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Guida Brillante alla Serie A 2020/2021

Nemmeno il tempo di celebrare la sesta Champions del Bayern che inizia il conto alla rovescia per la nuova stagione. La Serie A, inizierà il 19 settembre e martedì prossimo, 1 settembre, verranno stilati i calendari. Ma che campionato sarà? 

Un campionato “nuovo”

Sarà un campionato più “nuovo” perché le 3 retrocesse Brescia (23), Spal (19) e Lecce (16) in totale hanno disputato 58 tornei di serie A, mentre le 3 neopromosse sono tutte matricole, con lo Spezia all’esordio, il Crotone alla terza partecipazione, dopo una salvezza miracolosa e una retrocessione l’anno dopo, ed il Benevento, che, dopo un campionato da record in B, proverà a cancellare i record negativi della sua prima ed unica stagione nella massima serie nel 2017/2018. 

Ci saranno tutte le squadre scudettate (Juve, Inter, Milan, Genoa, Bologna, Torino, Roma, Napoli, Fiorentina, Lazio, Cagliari, Sampdoria, Verona) eccetto Casale, Novese e Pro Vercelli, suddivise in 11 Regioni con Lombardia (Inter, Milan, Atalanta), Emilia Romagna (Bologna, Parma, Sassuolo) e Liguria (Genoa, Samp, Spezia) con 3 squadre. Seguono Campania (Napoli, Benevento), Piemonte (Juve, Torino), Lazio (Lazio e Roma) con 2 ed altre 5 regioni con 1 sola squadra (Toscana-Fiorentina, Calabria-Crotone, Veneto-Verona, Sardegna-Cagliari e Friuli-Udinese). Assenti Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Marche, Abruzzo, Umbria, Basilicata, Molise, Puglia e Sicilia. 

Var, Covid e Coppe Europee

Sarà il quarto anno del Var, l’anno scorso c’è stato il record (stracciato) dei rigori assegnati e quest’anno si aspettano comunicazioni dall’Ifab per capire come gestire i falli di mano. Sarà anche il secondo anno del Covid e degli stadi vuoti, anche se l’auspicio è di poter rivedere presto i tifosi sugli spalti, in sicurezza, situazione pandemia permettendo. E si spera che la nuova stagione possa riportare qualche squadra italiana sul tetto d’Europa dopo un decennio di astinenza. Quest’anno l’Inter è arrivata a 15 minuti dalla Coppa, mentre l’Atalanta stava vincendo fino al minuto 90′ nel quarto di finale contro la squadra che ha conteso poi la Coppa al Bayern. 

La griglia

In pole position ci sarà sempre la Juventus, con l’Inter, al momento, unica in grado di poter contrastare questo dominio che dura ormai dal 2011/2012. Pirlo rappresenta un’incognita e questo potrebbe favorire i nerazzurri, che però, non hanno ancora deciso se perdonare Conte per le dichiarazioni contro la società o puntare su Allegri e quindi ripartire di nuovo da zero, dopo un secondo posto e una finale europea.

Sul mercato la Juve ha ringiovanito la rosa con due potenziali top player (Arthur e Kulusevski) al posto di Pjanic, Matuidi e probabilmente anche Higuain. Dovrà vendere qualche altro big (Khedira, Douglas Costa o Bernardeschi, Rugani) per alleggerire il monte ingaggi e prendere qualche altro giovane (Locatelli?). Ma l’ago della bilancia è rappresentato da Ronaldo: Ronaldo si, Ronaldo no? L’Inter ha già messo un top player (Hakimi) in un ruolo in cui aveva dei limiti. Con due centrocampisti di spessore, può davvero mettere il musetto davanti, sempre sulla carta. 

Seconda e terza fila

In seconda fila ci mettiamo sicuramente il Napoli, che dopo un anno (metà) nero, con Gattuso ha ricominciato ad avere un ritmo Champions. Osimhen e Rrahmani stanno completando un processo di rifondazione iniziato a gennaio. Bisogna capire come verranno investiti i soldi di Allan, Koulibaly e Milik: con un centrale difensivo, un terzino sinistro, una mezzala difensiva ed un esterno destro d’attacco di spessore, potrebbe dare filo da torcere alle prime due. Ed insieme al Napoli ci mettiamo il Milan, ma soltanto se rinnoverà Ibrahimovic. La fiducia verso i rossoneri è una conseguenza dell’ottimo finale di stagione. Anche qui, molto dipenderà dal mercato perché servono 3 co-titolari, uno per ruolo. 

Roma, Atalanta e Lazio lotteranno per la terza fila, con la possibilità di insidiare i posti Champions: con l’arrivo di Friedkin, i giallorossi si augurano di aver trovato finalmente un presidente all’altezza delle ambizioni di una piazza esigente come quella romana. Il mercato dipenderà molto dalle conferme di Smalling (fine prestito), Pellegrini, Zaniolo e soprattutto Dzeko. L’entusiasmo, poi, potrebbe fare la differenza. Lo stesso entusiasmo che, insieme a preparazione atletica e bel gioco, ha portato l’Atalanta in Champions negli ultimi due campionati. Ripetersi sarà ancora più difficile quest’anno, soprattutto se si considera che alcuni calciatori vorranno provare nuove esperienze in piazze più ambiziose (vedi Hateboer, Gosens e Zapata) e che altri iniziano ad avere una carta d’identità importante (Gomez, Toloi e l’incognita Ilicic). 

Delle sette sorelle, mettiamo un passo indietro la Lazio, non fosse altro per il crollo post lockdown e per le fatiche di Champions che si faranno sentire. Archiviato il mancato colpo David Silva, si spera in qualche bomba di Lotito (Cavani? James Rodriguez?) per poter sognare. 

Le outsider

Gli ultimi 3 slot della parte sinistra della classifica li assegnamo, in ordine di preferenza, a Fiorentina, Sassuolo e Bologna. I viola non possono che migliorare nel secondo anno di Commisso. Amrabat è un calciatore di livello altissimo ma per fare il salto di qualità, è fondamentale acquistare una punta da 15-20 gol, perché Chiesa e Ribery sono valori aggiunti, così come Pezzella e Milenkovic dietro. Ci aspettiamo grandi cose anche dal Sassuolo di De Zerbi, ma per un bilancio è obbligatorio attendere la fine del mercato, casella cessioni. Perché un conto è fare il 4-3-3 con Boga e Berardi, un altro con due esterni sconosciuti. Discorso simile per il Bologna (in bocca al lupo per Mihajlovic positivo al Covid) che punta su un mix di giovani (Orsolini, Tomyasu, Barrow) e vecchietti (Palacio, Danilo, Soriano). Ed i primi colpi del mercato vanno in questa direzione (presi De Silvestri e Vignato). 

A destra della griglia ci posizioniamo in questo modo:

In sesta fila il Torino (se funziona la nuova cura del teorico Giampaolo, nel frattempo grandi colpi Linetty e Rodriguez) e il Cagliari di Di Francesco (che coppia Pavoletti-Simeone, insieme a Joao Pedro, senza dimenticare il centrocampo Nainggolan, Nandez e Rog). 

In settima fila puntiamo sulla sorpresa Benevento (i soldi e le idee ci sono: presi Glik e Ionita, si trattano alcuni big in attacco, tipo Llorente e Gervinho) e sulla Sampdoria (con Ranieri dall’inizio non dovrebbe avere problemi di classifica, ma occhio alle cessioni eccellenti). 

In ottava fila ci mettiamo l’Udinese (ceduto Fofana ma con Gotti e l’abitudine a salvarsi, non possiamo farla partire più indietro) ed il Parma (con l’addio di D’Aversa si chiude un ciclo, ma Liverani potrebbe aprirne un altro, a patto che si trovino i nuovi Kulusevski e Gervinho). 

Penultima fila e quindi in zona rossa, il Genoa (a furia di cambiare ogni anno 15 calciatori alla volta, prima o poi retrocederà) ed il Verona (come sostituire Amrabat, Rrahmani, Pessina e forse Kumbulla? Juric farà altri miracoli?) .

Chiudono la griglia di partenza le neopromosse Crotone e Spezia, che dovranno essere più che brave a gestire un mercato che, mai come quest’anno, sarà più breve e strano del solito. Inizierà il 1 settembre e terminerà il 5 ottobre, quando il campionato avrà già dato le prime sentenze, dopo 3 giornate.

Quali le prime sentenze?

Sentenze che riguarderanno come sempre gli allenatori: chi verrà esonerato per primo? Uno dei 6 nuovi (Di Francesco, Pirlo, Allegri, Maran, Giampaolo, Liverani), uno dei 5 quasi-nuovi, ovvero allenatori subentrati nell’ultima stagione (Gattuso, Ranieri, Gotti, Iachini, Pioli) oppure uno dei 9 confermati (Gasperini, Mihajlovic, S. Inzaghi, F. Inzaghi, Fonseca, Stroppa, Italiano)?

Ecco, questo è uno dei quesiti su cui, noi di Amon, abbiamo grosse difficoltà a fare delle previsioni.

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