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Verso Roma-Juventus: analisi del match

Verso Roma-Juventus: analisi del match

10 maggio 1981.
Mancano tre giornate al fischio finale del campionato. Si sfidano Roma e Juve, non solo in quel match, ma anche per la testa della classifica. I giallorossi sono a -1 dai bianconeri. Una partita che si gioca sul filo della tensione, con la paura di eccedere e di commettere un passo falso. La squadra di Liedholm attacca, perché la Vecchia Signora è in dieci per la doppia ammonizione di Furino. A 15 minuti dalla fine, Turone di testa fa impazzire l’Olimpico, ma quelle lacrime di gioia diventeranno amare. Il gol viene annullato e, la Roma, perderà lo scudetto per una questione di centimetri.

6 marzo 1983.
È la ventiduesima giornata. La rivalità tra le due compagini è più alta che mai. Bruno Conti è pronto a battere un calcio di punizione. Spennellata verso l’area di rigore e, Falcão, che, con un colpo di testa, sembra ridar ai tifosi della Roma, quello che non avevano ricevuto un paio d’anni prima. Poi, in tre minuti, 83’ e 86’, Platini e Brio, ammutoliscono lo stadio. L’armata di Liedholm si era trovata da +7 (per il momentaneo vantaggio) a +1. Il Presidente Viola protesta per la posizione di un difensore della Juventus, riagganciandosi a quello accaduto con Turone per la questione di centimetri. Boniperti gli regala un righello.
Sarà l’anno del secondo scudetto giallorosso.

15 gennaio 1995.
Sedicesima giornata di campionato. La prima Juve di Lippi ospita la squadra di Carlo Mazzone. Siamo alla mezz’ora del primo tempo, superata da poco. Aldair, con i guanti causa freddo, si appresta battere la rimessa laterale. Qualche passo di troppo e non si accorge del guardalinee. L’impatto, fa scivolare via il pallone che trova il piede di Ravanelli e sigla l’1-0. L’ennesimo Juve-Roma di polemiche. La partita finisce 3-0 e, la Vecchia Signora, vincerà il tricolore.

6 maggio 2001.
Vent’anni di distanza dallo scudetto sfiorato. In meno di sei minuti, il tandem Del Piero-Zidane, quelli che si sfideranno a Berlino cinque anni dopo, travolgono la Roma. 2-0 è il punteggio. Capello fa uscire Francesco Totti, opaco rispetto alle altre volte. Al suo posto entra Nakata e, con un bolide dalla distanza, riaccorcia le distanze. Inarrivabile per van der Sar. 2-1 recita il tabellino. Poi, allo scadere, Nakata fa partire un altro tiro, da una posizione più defilata che impegna drasticamente l’olandese gigante della Juventus. Nel tap in vincente c’è Montella che fa 2-2. Al “delle Alpi” si sentiva solo il settore ospiti. Arriverà il terzo scudetto giallorosso.

8 febbraio 2004.
Un Roma-Juve rimasto nella storia. Pelizzoli nega il gol alla Juventus. Gol che avrebbe potuto riaprire la partita. Poi, segnerà Cassano di testa e farà 4-0 Roma, togliendosi la maglietta e distruggendo la bandierina con un calcio. Verrà ammonito da Collina, non per essersi tolto la maglia (prima era concesso), ma per aver distrutto la bandierina del calcio d’angolo. È la partita del “shhh, 4 e a casa”, il famoso gesto di Totti a Tudor.

27 maggio 2004.
Il giorno prima del 4-0 della Roma alla Juventus, Capello aveva dichiarato che non sarebbe mai andato alla Juve, la sua era una scelta di vita. Poi, firmò con i bianconeri. Per i giallorossi venne considerato un traditore.

22 aprile 2012.
4-0 della Juventus alla Roma di Luis Enrique. Il divario tecnico è abissale e il nervosismo non fa altro che salire in modo esponenziale. Una discussione tra Lamela e Lichtsteiner fa cadere il focus su di loro. Lo svizzero mima il gesto di Totti all’argentino, anche se poi ribadirà di non sapere che lo fece anche il capitano giallorosso otto anni prima. Conte vincerà il suo primo scudetto alla guida della Juve.

16 febbraio 2013.
Pjanic si appresta a battere il calcio di punizione in favore della Roma. Il cross verrà deviato da un difensore e troverà i piedi di Francesco Totti. Da 25 metri, lascia partire un tiro micidiale e imprendibile per Buffon. È il Roma-Juventus dei 113 km/h di Totti.

5 ottobre 2014.
È la sfida scudetto già dopo sei giornate. Una partita segnata dalle rimonte. Prima la Juventus passa in vantaggio su rigore, poi la squadra di Garcia rimonta con il duo Totti-Iturbe. Poco dopo, un altro rigore per fallo a Pogba. Numerose polemiche e Garcia verrà espulso per aver mimato il gesto del violino. Finirà 3-2 per i bianconeri. Garcia, dopo il match, affermerà che “questa gara mi ha fatto capire che, quest’anno, vinceremo lo scudetto”. Il tricolore sarà ancora della Vecchia Signora.

1 agosto 2020.
Nel pieno della pandemia, si gioca anche in mesi anomali. Ultima giornata di campionato e la Juventus di Sarri già ha vinto lo scudetto. La Roma è matematicamente qualificata ai gironi di Europa League. Una partita che ha zero valore sul campo, ma sempre intrisa di sentimenti. Riserve che diventano titolari e titolari che diventano riserve. La partita finisce 1-3 in favore dei giallorossi. Per la prima volta, la Roma espugna il nuovo stadio della Juventus. Fonseca è l’unico ad esserci riuscito.

27 settembre 2020.
Oggi.
Nel giorno del compleanno di Totti, una pioggia incessante si abbatte su Roma. Siamo alla seconda giornata di campionato e, la formazione di Fonseca, ospita quella di Andrea Pirlo. Il match è alle 20:45. Lo stadio sarà vuoto, come quello del primo di agosto. Sarà accompagnato da qualche ospite allo stadio, ma niente Curva Sud e settore ospiti. Nel silenzio si ascoltano i sentimenti. Andiamo verso Roma-Juventus.

Com’è il morale delle squadre?

Quello della Roma non sembra splendere come i suoi colori. La disfatta di Verona (non per il campo) ha prosciugato il volto di Fonseca e, come se non bastasse, le voci sul suo futuro lo mandano a dormire con la luce accesa. La squadra è incompleta e, perdipiù, davanti giocherà Edin Dzeko con la fascia da capitano, quello che oggi doveva essere l’avversario, ma che invece sarà il motore dell’attacco.
I Friedkin saranno presenti all’Olimpico e lavorano tutti i giorni, sia sul fronte stadio, che sul fronte della dirigenza, senza dimenticarsi dell’ultima settimana di mercato che sta per arrivare.

La Juventus di Pirlo va in scioltezza. Il 3-0 alla Sampdoria, sembra aver lasciato alle spalle i dubbi e gli interrogativi su come potesse presentarsi la squadra del nuovo tecnico. Non che una partita valga una stagione, ma, sicuramente, un po’ di nebbia sembra essersi diradata.

Formazioni e chiavi tattiche del match

La Roma scende in campo con il 3-4-2-1. C’è la conferma di Mirante tra i pali e l’esordio di Kumbulla in difesa. Assieme all’albanese, presidieranno Mancini e Ibanez. A sinistra Spinazzola, il migliore a Verona ed ex di oggi, a destra Santon, al posto del malcapitato Karsdorp. A centrocampo ci saranno Pellegrini e Veretout, pronto per dare ossigeno alla squadra e fornire un varco per Pedro e Mkhitaryan. Lo spagnolo e l’armeno dovranno essere pronti per servire il loro centravanti, Edin Dzeko, che, a sua volta, dovrà innescare le giuste sponde per favorire la manovra.

La Juventus risponderà con un 3-4-1-2, con l’ex Szczesny a difendere la porta. Chiellini, Bonucci e Danilo in difesa. A sinistra la conferma di Frabotta (favorito su De Sciglio) e Cuadrado a destra. A centrocampo prende posizione McKennie al fianco di Rabiot, dopo la buona prova contro la Samp. Ramsey alle spalle di Ronaldo e Kulusevski, anche se salgono le quotazioni di Morata titolare. Lo spagnolo garantisce più fisicità e dinamismo nella manovra offensiva e può essere un ottimo compagno per Ronaldo. Pirlo ci sta pensando e chissà se oggi non esordirà nuovamente con la maglia della Juventus.

Dzeko-Morata, Pirlo ne è soddisfatto?

Sicuramente quel “purtroppo oggi sarà un avversario” (riferendosi a Dzeko) non lascia presagire nulla di buono nell’umore di Andrea Pirlo. Sin dall’inizio l’obiettivo era il bosniaco e la benedizione l’aveva data anche Cristiano Ronaldo, descrivendolo come un giocatore adatto al ruolo di 9, togliendo di fatto il portoghese da questo compito. La trattativa, poi, è evaporata per via di alcune querelle tra De Laurentiis e la Roma, facendo saltare l’effetto domino che avrebbe reso felice tutti. Mancato anche l’arrivo di Suarez, Paratici ha virato su Morata, concretizzandolo definitivamente una terza scelta.

Il bosniaco, a differenza dello spagnolo, avrebbe garantito più fluidità alla manovra della Juventus. I palloni toccati in area di rigore e, la precisione dei passaggi fortificati dalle sponde, volgono solo in favore di Dzeko. Morata può essere fiero di una piccola percentuale a suo favore per la precisione dei tiri, ma con Ronaldo in squadra, non è che sia la prima cosa che conta. Ovviamente, ci si basa su meccanismi di gioco differenti (Fonseca ama il pressing e Simeone si basa sulla ripartenza in contropiede), ma il fatto che il capitano della Roma fosse la prima scelta e l’ex centravanti dell’Atletico Madrid la terza, la dice lunga.

Giocatori da tenere d’occhio

Nella Roma, l’attenzione non può non cadere su Edin Dzeko. Dopo esser stato ad un passo dai bianconeri, oggi li ritrova da avversari. Alla seconda giornata, proprio come quando sbarcò a Roma, cinque anni fa: i giallorossi affrontavano la Juve di Allegri e, il nuovo centravanti, saltò sulla testa di Chiellini firmando il 2-0 ed esultando in Curva Sud. Chissà se oggi non farà lo stesso.

Per la Juve, il focus ricade su Dejan Kulusevski. Contro la Sampdoria ha fatto vedere ottime cose, affermando le sue qualità indiscusse viste a Parma. Il feeling con Ronaldo sembra andare oltre la simpatia e si conferma anche in campo. Gol all’esordio e, oggi, potrebbe replicare la sua letalità.

Pronostico

La Roma deve riscattarsi. Lo deve fare per via del malumore che circola a Trigoria (infortuni, il disastro con il Verona, squadra manchevole) e per recuperare quel sano benessere psico-fisico che ridarebbe luce a questa stagione appena iniziata. La squadra di Fonseca potrebbe giocare in modo offensivo, lasciando spazi causati dall’irrefrenabilità e l’impazienza di segnare. Occhio al muro difensivo giovanile, potrebbe essere il tallone d’Achille. Di contro la Juventus, smagliante per l’ultimo successo e sicura di sé. Non sottovaluta di certo l’avversario che ha davanti, ma giocherà con meno inquietudini e non è alla ricerca di conferme, se non quella di essere potenza egemone del campionato. Il pareggio, potrebbe essere il vincitore delle 20:45.

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