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Il Leicester ci sta provando ancora?

Tre partite, 12 gol fatti e 4 subiti. Il Leicester è in vetta alla classifica di Premier League con solo l’Everton di Carlo Ancelotti (e il Liverpool campione d’Inghilterra).

Se qualche anno fa parlavamo di miracolo sportivo, oggi si può definire questa una solida realtà. Nello scorso campionato, le Foxes si sono posizionate quinte in classifica, accedendo direttamente ai gironi di Europa League. Le tre sconfitte finali nelle ultime quattro giornate hanno portato all’esclusione della squadra alla Champions League e la conseguente rimonta in classifica del Chelsea.

Champions che è stata assaporata e giocata degnamente dagli uomini dell’ex tecnico Claudio Ranieri nella stagione 2016/17, quando Vardy e company conquistarono 13 punti in 6 gare accedendo al turno successivo. Da primi al girone, sfidarono il Siviglia nelle due gare di ottavi di finale. 

Il 22 febbraio 2017, gli spagnoli si imposero per 2-1. A segno Sarabia e Correa, poi Jamie Vardy. A seguire la società si mosse nel caos: Ranieri, infatti, venne esonerato dopo la sconfitta in Champions ed un campionato giocato alle soglie della zona retrocessione.

Sir Claudio, battezzato così a Leicester, salutò senza batter ciglio, restando comunque nella memoria come il condottiero dell’impresa più incredibile degli ultimi anni di calcio. 

Tre settimane dopo, ancora in Europa, è il Leicester a vincere. Morgan e Albrighton stendono il Siviglia per 2 reti a 0.  

Ai quarti di finale le urne regalano un’altra spagnola, ossia i colchoneros di Simeone. I ragazzi del nuovo tecnico Craig Shakespeare nulla possono contro la difesa ferrea dell’Atletico Madrid. Il risultato complessivo delle due gare è di 1-2. Al ritorno a segno ci va il solito Vardy ma non basta. Quella stagione si chiuderà con il 12esimo posto in classifica, confermando, se ce ne fosse stato il bisogno, ancor più il miracolo sportivo dell’anno precedente. 

Nel 2017/18 e 2018/19, il tabellone recita due noni posti in classifica. E i tifosi vedono uscire dalla rosa uno dei protagonisti della storia del club: Riyad Mahrez, ceduto a titolo definitivo al Manchester City per 67 milioni di euro. La domanda è lecita: la favola è finita?

L’anno seguente un’altra cessione sembra legittimare i cattivi pensieri dei supporters: il difensore Harry Maguire, dopo 69 partite e 5 gol, viene venduto all’altra squadra di Manchester. Lo United paga ben 93 milioni di euro per assicurarsi il gigante inglese. Il mercato in entrata, però, è assai dinamico. Arrivano Praet dalla Sampdoria per 20 milioni e Tielemans, riscattato per 45 milioni di euro.

Il Leicester si classifica quinto e Jamie Vardy è capocannoniere della Premier con 23 gol, una sola rete in meno rispetto alle 24 dell’anno magico. Tra le partite più importanti della stagione ricordiamo lo 0-9 contro il Southampton alla decima giornata, il 2-0 in casa contro l’Arsenal, il 2-1 all’Everton e il 2-2 contro il Chelsea alla 25esima di campionato. Tutto liscio come l’olio, se non che dalla 30esima giornata in poi, il Leicester conquista solo 9 punti su 27 disponibili. 

Il 26 luglio si conclude l’annata 19/20, e le Foxes si preparano al meglio per ciò che sarà del loro futuro più prossimo, l’obiettivo è sorprendere. La stagione 20/21 è la 116° nella storia del club e la 53° nella massima divisione. In più, è la settima stagione consecutiva in Premier League, FA Cup e League Cup. Sarà la loro terza apparizione in Europa League.

Il Leicester cede Ben Chilwell per 52 milioni di euro al Chelsea e acquista due volti noti della Serie A: Timothy Castagne e Cengiz Ünder. 

I biancoblu vincono la prima di campionato per 0-3 contro il West Bromwich. La formazione è schierata con 4-5-1, che vede Vardy unica punta. 13 tiri contro i 7 del WBA. Il possesso di palla del Leicester è del 64%. Dominio totale degli uomini di Brendan Rodgers. A segno proprio l’attaccante proletario, con una doppietta, e il neoacquisto Castagne.

Formazione identica nella seconda sfida di Premier tra Leicester e Burnley. L’esordio casalingo vede il risultato finale di 4-2. A siglare le reti sono Barnes, Justin e l’altro acquisto italiano Praet. Col 68% di possesso palla, Vardy e compagni controllano totalmente la gara. 621 passaggi effettuati contro i 292 del Burnley.

Infine, il match più atteso in casa Leicester City: la sfida al Manchester City di Pep Guardiola. Una partita a ritmi altissimi, che vede i Citizens avere il controllo della gioco. A nulla servono, però, i gol dell’ex Mahrez e del nuovo difensore Aké, acquistato il 5 agosto, quando il City sembrava coccolare Kalidou Koulibaly. 

A nulla serve il calore delle mura amiche, poiché il Leicester tira 7 volte e segna 5 reti. Tre rigori tutti messi a segno: tre gol di Vardy, di cui due sul dischetto, uno di Maddison, poi Tielemans all’88 dagli undici metri.

Crolla Pep Guardiola, che mai in carriera aveva subito 5 gol in una sola partita. Crollano i tifosi del Manchester City, che mai pensavano di perdere in casa clamorosamente contro quelli lì. Volano le Foxes, che sintetizzano un concetto: mai sottovalutare la squadra dei miracoli.

Il pensiero è dolce. Il Leicester ci sta provando ancora?

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