was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

Lazio viola di rabbia: scudetto lontano

Icaro e il sole, una storia sempre attuale, sempre da tenere a mente. È il racconto di un uomo con la possibilità di stare nei cieli e volare, ma che vola troppo in alto. Non ci si accontenta di volare, di essere là, dove non si dovrebbe neanche stare. No si vuole di più. La Hybris è un dei peccati più antichi dell’uomo. La Lazio, ascoltate la profetessa, non è pronta a vincere uno scudetto. La Juventus ha un futuro rigoglioso e ricco di soddisfazioni.

Non è pensabile inventarsi concorrente allo scudetto, bisogna avere un progetto e, soprattutto, bisogna avere investito. Certo Igli Tare somiglia molto a Dedalo; ha consegnato delle ali a una società rimasta ancora all’invenzione della ruota, ha fatto miracoli, ma a tutto c’è un limite.

Ascoltate chi di previsioni ne sa e non i soliti uccelli del malaugurio che ritengono Allegri inadatto perché non è Conte e Sarri inadatto per il fatto di non essere Allegri.

Sul fronte opposto c’è una società giovane, alla ricerca di una dimensione precisa. Ha i suoi punti fissi, ma le mancherà il ragazzo delle meraviglie. È stato sciocco da parte sua prendere quel cartellino, ma il mio potere mi dice che migliorerà anche in questo. Intanto il condottiero Iachini si affiderà ad altre frecce per colpire il bersaglio e bruciare definitivamente le ali di Icaro.

Le formazioni

 

Lazio Inzaghi

I biancocelesti si presentano affannati, la panchina è corta, tutto come previsto. In campo scendono il muro Strakosha, Bastos, che sostituisce Radu, la certezza Acerbi ed è nuovamente presente Patric. Il centrocampo è molto offensivo. Sulle fasce troviamo Lazzari e Lukaku, mentre in mezzo si fanno spazio due giganti come Parolo e Milinkovic-Savic. Leggermente più avanzato troviamo Luis Alberto, a supporto di Jony e del mattatore della serie A: Ciro Immobile. Inzaghi mette in campo la migliore formazione possibile e spera basti contro una Fiorentina non esattamente in forma.

Chi veste di viola, invece, si affida al solito Dragowsky per difendere i pali. I terzini sono delle vere frecce e daranno non pochi problemi alla retroguardia laziale: Lirola da una parte e Dalbert dall’altra. In mezzo alla difesa ecco che l’esperto e solido Pezzella affianca il giovane e promettete Milenkovic. Duncan, Pulgar e Benassi sono il terzetto di centrocampisti, Castrovilli parte dalla panchina, ma ci sarà spazio per lui. In attacco è un bel mix tra gioventù ed esperienza. Infatti, al fianco di Patrick Cutrone troviamo l’immenso Frank Ribery e la promessa Vlahovic.

Iachini

Il primo tempo

Nonostante le difficoltà di rosa e qualche giocatore non proprio in ruolo, è la Lazio ad avere l’iniziativa. I biancocelesti palleggiano bene, con Milinkovic Savic che spaventa subito la retroguardia della Fiorentina. E’ il minuto numero 3, palla da Acerbi in avanti, Immobile viene incontro, scarica sul serbo, che si gira, alza la testa, fa 10 metri palla al piede e da 30 metri lascia partire un diagonale che, però, si alza sul più bello: è fuori.

Dopo questa occasione, i ragazzi di Inzaghi sentono che c’è margine e insistono. Questa volta la fanno da padrone le fasce. Jordan Lukaku prende palla e si fa tutta la fascia dando prova della sua superiorità fisica. Arriva quasi sul fondo e fa partire un cross molto potente, tanto che attraversa tutta l’area. Il terzetto difensivo viola è troppo impegnato a limitare i danni eventuali di re Ciro e Luis Alberto e non si accorge che dalla parte opposta sta arrivando Lazzari, che raccoglie la palla spiovente del compagno e fa partire un tiro che si stampa sul secondo palo. Milenkovic con grande reattività spazza: pericolo evitato.

I gigliati tentato una reazione al minuto 16′. E’ una azione indicativa delle possibilità tecniche di questa squadra. Pezzella avanza palla al piede, serve Benassi, palla di prima per Pulgar. Siamo all’altezza dei 40 metri dalla porta di Strakosha, si fa avanti sull’angolo dell’area Ribery, riceve, si guarda intorno e vede Cutrone scattare in mezzo all’area. Il cross piove perfettamente sulla zucca di Cutrone che appoggia perfettamente verso la porta. Ma è chiusa. Sì, perchè Strakosha dimostra ulteriormente di essere uno dei principali artefici del momento della Lazio. Il colpo di reni è spettacolare e gli permette di toccare la palla con la parte finale della manona: palla in calcio d’angolo.

Vantaggio Lazio

Si, la Lazio può vincere lo scudetto

Fino al minuto 37 è normale amministrazione, le due squadre hanno già ripreso il ritmo del campionato, ma le gambe sono ancora un po’ pesanti, soprattutto per quanto riguarda la Lazio. Però, al 38′ arriva il gol dei biancocelesti. Per indicare il marcatore non servirebbe una profetessa, ormai Ciro il grande ci ha abituato a timbrare il cartellino anche in serate non felicissime per i suoi.

L’azione è in contropiede. Benassi ha palla, scarica su Vlhaovic, il quale non trova spazio nella zona calda e si appoggia su Pezzella che si è alzato per dare una mano. Il suo passaggio, però, è un libro aperto per quel genio sportivo di Luis Alberto. Intercetta e corre, è un 2 contro due, lui e Immobile contro Milenkovic e Dalbert. Lo scatto dello spagnolo è esplosivo, così come il taglio di Immobile. La palla arriva sui piedi del centravanti della nazionale come una ciliegina su una torta. Stop, finta, Milenkovic sul posto, tiro, dall’altezza del dischetto, Dragowsky impotente: 1-0.

Fino alla fine della prima frazione non succede nulla di degno di nota.

La seconda frazione

Reazione viola

Iachini prova a cambiare le carte in tavola. Vlahovic e Benassi non sono molto in partita. Quindi dentro al loro posto Castrovilli e Sottil: serve freschezza e velocità. Inzagni non ha molte alternative, manda in campo lo stesso undici.

Il primo quarto d’ora è un tentativo di reazione della Viola. Il gioco sulle fasce c’è stato poco nella prima parte del match e Iachini invita i suoi a sfruttare di più Dalbert e Lirola. E infatti qualche buono spunto arriva. Al 12′ Lirola corre palla al piede, arriva al limite dell’area e fa partire un bel diagonale che per poco non trova il tap-in vincente di Sottil. Al 15′ invece si prova a rimettere in piedi la partita sulla fascia opposta con una discesa di Dalbert, che poi scambia bene con Pulgar e si trova in area di rigore, salvo poi farsi prendere dall’ansia e tirare alto sopra la traversa. Cutrone non la prende bene, era libero.

Lazio sprecona e poco cinica

Il secondo quarto d’ora è la dimostrazione della incredibile qualità laziale, ma anche della sua inadeguatezza a essere campione d’Italia. Sono quattro le azioni che meritano una sottolineatura.

La prima vede un gioco molto corale della formazione di Simone Inzaghi. Strakosha per Patric, il quale scarica su Parolo, passaggio in orizzontale molto preciso per Milinkovic, soliti 10 metri palla al piede, per poi scaricare su Luis Alberto. Allo spagnolo vengono concessi un paio di secondi di tranquillità, che sfrutta per caricare il tiro dal limite. La traiettoria è perfetta ed elegante, ma il guantone di Dragowsky si mette in mezzo, anche se di poco, e lascia alla traversa il compito di chiudere la vicenda.

Servono forze fresche e il tecnico biancoceleste si gioca la carte Caicedo. Entra al posto di un Jony non proprio in forma. Lui e Immbile scatenano il panico nella difesa viola al minuto 23. Luis Alberto scarica bene su Immobile che gli è venuto incontro bene. Caicedo taglia occupando lo spazio lasciato dal compagno di reparto. Ciro si guarda intorno e vede proprio il taglio di Caicedo, passaggio rasoterra e palla a lui. Il tiro non è degno del lavoro senza palla. Il laziale lamenta una pressione eccessiva di Lirola, ma la verità è che impatta male e la palla finisce sul fondo.

Sono passati 4 minuti da questo episodio, quando c’è un calcio di punizione interessante per la Lazio. Milinkovic Savic dice che se ne occupa lui. Sono 30 metri, mal che vada tenterà un cross in mezzo. Dragowsky piazza comunque la barriera, non si fida del serbo. E in effetti fa bene, perchè il tiro è potentissimo e anche incredibilmente preciso. In presa diretta sembra che ci sia stato una dose di sfortuna ad aver tenuto la palla lontana dalla rete, ma il replay mostra un tocco della testa di Duncan che cambia la traiettoria quanto basta.

Alla mezzora c’è l’ultima azione degna di nota della truppa di Simone Inzaghi. Strakosha rinvia lungo e pesca la testa di Caicedo. La palla arriva a Lazzari, che si lancia in una corsa forsennata sulla fascia. Immobile segue molto bene l’azione e infatti impatta con la palla una volta che il cross gli arriva sulla testa. Ciro, però, non ha fatto in tempo a fare l’ultimo passo per mettersi in posizione e la palla è alta di un soffio.

Icaro e il sole

Pulgar

L’ultimo quarto d’ora di gioco è abbastanza fiacco. Ma la Fiorentina trova comunque il pareggio. Infatti, Sottil semina panico nell’area di rigore biancoceleste, entra in contatto con Bastos e cade. Per il direttore di gara non c’è dubbio: calcio di rigore. Sul dischetto, fra le proteste di Acerbi e compagni, va Pulgar: Strakosha intuisce, ma il tiro è troppo preciso: 1-1.

La Lazio non ha la forza di reagire, nè le capacità mentali probabilmente, la Fiorentina è soddisfatta.

Si spengono i sogni scudetti della Lazio, Icaro è volato troppo vicino al sole. Prova cinica della Fiorentina, che approfitta di una delle pochissime occasioni concesse. Bene Iachini con i cambi.

Per le polemiche post partita, sponda biancoceleste, non vi serve certo una profetessa.

Lascia un commento