was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

Fiorentina: fenice rinata dalle ceneri

Proprietà americana, nuovo stadio, capacità contrattuale di tenere alcuni campioni come Federico Chiesa e Milenkovic. Questa è la Fiorentina che vediamo all’alba del 2020. In questi anni la viola ha sfornato alcuni dei talenti più puri del nostro campionato, come Bernardeschi e Chiesa, ha rappresentato luogo di rilancio per futuri campioni come Patrick Cutrone e Lirola. È anche luogo di eccellenza per quanto riguarda la gestione di alcuni calciatori non proprio alle prime armi come Frank Ribery, Cyril Théréau e Martin Caceres.

Da poco è anche la nuova società di Rocco Commisso, che ha mantenuto la promessa di tenere Chiesa per questa stagione e che spera di realizzare uno stadio per la sua amata squadra gigliata. Insomma, un futuro che si prospetta importante. Ma come recita un vecchio adagio, non puoi sapere dove vai se non sai da dove vieni. Sì, perché quasi 20 anni fa la Fiorentina dichiarava fallimento. Era il 2002 e la società aveva raggiunto un punto di rottura. Retrocessione, stipendi non pagati, società fallita. Ne abbiamo viste a decine di queste situazioni nel nostro paese, dove è difficile fare quadrare tutto in ogni momento.

Questo, però, è anche il paese in cui ci si rimbocca le maniche e si fa sana imprenditoria, proprio quella che oggi è in difficoltà. I fratelli Della Valle, tanto criticati da ogni lato, fecero questo, si presero in carico una realtà storica in fortissima difficoltà e la riportarono al suo posto: tra le grandi. Dopo due anni, ecco che, infatti, la Fiorentina è di nuovo nel massimo campionato. L’anno è il 2004 e la Viola si ricandida a palcoscenici a lei più adatti. Sembra una data antidiluviana, sono passati 16 anni e da allora la Fiorentina sempre lì è rimasta. Sei volte al quarto posto e lo sbarco nelle semifinali di Europa League nella stagione 2014-2015.

Da Firenze sono passati, oltre ai talenti già citati, giocatori del calibro di Adrian Mutu, Giampaolo Pazzini, Juan Cuadrado, Stevan Jovetic, Salah, Josiph Ilicic e Luca Toni. 

In ogni storia degna di questo nome c’è un momento in cui ti si ferma il cuore, in cui ti chiedi se sia tutto vero o solo una finta per un finale a sorpresa. A Firenze in molti hanno sperato in uno scenario del genere il 4 marzo 2018. La sera prima quel ragazzo sorridente che portava la fascia di capitano se ne è andato a dormire. Chissà se si è accorto davvero di non essere più uscito da quella stanza.

Mi piace pensare che fosse così emozionato di scendere in campo, di tornare laddove dava il meglio di sé e dove nessuno gli voleva male che non si sia reso conto che il suo cuore batteva troppo forte. Davide Astori ci ha lasciati, ma è sempre in campo, al fianco dei suoi. Nel football americano esiste il ruolo di tackle offensivo che ha il compito di difendere il quarterback da ogni aggressione, quasi come un angelo custode. Ecco, Davide dal 4 marzo 2018 è un tackle offensivo: sempre presente a difendere i suoi da lassù.

Astori Fiorentina

La Fiorentina si è ripresa il suo posto tra le grandi. Certo gli alti e bassi arrivano sempre, per tutte le società e l’ultimo di questi ha portato Diego della Valle a lasciare il testimone. L’era di Rocco Commisso ha visto ancora pochi campi per poter dare una valutazione sensata. Invece, è possibile dire che quella Fiorentina rinata dalle ceneri, ne ha scritta di storia. Certo, di trofei non ne sono arrivati, ma la verità è che negli ultimi 20 anni classe, generosità e talento hanno trovato terreno fertile a Firenze con quella maglia viola in dosso. Hanno trovato un luogo di crescita, un ambiente ambizioso e, spesso e volentieri, con le giuste intuizioni. Quello che le manca ora, forse, è una bandiera.

Fiorentina Federico Chiesa

Federico Chiesa è chiacchierato in termini di mercato, le grandi lo vedono come l’uomo giusto per fare la differenza, a Firenze sperano in una sua permanenza. Lui forse non se ne rende conto, ma è probabilmente il miglior giocatore italiano della sua generazione. Che scelta farà per il suo futuro? Farà il salto in alto verso palcoscenici di maggior blasone o proverà il sollevamento pesi trascinando la sua Fiorentina?

Lascia un commento