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Bruno Fernandes, stella passata inosservata

Era il 2012 quando il calcio italiano vide per la prima volta Bruno Fernandes entrare in campo. Cresciuto tra le giovanili del Boavista, fu acquistato dal Novara il 27 agosto per 40mila euro. 

La squadra piemontese si classificò quinta in B e perse i play-off contro l’Empoli. Quell’anno furono promosse Sassuolo, Hellas Verona e Livorno. Bruno Fernandes collezionò 23 presenze, condite daa 4 gol e 2 assist, ricoprendo il ruolo di regista basso e, in qualche occasione, di mezz’ala sinistra.

Alcuni, notando le qualità del ragazzo, cominciarono a paragonarlo a Rui Costa, altri a Javier Pastore.

L’esordio in Serie A

Fatto sta, che il giovane portoghese, grazie alle buone prestazioni durante i primi mesi in Italia, fu adocchiato da diverse squadre di A. Nell’estate del 2013 fu acquistato dall’Udinese, in comproprietà con il Novara. Al suo primo anno con la maglia bianconera, Fernandes gioca in una posizione più avanzata del centrocampo. Difatti, in 24 partite totalizza 4 gol e 6 assist. La buona tecnica, la visione di gioco e il tiro dalla distanza diventano le caratteristiche principali del calciatore. Il 30 gennaio 2014, l’Udinese, convita dalle sue qualità, acquista anche la seconda metà del cartellino. Resterà in Friuli fino alla stagione 2015/16. 

L’esperienza blucerchiata

Il 16 agosto 2016 si trasferisce alla Sampdoria in prestito (1 milione di euro) con obbligo di riscatto fissato a 6 milioni. Utilizzato principalmente come perno centrale di centrocampo, Fernandes indossa la maglia numero 10. Totalizza 33 presenze in campionato, siglando 5 gol e 2 assist.
Il suo valore aumenta (ad 8 milioni circa), eppure le squadre italiane si mostrano poco interessate a lui. 

La svolta in Portogallo

Il 27 giugno 2017, dopo un’unica stagione a Genova, il ragazzo viene acquistato a titolo definitivo dallo Sporting Lisbona per una cifra di 8,5 milioni di euro. La squadra portoghese fissa la sua clausola rescissoria all’incredibile cifra di 100 milioni! In Italia, infatti, tale notizia fa scalpore, qualcuno ci rideva su.

Al primo anno di Liga NOS, Fernandes totalizza 11 reti e ben 10 assist in 33 partite giocate. Si contraddistingue anche durante la sua prima apparizione nelle coppe europee: in Europa League segna 3 gol e fornisce 4 assist, in sole 6 partite. 

La stagione della consacrazione è quella successiva. In 33 gare disputate, il calciatore totalizza la bellezza di 20 gol e 13 assist. Lo Sporting, con lui in campo, parte sempre sull’1-0. Fernandes cambia il risultato ogni 89’ minuti. In Portogallo, i tifosi s’innamorano di lui. 

La sua ultima stagione in maglia biancoverde, vede l’ex Udinese firmare 8 gol e 7 assist in 17 gare. Nel gennaio 2020, Bruno Fernandes fa il grande salto: si trasferisce al Manchester United per 55 milioni + 25 di bonus. Dopo aver collezionato durante i tre anni passati in Portogallo 137 presenze condite da 53 gol e 52 assist. 

La punta di diamante di Manchester

Tra scetticismo e incredulità, Bruno Fernandes conquista la Premier League. Da gennaio ad oggi, è protagonista con 7 reti e 6 assist. In quante partite? 10. Ogni 64 minuti è pronto a cambiare la gara. Utilizzato come trequartista, Bruno Fernandes eguaglia il record di Salah, Cristiano Ronaldo, Jamie Vardy, Harry Kane e Dennis Bergkamp: è il calciatore del mese per due mesi di fila.

Secondo alcuni giornali inglesi, è il portoghese ad aver cambiato la stagione del Manchester United. In effetti, guardando solo le partite della stagione 19/20 senza il nuovo trequartista, i Red Devils si posizionano al settimo posto: 34 punti in 24 partite: una media di 1.41 punti a partita. Nelle 10 partite con Bruno Fernandes, la squadra non perde mai: 7 vittorie e 3 pareggi, con una media di 2,4 punti a partita.

La lunga gavetta ha premiato il calciatore: bocciato in Italia e osannato in Inghilterra e Portogallo. Bruno Fernandes è, ad oggi, anche punto fermo della nazionale portoghese. Ne verranno delle belle, soprattutto tenendo conto che ha solo 25 anni.  Bruno stupirà ancora.

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