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La rinascita di Maksimovic

Il 31 agosto 2016 il Napoli acquista Nikola Maksimovic. Dopo una lunga (lunghissima) trattativa tra De Laurentiis e il presidente del Torino, Urbano Cairo. 

La contrattazione inizia, infatti, almeno due anni prima dell’acquisto. Il calciatore, che con Gian Piero Ventura ha ricoperto anche il ruolo di esterno sinistro a centrocampo, impressionò la dirigenza azzurra che, inizialmente, offrì 12 milioni. Pochi per una squadra che ne chiede poco più del doppio: 25.
Il tormentone si prolunga e Maksimovic spinge: vuole la maglia azzurra a tutti i costi. In Serbia è stato più volte paragonato al connazionale Nemanja Vidić, per la stazza fisica, che supera il metro e 90, e per la sua velocità, non così comune tra i giganti, soprattutto difensori. 

L’affare

Tra il 2013 e la fine della stagione 2016, il serbo si classifica tra i migliori difensori della Serie A. La sua precisione di passaggi non è mai scesa al di sotto dell’84%, con 5 assist e 45 passaggi chiave. Nel 2014/15, spicca la sua percentuale di duelli aerei vinti: 56% e i tackle andati a buon fine sono stati 46 su 103. Di spessore, infine, il rapporto tra falli e cartellini gialli: quest’ultimi sono solo 4 in ben 27 partite.  

Il serbo fa gola a molte squadre ed il Napoli è più deciso che mai. L’affare si chiude il 31 agosto 2016. I giornali, però, puntano i riflettori principalmente su Arkadiusz Milik, che va a sostituire il tanto amato, quanto odiato, Higuain. Occhi attenti anche su Zielinski, Diawara e Rog, che danno alla rosa quel volto giovane che incuriosisce la piazza. In punta di piedi, atterra a Capodichino, finalmente, anche il leader difensivo ex granata. 

L’amore stentato

L’amore con la città di Napoli non sboccia subito, e adattarsi ad una difesa a 4 non è mai facile. Maksimovic, d’altronde, non trova il campo con continuità: Koulibaly ed Albiol sono preferiti al serbo, e in difesa l’alternativa prediletta di Sarri è Chiriches. L’ex Torino, infatti, nell’anno e mezzo in azzurro (poi ceduto in prestito allo Spartak Mosca nel gennaio 2018) colleziona solamente 10 presenze in campionato. A differenza sua, Chiriches, nelle due stagioni di riferimento, scende sul rettangolo di gioco 21 volte. 

Nella stagione 2018/19, con l’ingaggio di Carlo Ancelotti, il ragazzo trova maggiore spazio: 17 presenze in Serie A e ben 9 tra Europa League e Champions. Il mister lo schiera terzino destro nelle 4 sfide contro Liverpool e Paris Saint-Germain. Il serbo è tra i migliori in campo.

L’anno della svolta

La prima fase del campionato 2019/20 vede il Napoli protagonista in negativo. La squadra di Ancelotti, infatti, parte male e prosegue peggio. Tra la nona giornata e la diciannovesima, gli azzurri vincono una sola volta. 

Tra le tante difficoltà, sono pochi i calciatori che spiccano. Tra questi i nuovi acquisti Meret e Di Lorenzo. La delusione è forte, tant’è che Koulibaly e il nuovo acquisto Manolas contribuiscono ai brutti risultati. Eppure, le prestazioni di Nikola Maksimovic sono tra le poche che non scendono mai al di sotto della sufficienza. Il mister chiede e lui esegue.

La preoccupazione tra tifosi e dirigenza sale, e l’11 dicembre 2019 vi è un cambio di gestione: via il mister. In punta di piedi Gennaro Gattuso siede sulla panchina azzurra. Qualcosa cambia.

Il futuro nelle prestazioni

La brillante partita agli ottavi di finale di Champions contro il Barcellona e le due maestose prestazioni nelle partite finali di Coppa Italia contro Inter e Juventus, consacrano Maksimovic tra i migliori della stagione. Napoli si innamora, Maksimovic festeggia la vittoria tra i tifosi. Un rapporto così intenso tra le parti non si era mai visto. Nikola è stato battezzato dai supporters azzurri, che attendono di tornare sugli spalti per urlare, finalmente, anche il suo nome. 

Senza dubbio la continuità ha permesso al difensore di acquisire fiducia nelle sue potenzialità. La sua sicurezza e la sua tenacia fanno sì che anche il compagno di reparto, che sia il greco o il senegalese, brilli nella prestazione. La difesa napoletana torna ad essere il punto forte della squadra. Il possibile, ma non certo, addio di Koulibaly vede al centro del progetto proprio il serbo, che con Manolas e il già acquistato Rrahmani, difenderà con le unghie e con i denti la porta napoletana. 

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