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2-1 a S. Siro del Milan nel segno di Theo

La partita di cartello tra Milan e Roma della 28esima giornata del campionato di Serie A termina 2-1 a S. Siro nel segno di Theo Hernandez. Salve, il buon vecchio Hury-El è lieto di accogliervi ancora una volta nel suo angolo divinatorio, all’ombra della penultima palma, lungo il sentiero che conduce al tempio dell’oracolo Amon.

In un afoso pomeriggio di fine giugno, a S. Siro, il Milan ospita la Roma per disputare il match che consegnerà tre punti fondamentali per il raggiungimento dell’Europa più modesta. Entrambe le formazioni arrivano a questo appuntamento dopo una vittoria nell’ultima giornata di campionato. I giallorossi dopo aver rimontato la Sampdoria grazie alla splendida doppietta di Dzeko, i rossoneri di ritorno dal liberatorio 4-1 inflitto al Lecce. Il Milan ha giocato lunedì ed è ben riposato, al contrario della Roma che ha solo tre giorni di recupero pieni dalle fatiche dell’Olimpico.

Dopo la vittoria dello scorso campionato a S. Siro, i rossoneri ottengono il secondo successo consecutivo interno contro i capitolini, cosa che non accadeva dal 2004, quando Carletto Ancelotti sedeva in panchina.

Le formazioni

Stefano Pioli schiera il 4-2-3-1 che tanto bene ha fatto nelle ultime uscite. Gli interpreti sono gli stessi della trasferta a Lecce ad eccezione di Kjaer, infortunatosi lunedì e sostituito dal giovane Gabbia. Fonseca risponde a specchio con il suo 4-2-3-1 cambiando alcune pedine rispetto la gara con i blucerchiati. Mirante tra i pali; Zappacosta, Smalling, Mancini, Kolarov i quattro di difesa; Cristante e Veretout a protezione della difesa; Carles Pérez, Pellegrini e Mkhitaryan dietro al solito Dzeko.

Primo tempo

Alle 17.15 in punto il Milan batte il calcio d’inizio in un S. Siro silente, una cattedrale senza fedeli. Ma il pallone è sempre rotondo, i giocatori sempre in 22 e i tre punti sempre in palio. Quindi si gioca. La prima azione è manovrata da dietro dai rossoneri mentre Dzeko scatta in pressing. Calhanoglu comincia subito a muoversi tra centrocampo e trequarti, facilitando il gioco di sponda per cercare poi l’ampiezza lungo le fasce, in particolare per la corsa di Theo Hernandez. La Roma si dimostra guardinga ma pronta a fare pressing coordinato.

Bennacer e Kessie giocano molto vicini. L’idea di Pioli è tentare di prendere lentamente il sopravvento su Cristante e Veretout grazie ai movimenti sia di Castillejo ad accentrarsi, sia del turco a svariare su tutto il fronte, che creano superiorità. Infatti si vede un buon Milan già nei primi dieci minuti, senza però creare occasioni pericolose per i ragazzi di Fonseca.

Roma pericolosa

Se il Milan sta cercando di imporre il proprio gioco, la Roma saggiamente si sta calibrando di conseguenza. Quando i due uomini a protezione della difesa milanista sono sopravanzati, e i giallorossi riescono nella conquista della palla, Dzeko si abbassa per fare da punto di riferimento mentre Pellegrini osserva cosa fare.

Al minuto 13 proprio da una sponda del bosniaco per il numero 7 nasce la prima vera azione pericolosa della partita. Il centravanti romanista svetta disturbato da Romagnoli, la sfera però si indirizza verso Pellegrini, che può portare palla fino quasi ai vertici dell’area. Giunto in prossimità, mentre Conti tenta di assistere Gabbia nella marcatura, il trequartista giallorosso prende controtempo il terzino milanista e serve sulla corsa Mkhitaryan alla sua sinistra. Conti prova allora a rinvenire ma l’armeno lo dribbla secco a rientrare e di destro pennella sul secondo palo. Donnarumma scavalcato, così come Dzeko e Romagnoli. Pérez arriva come un treno dalla destra a stringere, ma impatta male di interno e la palla si perde a due metri buoni dalla porta milanista.

Il Milan ci prova da fuori area

Dopo aver creato questa occasione la Roma inizia a prendere più campo, probabilmente anche a causa dell’arretramento di Kessie e Bennacer, più timorosi dopo aver lasciato sguarnita la copertura difensiva. Al minuto 16 Cristante tenta un ottimo passaggio filtrante tra le maglie rossonere a cercare lo scatto di Dzeko, ma l’intervento attento di Romagnoli interrompe tutto. Al momento sembra che il Milan sia andato in difficoltà dopo quel primo spavento e il giro palla della Roma pare possa prendere il sopravvento, specie per vie centrali grazie ai tagli dei trequartisti.

Al minuto 25, in seguito al secondo calcio d’angolo battuto dai giallorossi, una respinta in area favorisce l’uscita di Calhanoglu che serve immediatamente accanto a sé Bonaventura. L’italiano guarda prima a destra e vede Castillejo involarsi, poi a sinistra ma Theo ancora non è sul binario. Si appoggia dunque sullo spagnolo fronteggiato da Kolarov, ma l’esuberanza del 7 milanista è un po’ troppo per il serbo, che lo segue ma non riesce a intervenire. Arrivato a 30 metri dall’area romanista Castillejo rallenta lo sprint, serve Kessie in appoggio arretrato che a sua volta scarica con due tocchi su Jack Bonaventura che di prima calcia verso lo specchio. Mirante si tuffa ma la palla sibila vicino al palo alla sinistra del portiere ed esce di una trentina di centimetri.

Ancora Rebic

Dopo due interventi in assoluta tranquillità di Donnarumma prima su un blando colpo di testa di Dzeko, poi su una conclusione dalla distanza di Veretout, al minuto 33 il Milan passa improvvisamente in vantaggio. Dopo aver guadagnato un corner con Theo Hernandez Calhanoglu si appresta alla battuta in area. La traiettoria è buona, ma lo è anche la ribattuta di Smalling. Il primo però ad avventarsi sulla palla è Bennacer che dopo un primo controllo trova il pertugio per Rebic, il quale si gira in uno spazio strettissimo e inchioda la palla sotta la traversa. Mirante può solo guardare. 1-0 a S. Siro. Pioli invita i suoi a insistere e a non deconcentrarsi, mentre Fonseca incita i ragazzi a riprendersi subito e continuare a fare la partita.

Tuttavia il primo tempo si conclude senza altri sussulti, se non un cartellino giallo all’indirizzo di Bennacer per un fallo tattico su Pellegrini al 43’ intento a ripartire in contropiede. Il Milan va dunque negli spogliatoi in vantaggio di un gol, ottimizzando una prima frazione in cui aveva prodotto meno volume di gioco rispetto alla Roma.

Secondo tempo

Al rientro dall’intervallo gli allenatori non hanno effettuato nessuna sostituzione. L’arbitro fischia la ripresa del gioco e la Roma tocca il primo pallone del secondo tempo. Adesso sono gli uomini di Pioli a portare un pressing alto, a dimostrazione che il Milan non è tranquillo con una sola rete di vantaggio. Infatti inducono i giocatori giallorossi ad accelerare la rete di passaggi a scapito della precisione, e questo favorisce i contatti e gli scontri.

Al minuto 52, da una rimessa laterale in fase d’attacco, i rossoneri costruiscono un ottimo scambio tra Theo e Bonaventura in dai e vai, dopo di che il centrocampista vede Rebic staccarsi e decide di servirlo sui piedi. Il croato controlla la palla, attende che Mancini si muova incontro verso di lui, poi sposta la palla verso destra e tenta la percussione centrale, ma Smalling è attento e chiude tutto spazzando in avanti.

Roma vicina al pareggio

Passano pochi minuti. Un ottimo triangolo cercato e ottenuto sul vertice sinistro dell’area di rigore milanista tra Mkhitaryan e Dzeko, portano alla conclusione centrale di Pellegrini, tiro bloccato in due tempi senza troppe difficoltà da Donnarumma. Al minuto 66 la Roma si fa vedere avanti ancora pericolosamente con una bella azione imbastita da Kolarov, che giunto sul fondo vince il confronto fisico con Conti e serve una palla precisa per Dzeko. Il bosniaco di prima intenzione appoggia per Cristante. Il centrocampista calcia subito verso lo specchio della porta, ma l’uscita provvidenziale di Romagnoli rimpalla la conclusione al di sopra della traversa in calcio d’angolo.

1-1 Meritato

Al minuto 73, in seguito ad una azione personale di Mkhitaryan sulla sinistra, Conti è costretto a chiudere l’armeno in calcio d’angolo con un intervento deciso spalla a spalla, ma toccando per ultimo la sfera. Battuta dalla bandierina di Kolarov direttamente nel cuore dell’area, dove un blocco di Cristante libera Dzeko per lo stacco di testa. Palla impattata perfettamente sulla quale nulla può stavolta il portiere milanista. La sfera si infila vicino al palo destro e gonfia la rete. Esulta Fonseca e applaude i suoi. Pioli dopo aver guardato per terra un paio di secondi rialza la testa e urla qualcosa ai ragazzi.

Sostituzioni

Quindi tra il 75’ e il 77’ i due allenatori preparano la scacchiera per l’assalto finale con triplo e doppio cambio. Fonseca fa uscire uno stanchissimo Mkhitaryan, autore di un’ottima partita, per Perotti, Cristante per Diawara e Pérez per Under, mai incisivo contro Theo. Pioli risponde due minuti più tardi con Paqueta per Bonaventura, buona la sua prestazione, e Biglia per Kessie, tentando la carta del doppio regista-incontrista.

2-1 a S. Siro nel segno di Theo

Al minuto 83 la palla decisiva arriva proprio da Biglia. Una bella accelerazione di Theo sulla sinistra conclusasi con un traversone un po’ troppo esterno per Rebic, diventa buona per Castillejo. Lo spagnolo di seconda tocca la palla per Biglia che dai 25 metri coglie il taglio alle spalle di Zappacosta di Theo Hernandez che viene servito con un rasoterra preciso. Il francese dopo un primo controllo salta Mirante con un pallonetto leggero e riporta il Milan in vantaggio a poco più di 5 minuti più recupero dal termine. L’esultanza di Pioli tradisce l’importanza che i milanisti davano a questa partita. Per il terzino rossonero è il settimo gol in stagione, il sesto in campionato.

Ultimo tentativo giallorosso

Il gol anziché deprimere i giallorossi pare però aver dato l’ultima scossa ai ragazzi di Fonseca che, riordinate le idee, fatica permettendo, tentano l’ultimo assalto per portarsi a casa almeno un punto. Diawara viene a ricevere palla tra i centrali e poter così cominciare l’impostazione della manovra in superiorità numerica in palleggio. Smista il pallone a destra e a sinistra, facendosi sempre trovare come punto di riferimento per chiudere triangoli e appoggi di manovra. E proprio da una sua palla in verticale per il movimento a tagliare di Perotti arriva l’ultima occasione della partita per la Roma.

L’esterno argentino ricevuta palla prosegue il proprio taglio da sinistra verso destra, quando nota Pellegrini inserirsi alle sue spalle. Così, con un tocco d’esterno leggero serve il 7 romanista, che penetrato in area appoggia verso il dischetto del calcio di rigore. Romagnoli si avventa sul pallone, ma Under anticipa l’intervento del centrale rossonero e calcia di prima intenzione di collo mancino. Donnarumma si tuffa con i giusti tempi ma la palla scorre vicino al palo alla destra del portiere titolare della nazionale. Il turco si mette le mani sul volto consapevole di aver avuto forse l’ultima occasione della partita.

Infatti due minuti più tardi l’arbitro decreta la fine del match, consegnando i tre punti al Milan e facendo gioire la panchina rossonera. La Roma adesso deve guardarsi le spalle da un Napoli voglioso di quinto posto, dato che il sogno Atalanta non sembra voler svegliare la Dea dall’Olimpo Champions.

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