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Lazio – Atalanta: è la partita scudetto?

Lazio – Atalanta: è la partita scudetto?

Lo scorso campionato ci hanno reso felici. Una valanga di gol da ambedue le compagini e una fluidità di gioco che sembrava giocassero sul velluto. Da una parte la coppia Luis Alberto-Immobile, dove quest’ultimo ha totalizzato 36 centri. Record in campionato, record personale, capocannoniere e dritto verso la scarpa d’oro. Il tutto, proprio al San Paolo di Napoli, dove, guarda caso, cinque anni prima vedeva l’argentino, Gonzalo Higuain, appropriarsi del titolo (di capocannoniere). Il tutto, coadiuvato dal mago spagnolo, che è stato un po’ il Virgilio di turno con i suoi 15 assist.
Dall’altra parte il favoloso binomio Zapata-Papu, ha scontornato i vertici della classifica delle statistiche. Il bello dell’Atalanta, però, risiede in tutto il suo meccanismo: non si fonda solo sui gol degli attaccanti (Zapata e Muriel ne hanno fatti 36 in due), ma di tutti i componenti. Ognuno ha un ruolo fondamentale.

La domanda, ovviamente, non riguarda la partita in sé, ma le protagoniste della partita. Lazio e Atalanta sono due squadre estremamente consolidate, sia in termini di classifica, sia di bilancio. La stagione dello scorso anno non è arrivata per caso, ma frutto di un sistema che dura da anni: stesso allenatore, stessi giocatori e posizioni solidi a livello manageriali. Insomma, tutto quello che serve per non essere fragili. Ma per lo scudetto serve di più. Non serve soltanto il divertimento, ma anche quell’esperienza mentale che ti fa scendere in campo con l’obiettivo di vincere. E se Juventus e Inter hanno dimostrato delle piccole incertezze, basta affacciarsi negli archivi storici per conoscere cosa circola nel loro DNA. Una partita giocata male, ma pur sempre riacciuffata con un uomo in meno (per i bianconeri); una partita che sembrava persa ma che poi è stata vinta grazie ai cambi (per i nerazzurri di Conte).

Bisogna andarci con calma. Scudetto è una parola troppo grande da pronunciare. La lotta al terzo posto è quello che più si addice a entrambe: è una partita d’alto valore di Champions.

Com’è il morale delle due squadre?

C’è differenza se ad un “ciao come stai” rispondiamo “molto bene, grazie” o “abbastanza bene dai”. Le cose vanno per il verso giusto, ma, in quell’avverbio (abbastanza) c’è una nota di inquietudine. E qual è questa inquietudine che aleggia intorno alle due squadre?

Per la Lazio, il timore ha il volto di Simone Inzaghi. Perché se i giocatori più forti hanno rinnovato, il tecnico biancoceleste non l’ha ancora fatto.

Il rinnovo? Adesso il Presidente ha tante altre cose a cui pensare. Ci vedremo più in là”.

Se veramente Claudio Lotito ha ben altro a cui pensare, credo che nulla valga il primo posto in agenda se non quello dell’allenatore. La squadra gira, lo spogliatoio respira un’aria sana e l’inizio del campionato è stato pulito. Ma il contratto scade tra 9 mesi – 30 giugno 2021 – e si è vociferato solo un rinnovo a 3 milioni più bonus. Acerbi, Immobile e Luis Alberto hanno firmato, ora manca quella più importante.

Se ci spostiamo un pochino più a Nord, anche lì, il sole è coperto da qualche nuvola. Perché se la partenza in campionato ha confermato la sintonia dell’anno scorso (vittoria e tanti gol), i malumori su Ilicic non sono mai cessati. Mirančuk, come ribadito, non è Ilicic ed è venuto a Bergamo per fare la differenza. Ma quel ruolo, quella posizione, quella mattonella di campo, almeno per adesso, non sarà occupata dallo sloveno. La domanda del “quando torna?” risuona ogni giorno. C’è la Champions, c’è il campionato, senza di lui non è la stessa cosa.

Probabili formazioni e chiavi tattiche del match

3-5-2 per Simone Inzaghi con una retroguardia un po’ riadatta a causa delle assenze di Vavro, Hoedt (l’ultimo arrivato) e Luiz Felipe. In porta il solito Strakosha, difeso da il leone Acerbi, Patric e Radu. A centrocampo, sulle fasce, abbiamo Lazzari a destra e Marusic a sinistra, mentre la mediana è soggiogata da Milinkovic-Savic, Lucas Leiva e Luis Alberto. In attacco, Correa e Immobile.

3-4-1-2 per Giampiero Gasperini. Gollini è alle prese ancora con l’infortunio e c’è la conferma di Sportiello tra i pali. Toloi, Palomino e Djimsiti nella retroguardia difensiva. Spazio alle frecce a centrocampo, Hateboer e Gosens: il primo sulla corsia di sinistra e il secondo su quella di destra. De Roon e Freuler pronti per presidiare la mediana. Gomez dovrebbe riprendere la posizione da trequartista e servire i due colombiani davanti: Zapata e Muriel.

I biancocelesti potranno essere attendisti come il loro solito. Giocare da astuzia e aspettare il sopraggiungere dell’Atalanta senza chiudersi troppo a chioccia. L’obiettivo è farli attaccare, rubargli palla e ripartire in contropiede. D’altro canto, i bergamaschi, amano l’aggressività e cercheranno di mandare in confusione e a vuoto gli avversari. Circolazione palle e verticalizzazioni, poi con Gomez, è tutto più semplice.

Giocatori chiave

Luis Alberto è la mente della Lazio. Tutto parte da lui. È il regista dei biancocelesti e imbastisce ogni tipo di azione. La manovra offensiva, la circolazione del pallone, le verticalizzazioni, tutto parte dai suoi piedi. Non esiste azione che non trova la sua firma. Tant’è che, solo l’anno scorso, ha realizzato la bellezza di 15 assist. Numeri da capogiro. All’inizio giocava a braccetto con l’attaccante dai 36 gol, poi, Inzaghi, l’ha spostato come interno di centrocampo, così da avere un’ampia visione della manovra. Imbecca la fascia, lancia Correa e serve Immobile. Stasera vorrà confermare anche il suo trend d’inizio campionato. In tutti i match di apertura della stagione, lui è presente in ogni azione da gol: nel 4-1 al Milan di tre anni fa, l’1-0 contro il Frosinone e il gol al derby dell’anno scorso. Il mago Alberto potrebbe rinnovare un’altra magia stasera.

Papu Gomez, trentadue anni e non sentirli. Ma li sentono gli avversari, quando vengono ubriacati dalle sue giocate e dai suoi passaggi filtranti che imbeccano i compagni di squadra. Senza dimenticare i tiri. Papu è fantasia. E se Oscar Wilde ci ricordava che “la bellezza è più grande del genio perché non ha bisogno di spiegazioni”, l’argentino è tutto: genio in campo e bello da vedere. Lui ha subito due varianti nel corso del suo soggiorno a Bergamo: la prima, è stata quella da trequartista, alle spalle del centravanti, trovando gol e assist (nella stagione 2016-2017 trovò 16 gol e 11 assist in campionato); la seconda, quella di un regista a tutto campo. Più assist, meno gol, più arretrato ma con l’istinto offensivo. Tutto questo equivale ad un maggior consumo di risorse. Gasperini, infatti, tiene a precisare che “finita una partita lo mettiamo in fresco, e lo tiriamo fuori per quella dopo. Oggi, Papu, può danzare in uno stadio in semi-silenzio.

Pronostico

Di certo con Gasperini e Inzaghi non ci può annoiare. Lo dicono i dati: in nove match in cui i due allenatori si sono scontrati, ci sono tre vittorie a testa e tre pareggi. Quello d’andata dello scorso anno è stato meraviglioso. Un 3-0 a tempo. Prima per l’Atalanta e poi per la Lazio. Quello di ritorno ha vissuto un’altra rimonta: 0-2 per i biancocelesti e poi 3-2 finale per la squadra di casa. Le emozioni ci sono, le sensazioni per un match divertente anche. I presupposti per una partita ricca di gol non mancano.

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