian Ruiz, mette sotto pressione la retroguardia juventina, ma senza far correre eccessivi rischi a Buffon. Tutto ciò fino al minuto 56, quando un triangolo stretto, eseguito con precisione e velocità, tra Mertens e lo stesso Ruiz, sposta l’intero baricentro della difesa bianconera sulla destra. Lo spagnolo dopo un primo controllo, alza la testa e pennella un traversone delicato come la seta sul secondo palo, dove Lorenzo Insigne brucia Danilo e non deve far altro che battere a rete. Il capitano del Napoli si volta verso il guardalinee mentre gioisce per accertarsi che non sventoli la bandierina. Nessun cenno. La VAR tuttavia richiama l’attenzione di Doveri. L’arbitro ferma tutto mentre viene circondato dai ragazzi di Gattuso, alla faccia del distanziamento. Per una questione di centimetri il fantasista napoletano viene pescato in fuorigioco e la rete del possibile vantaggio dunque annullata. Insigne scuote la testa, Sarri urla ai suoi qualcosa mentre mastica nervosamente il filtro di una sigaretta.

Reazione Juventus e vantaggio

Al minuto 67 il lampo. Dopo un’azione manovrata del Napoli sulla trequarti juventina, un cross a tagliare il campo per la corsa di Callejon finisce tranquillamente tra le mani di Buffon in presa alta. Il portierone bianconero innesca con una rimessa di braccio Matuidi, il quale pesca immediatamente Cristiano largo sulla sinistra e lasciato colpevolmente solo da Di Lorenzo sopravanzato. Il campione portoghese controlla e si porta subito la palla avanti in corsa. Maksimovic arretra fino ai vertici dell’area, poi opta per il contrasto. CR7 decide però di essere meno cannibale stavolta e non cercare a tutti i costi il tiro. Con un delizioso tocco d’esterno fa scorrere il pallone in diagonale sulla sua destra dove Dybala di prima intenzione chiude la conclusione e inchioda Meret con una rasoiata a fil di palo. Urla di gioia l’argentino mentre abbraccia il compagno di reparto più osannato. Juventus 1, Napoli 0.

Sostituzioni

Gattuso vede che qualcosa non va, che la Juve sta cominciando a prendere sempre più campo. Decide così di affidarsi ai primi cambi al minuto 72: fuori Zielinski dentro Elmas, e Callejon per Politano. Sarri risponde anch’egli con due sostituzioni: richiama Khedira per Rabiot e Cuadrado per Ramsey, ridisegnando la squadra in una sorta di 4-4-2 pronto a trasformarsi in 4-3-2-1.

Il Napoli tenta di rendersi pericoloso

Al minuto 77, in seguito ad una azione personale di Insigne sulla sinistra, Danilo è costretto a chiudere il capitano azzurro in calcio d’angolo con un intervento deciso spalla a spalla. Battuta dalla bandierina di Insigne direttamente nel cuore dell’area, dove un blocco decisamente duro ma regolare di Maksimovic libera Elmas per lo stacco di testa. Palla impattata un po’sporca, sulla quale nulla può stavolta il portiere juventino. Sfortunatamente per il Napoli la sfera termina sulla base del palo alla sinistra di Buffon e si spegne oltre il fondo. Sembra proprio una giornata no per i colori azzurri. Dopo la chiamata della Var che ha annullato la rete nel primo tempo a Insigne, adesso anche la dea bendata appare avversa.

Scossa juventina

Il legno pare però aver dato una scossa ai bianconeri che, fatica permettendo, tentano l’ultimo assalto per chiudere definitivamente i conti e aggiudicarsi il primo trofeo stagionale. Bentancur viene a ricevere palla tra i centrali juventini e poter così cominciare l’impostazione della manovra in superiorità numerica in palleggio. Smista il pallone a destra e a sinistra, facendosi sempre trovare come punto di riferimento per chiudere triangoli e appoggi di manovra. Non a caso a fine partita saranno ben 12.7 i km percorsi dal centrocampista uruguayo, colui che ha corso di più tra coloro scesi in campo. E proprio da una sua palla in verticale per il movimento a tagliare di Dybala arriva l’ultima occasione della partita per la Juve al minuto 84.

L’argentino ricevuta palla prosegue il proprio taglio da destra verso sinistra, quando nota Rabiot inserirsi alle sue spalle. Così, con un colpo di tacco da palati fini serve il francese che penetrato in area tocca verso il dischetto del calcio di rigore. Koulibaly si avventa sul pallone, ma il numero 7 bianconero anticipa ancora l’intervento del centrale napoletano e calcia di prima intenzione di collo mancino. Meret si tuffa in ritardo. La palla sibila vicino al palo alla sinistra del portiere e si perde sul fondo. Cristiano si mette le mani sul volto e cade a terra stremato e incredulo. Onestamente questi non sono gol che è solito sbagliare.

Ultimo assalto Napoli

Siamo al minuto 86, doppio cambio per Gattuso. Si gioca il tutto per tutto. Fuori Fabian Ruiz e Mertens, dentro Milik e Younes. Difesa a tre, Di Lorenzo avanzato a centrocampo, tre sul fronte d’attacco con Milik al centro, Insigne leggermente decentrato sulla sinistra, Politano sulla destra, quasi ala aggiunta. Le forze cominciano a venir meno dopo una finale giocata ai ritmi da post lockdown. Il quarto uomo solleva il tabellone luminoso, 5 minuti di recupero. Sarri urla ai suoi di resistere. Gattuso vorrebbe entrare in campo a mordere le caviglie bianconere in questi minuti conclusivi. L’ultimo assalto vero e proprio del Napoli si spegne tra le braccia sicure di Buffon al minuto 93. Dopo una manovra avvolgente dei partenopei Politano si ritrova liberato alla conclusione da posizione favorevole all’interno dell’area di rigore, all’altezza degli undici metri leggermente sulla destra. Bonucci riesce ad uscire in tempo e a contrarre quel tanto che basta il tiro dell’attaccante azzurro per smorzarlo verso lo specchio della porta per la presa bassa di Buffon.

Doveri fischia la fine del match. La Juventus solleva la Coppa Italia per la 14esima volta nella sua storia. Il Napoli, sfortuna esclusa, ha lasciato in campo tutto ciò che aveva, anche in considerazione del fatto che la semifinale di sabato con l’Inter ha richiesto molte energie, sia fisiche che nervose.

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