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Liverpool in casa dell’Arsenal, mai una storia banale

“Arsenal we’re on your side

Our love we can not hide

Our hearts are open wide

To cheer you along the Way.”

I tifosi dei Gunners è così che accolgono i loro beniamini all’entrata sul terreno di gioco, e con il petto gonfio di orgoglio rivendicano il loro amore per i colori rosso e bianco della squadra del nord di Londra.

“Walk on through the wind

Walk on through the rain

Though your dreams be tossed and blow

Walk on, walk on with hope in your heart

And you’ll nevere walk alone

You’ll never walk alone.”

È così che i supporters dei neocampioni di Premier League del Liverpool fanno risuonare il loro canto in tutti gli stadi del mondo, al di là delle sfide, e dell’importanza di esse, per ricordare ai Reds il loro perenne amore.

Oggi lontane ma ieri fu bagarre

Prima dell’avvento di Sir Alex Ferguson sulla panchina del Manchester United nel 1986, e i 13 campionati vinti tra il 1993 e il 2013, la storia della Premier League, in particolar modo negli anni ’80, era una questione tra Liverpool e Arsenal. Stasera disputeranno il loro match numero 229 della loro rivalità. Non sarà la partita che deciderà le sorti del campionato, visto che il Liverpool si è già aggiudicato la Premier con 7 turni di anticipo dopo trent’anni di dolorosa astinenza. L’Arsenal, per contro, deve giocare per ottenere in tutti i modi i 3 punti dato che è impegnata nella corsa all’Europa League, distante solamente 5 punti dalla nona casella al momento occupata dai Gunners. Ma nella stagione 1988/89 i ruoli erano invertiti, e la partita finale del campionato più incredibile della storia d’Inghilterra segnò un’intera generazione, nel bene o nel male.

Nel 1986 l’Arsenal non esce campione della First Division a fine anno dal 1971, in cui tra l’altro i Gunners poterono sollevare anche l’FA Cup. L’intero decennio precedente rappresentava una sorta di epoca d’oro per la squadra del nord di Londra. Era l’Arsenal del giovane George Graham, mattatore e simbolo indiscusso della squadra, prima di passare al Manchester United. Appese le scarpette al chiodo, e dopo aver ricoperto per tre anni il ruolo di allenatore del Millwall, nel 1986 fa il suo glorioso ritorno ad Highbury, con l’impervia sfida di riportare i Gunners in vetta alla First Division. Impresa titanica se si considera che gli anni ’80 sono quasi esclusivamente dipinti di Reds. L’Arsenal di Graham appare differente dalle ultime squadre viste calcare Highbury, dà la sensazione di essere in grado di poter affondare la corazzata di Liverpool. Tuttavia in due anni sollevano solamente una Coppa di Lega.

Stagione 1988-1989, il centenario della First Division

È una stagione complicata per i Gunners quella dell’88. Alla guida, per il terzo anno di fila, c’è come detto George Graham. La corsa al titolo è sofferta. Il trofeo di campioni d’Inghilterra manca da 18 lunghi anni nel nord di Londra, e sulla loro strada trovano un Liverpool che ha conquistato 11 degli ultimi 18 titoli. Il 1989 non è un anno come gli altri: ricorre il centenario della fondazione della Lega, e tutte le squadre ci tengono a omaggiarlo nel migliore dei modi. A Natale l’Arsenal è in vetta alla classifica, ma i tifosi rosso e bianchi ci sono abituati. Spesso e mal volentieri è stato così: la cosa non dura oltre gli inizi di febbraio, quando la stagione entra nel vivo. Infatti, con il ritorno a gennaio tra i pali di Bruce Grobbelaar, i Reds inanellano 21 vittorie su 24 partite, mettendo a referto 60 reti e subendone solo 15. Dall’altra parte i Gunners, come di consueto, patiscono un deciso calo. Vincono solo 10 delle 20 partite disputate, perdendone 4. I 15 punti di vantaggio che l’Arsenal aveva racimolato nei confronti del Liverpool fino a dicembre sono evaporati nel nulla.

Nelle ultime 3 partite della stagione il sorpasso è servito. La testa della classifica cambia. Rimane però da giocare l’ultima partita: lo scontro diretto ad Anfield.

“LA” partita

È il venerdì 26 di maggio del 1989. Il match è stato rinviato a fine campionato in seguito al disastro di Hillsborough, il 15 aprile, quando 96 persone rimasero schiacciate a morte sulle terrazze dello stadio durante la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest. È una partita dai tanti, forse troppi significati. Porta con sé il dovere di riconciliare i tifosi inglesi con il mondo del football ancora in lutto. Ad inizio partita i giocatori di entrambe le squadre vanno a depositare mazzi di fiori sotto la curva. L’applauso collettivo dei presenti si alza fragoroso sotto il cielo di Liverpool. Serve il doppio vantaggio all’Arsenal per conquistare il titolo. È il 91′, mancano 25 secondi alla fine: lancio lungo, chiusura non perfetta della difesa del Liverpool e Michael Thomas batte Grobbelaar. 0-2. L’Arsenal è campione d’Inghilterra.

“Pur non essendoci alcun dubbio sul fatto che il sesso sia un’attività molto più gratificante del guardare partite (nessuno zero a zero, nessuna trappola del fuorigioco, nessun dispiacere di coppa e sei al caldo), in condizioni normali non si generano sensazioni così intense come quelle che produce la vittoria di un campionato all’ultimo minuto, una cosa che ti succede una volta nella vita”.    Nick Hornby, “Febbre a 90”

E oggi cosa accadrà?

L’Arsenal arriva a questo match dopo la dolorosa sconfitta subita nel derby con il Tottenham solo tre giorni prima e che ha decretato il sorpasso degli Hotspurs sui Gunners in classifica. Il Liverpool distante ben 43 punti dai londinesi ormai gioca per onor di firma, ciò non toglie nulla alla professionalità di Klopp e dei suoi uomini, nonostante un calo motivazionale più che naturale. Il pareggio ad Anfield con il Burnley ne è dimostrazione. Negli ultimi dieci match di campionato giocati in casa Arsenal, 3 vittorie locali, 5 pareggi e 2 successi ospiti. All’andata terminò 3-1 per i Reds. Per quanto riguarda l’accesso all’Europa League per i Gunners, ci sarebbe una seconda opzione per raggiungerla al di là del campionato: vincere la FA Cup. Ecco dunque che tra soli 3 giorni i Gunners saranno impegnati in semifinale col Manchester City, motivo più che valido per cui potremo vedere qualche seconda linea in campo in questa partita. Ovviamente tenersi aperte entrambe le vie aumenterebbe le chances dei londinesi di poter accedere alla competizione continentale.

Vena realizzativa dei bomber

Se l’Arsenal dovesse decidere di schierare Aubameyang titolare potrebbe contare sull’ottimo senso del gol del gabonese, attualmente a 20 reti realizzate in campionato dietro al solo Vardy a 23. Così come il Liverpool se dovesse decidere di schierare Salah, terzo in classifica cannonieri a 19 gol proprio dietro all’attaccante Gunners. Lacazette d’altronde però potrebbe essere ispirato dopo la splendida marcatura contro il Tottenham. Chissà che non abbia ancora un gioiello in serbo per questa partita, sempre ammesso che Arteta decida di puntare su di lui e non tenerlo a riposo per la semifinale con il City di sabato. Mané però non fa mai sconti sulle sue prestazioni, e possiamo scommettere tranquillamente sulla sua serietà e il suo impegno, sempre massimo, che potrebbe renderlo l’ago della bilancia di questa partita.

Secondo i Bookmakers

L’Arsenal reduce da 7 Under 3.5 nelle ultime 8 e da 9 Multigol 2-4 nelle ultime 10. Spiccano 4 “1” (vittorie) nelle ultime 5 in casa, in cui segnaliamo pure 7 1X consecutivi, emergono anche 16 Gol Casa nelle 17 e anche qui forti Over 1.5 e Multigol 1-4, dunque pure Multigol 2-4. Il Liverpool con 30 vittorie nelle 35 ed imbattuto da 3 gare, nonostante l’ultimo pareggio con il Burnley, spiccano 8 Over 1.5 nelle ultime 9 e 31 Multigol 1-4 nelle ultime 34. Non benissimo nell’ultimo periodo in trasferta, emergono 3 1X e 3 No Gol Ospite nelle ultime 4. Lontano da casa, segnaliamo pure 16 Multigol 1-4 nelle 17 totali disputate.

La visione di Amon

Nella visione di Amon prevediamo una partita giocata comunque con intensità, visto il blasone che entrambe le compagini possono vantare, e diverse marcature. Noi crediamo che Arteta non opterà per schierare tutte le seconde linee, al contrario farà rifiatare solo alcuni uomini di sostanza al centrocampo e difesa lasciando quasi invariato l’assetto offensivo con l’eccezione di Bukayo Saka per Pepe. Così come il Liverpool, che al netto delle preoccupazioni infortuni, disporrà dei suoi 11 titolari, i quali ormai ingranaggi di un meccanismo ben oliato non avranno problemi a giocare come Klopp ha insegnato loro. In sostanza la partita crediamo possa essere equilibrata ma ricca di gol, per questo motivo ci sentiamo di sbilanciarci sul risultato finale di 3-2 per il Liverpool. Valutiamo più probabile quindi che i Gunners debbano giocarsi il tutto per tutto sabato con il City, nella speranza di agguantare una finale e strappare di conseguenza l’ultimo biglietto valido per l’Europa.

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