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Gianfranco Zola, l’italiano che ha conquistato la corona inglese

Pennello alla mano, tavolozza nell’altra. E’ il momento di raccontare Gianfranco Zola. Il ritratto di uno dei più grandi talenti che il calcio italiano abbia mai avuto.

Un signore del calcio, lo definirebbe chiunque così. Gianfranco nasce in Sardegna, ad Oliena, nel 1966, proprio il 5 luglio. Amon oggi festeggia il suo compleanno con un ‘quadro‘ di Magic Box. Ma andiamo con calma.

Da calciatore, diventa già agli albori della sua carriera, uno dei pilastri del calcio sardo: Oliena, poi Nuorese, fino alla Torres, la squadra più antica dell’isola. Con i rossoblù, tra il 1986 ed il 1989 colleziona 88 presenze e ben 21 gol. Mica male per un calciatore di provincia.

Zola
Gianfranco Zola in maglia Torres

Provincia, un po’ troppo stretta nonostante la struttura minuta. Nel 1989 per Gianfranco arriva la telefonata della vita: “Pronto, sono Luciano Moggi”. Il direttore sportivo del Napoli lo vuole sotto il Vesuvio; valore del cartellino 2 miliardi di lire. E tutto ad un tratto la Serie A con Diego Armando Maradona, Careca e i campioni storici di quel tempo. Le quattro stagioni in maglia azzurra gli consentono di lanciarsi nell’Olimpo del calcio italiano, tanto da ereditare la maglia numero 10 proprio del Pibe de Oro. D’altronde, le oltre 100 presenze e i 32 gol segnati fanno comprendere le sue qualità anche alle nuove generazioni calcistiche. Attenzione, perché 32 gol potrebbero sembrare pochi, ma c’è da dire che Zola, in quel Napoli, da titolare partì solo poche volte.

In ogni caso, le sue giocate gli valgono la chiamata del Parma. Anche in Emilia, dal 1993 al 1996, diventa perno fondamentale dei tatticismi della squadra, superando quota 100 presenze. Con i gialloblù vince la Supercoppa UEFA 1993 e la Coppa UEFA 1994/1995. Le ottime prestazioni in Italia ed in Europa lo portano a conquistare il sesto posto nella classifica finale del Pallone d’Oro 1995. A causa dei rapporti non ottimali con Carlo Ancelotti, però, si trasferisce in Inghilterra, al Chelsea.

A Londra diventa l’idolo della tifoseria, che lo ribattezza Magic Box. Al termine della prima stagione inglese ottiene il riconoscimento come miglior giocatore del campionato. In poco tempo è punto di riferimento del calcio inglese, con il quale stabilisce un legame indissolubile, reso eterno dall’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico ricevuta nel 2004.

Dopo sette stagioni sotto il cielo londinese, rientra in Italia nel 2003/2004 per indossare la maglia del Cagliari, per tornare a casa. Trascina i sardi dalla Serie B alla Serie A. Poi, appende le scarpette al chiodo, ritirandosi ufficialmente il 29 giugno 2005: ha dato tutto, ha ricevuto tanto.

Da allora, però, Gianfranco Zola non ha smesso di masticare pane e pallone. Diventa allenatore, legando la sua carriera da manager ancora una volta all’Inghilterra, patria d’adozione. A 54 anni compiuti oggi, sono già quattro le panchine inglesi sulle quali si è seduto: West Ham, Watford, Birmingham ed anche quella del Chelsea, dove per una stagione è stato vice allenatore di Maurizio Sarri.

Insomma non basterebbe un’intera tela per dipingere un suo ritratto. Zola è ancora oggi esempio di correttezza dentro e fuori dal campo, uomo ancor prima che calciatore. L’ennesimo trionfo provinciale, alla conquista della corona inglese.

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