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Il derby della Mole n. 200 è firmato Paulo Dybala

Il derby della Mole n. 200 è firmato Paulo Dybala. Questo è ciò che ho letto nelle stelle risplendenti al di sopra del tempio di Amon. Il buon vecchio Hury-El vi accoglie ancora una volta calorosamente cari lettori. Sebbene non esistano certezze assolute, una vittoria della Juventus non era così difficile da prevedere. Special modo se il Torino, distante solamente 5 lunghezze dalla zona retrocessione, cade in errori banali davanti alla propria area di rigore.

Le formazioni

Sarri si presenta a questa partita importante, non solo per il valore in sé, ma anche e soprattutto in vista di una Lazio non intenzionata a cedere fino all’ultimo, con gli stessi uomini di Genova. Una sola differenza rispetto alla gara di martedì: Douglas Costa al posto di Federico Bernardeschi. Longo risponde anch’egli con gli stessi 11 sconfitti dai biancocelesti appena quattro giorni prima con l’eccezione di Ansaldi sulla sinistra al posto di Aina.

Primo tempo

La Juventus batte il calcio d’inizio. Come è sua consuetudine, dopo aver giocato il primo pallone dietro, lancia immediatamente la corsa di Douglas Costa sulla destra. Il brasiliano non riesce ad agganciare la sfera per merito dell’intervento di Ansaldi che interrompe l’azione e con un colpo di testa indirizza il pallone verso il centro del campo. Pjanic controlla in un primo momento prima di subire il contatto ad opera di Rincon. Il gioco riprende con il possesso bianconero. Il giro palla dei ragazzi di Sarri è decisamente più fluido rispetto alle ultime uscite, cercando triangoli semplici e l’ampiezza sulle fasce.

I primi dieci minuti sono piuttosto interlocutori, con la Juventus che cerca la riconquista alta della palla, spesso riuscendoci, e il Torino che non volendo rischiare nulla ricorre al lancio lungo su Belotti. Il gallo tenta di fare da centroboa per i compagni che accompagnano l’azione, senza riuscire molto brillantemente nell’intento data la stretta marcatura di De Ligt.

Prima avviso per il Torino

Infatti, proprio da una sponda poco riuscita all’indirizzo di Meité, Bentancur legge l’appoggio debole e anticipa l’ivoriano, innescando immediatamente con un diagonale di venti metri Douglas Costa. Questi dopo aver resistito ad un contrasto corpo a corpo con Ansaldi si libera della sfera cercando e trovando Dybala, il quale spalle alla porta gira a sua volta sulla fascia di competenza di Cristiano Ronaldo. Ricevuta palla il portoghese punta e salta secco De Silvestri dirigendosi verso l’area granata. Lyanco è costretto a stringere verso la zona di pericolo. Cristiano entra in area, e anziché tentare l’assist per Dybala che nel frattempo si era proposto al centro, tenta un dribbling a rientrare. Il difensore brasiliano temporeggia e si avvicina all’attaccante bianconero, chiudendogli lo spazio per la conclusione e ribattendo da pochi centimetri l’intenzione di tiro del 7 juventino.

Juve vicina al vantaggio

La Juve esegue le proprie trame, cerca verticalizzazioni rapide, i terzini si sovrappongono creando la superiorità numerica. Due conclusioni, una di Dybala, l’altra di Rabiot finiscono fuori dallo specchio della porta. La condizione fisica è nettamente dalla parte dei bianconeri. Arriviamo così al minuto 34, quando dopo una palla ribattuta in calcio d’angolo la Juventus sfiora il vantaggio grazie ad un poderoso stacco di testa di De Ligt sul secondo palo. Ottimo l’intervento di Sirigu che devia la palla in corner togliendola da sotto la traversa. Difesa granata imbambolata, decisamente poco reattiva.

Un fulmine improvviso verso Szczesny

Il gioco riprende e in meno di dieci minuti abbiamo avuto botta e risposta delle due società di Torino. Al minuto 42 difatti, dopo che Rabiot perde una palla sanguinosa sulla pressione di Lukic, Verdi riceve sulla trequarti. La seconda punta granata dopo aver fintato il tiro dai 25 metri, allunga la sua corsa in diagonale e scocca un destro letale a giro che va ad accarezzare proprio la parte superiore dell’incrocio dei pali. Szczesny non accenna neppure la parata, tanto è stato improvviso e forte il tiro di Verdi.

Le squadre rientrano negli spogliatoi dopo un primo tempo giocato a ritmi non altissimi, viste le temperature pomeridiane di luglio. Diverse interruzioni di gioco dovute sia al caldo che a qualche intervento ruvido. Un solo cartellino giallo a scapito dei granata con l’ammonizione di Rincon per un intervento su Dybala al minuto 29.

Secondo tempo

Il derby della Mole n. 200 riprende. Al fischio del direttore di gara la palla è questa volta battuta dai ragazzi di Longo che sembrano voler ripartire con ottimi propositi, giocando semplice e a uno o due tocchi. Nessun cambio per entrambi gli allenatori. Tuttavia i buoni propositi del Torino si scontrano ancora con una condizione fisica superiore dei ragazzi di Sarri, e questo consente alla Juve di continuare a pressare alti e organizzati, così come accaduto nei primi 45 minuti di gioco. Da segnalare le difficoltà del centrocampo granata nel trovare gli attaccanti nonostante il movimento perpetuo del gallo Belotti. Infatti, dopo 12 minuti Longo decide che è arrivato il momento per il primo cambio. L’uomo indicato ad accomodarsi in panchina è Lukic, il quale viene rilevato da Berenguer nella speranza di trovare qualche linea di passaggio più fantasiosa.

Le geometrie migliorano leggermente, ciononostante la Juve si dimostra essere troppo attrezzata per questo Torino un po’ frastornato, e riprende con disinvoltura il pallino del gioco. Bentancur agisce in modo perfetto come equilibratore insieme al bosniaco Pjanic. Gli strappi continui delle due frecce sulle fasce, corrispondenti al nome di Costa e CR7, mettono costantemente in apprensione la linea difensiva granata. La retroguardia dei bianconeri sale con i tempi corretti mantenendosi sempre abbastanza alta e non permettendo la ricerca della profondità ai due attaccanti.

La Joya pennella ancora

Sembra solo questione di tempo, e così infatti è. Al minuto 71 dopo aver dribblato sia Meité che Bremer al limite del vertice destro dell’area di rigore del Torino, Dybala si ritrova solo faccia a faccia con Sirigu. Il portiere tenta di uscire per ridurre lo specchio della porta al giocatore argentino, a cui però non manca il sangue freddo. Interno mancino e palla nell’angolino basso alla destra di Sirigu. Palla in rete e vantaggio della Juventus nel derby della Mole n. 200.

Sostituzioni

Longo provvede immediatamente a richiamare Edera dalla panchina per rilevare Ansaldi e tramutando il suo 3-5-2 in un 3-4-3. Sarri invece opta per Matuidi al posto di Rabiot e Bernardeschi per Douglas Costa, lasciando invariato il suo scacchiere tattico.

Il toro ci prova ma la Juve sfiora il bis

Il toro ci prova a riaprire il derby della Mole con un paio di conclusioni da fuori area che terminano tra le mani sicure di Szczesny. La Juve ormai sembra voler gestire il ritmo, sente di averne di più e di poter controllare. Al minuto 83 però il palo esterno alla destra del portiere polacco dei bianconeri conserva le distanze invariate dopo essere stato centrato con una magistrale punizione calciata da Verdi. Su quel destro, e quel palo, svaniscono di fatto tutte le speranze di riacciuffare il pareggio. La Juve dopo aver tremato in quella circostanza, aumenta nuovamente i giri del motore portandosi a un passo dal raddoppio con il colpo di testa di Cristiano imbeccato dal cross di Bernardeschi.

Dopo aver assegnato 5 minuti di recupero l’arbitro decreta la fine del match. Il derby della Mole n. 200 è della Juve, che aumenta le distanze dalla Lazio impegnata nel posticipo con il Milan. Il Torino scivola ancora più pericolosamente vicino alla zona retrocessione, andando a complicare un finale di stagione già decisamente estenuante di suo.

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