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Aspettando Dušan Vlahović

Siamo nel 2000, ultimo anno del XX secolo. È la fine del II millennio e in Italia la Lazio diventa Campione d’Italia per la seconda volta nella sua storia. La Nazionale di rugby italiana fa il suo esordio nel torneo delle Sei Nazioni e Michael Schumacher vince la corsa al Gran Premio d’Italia ed eguaglia il numero di vittorie di Senna.

In quello stesso anno, in una fredda giornata d’inverno, a Belgrado nasce un predestinato: Dušan Vlahović. Soprannominato l’Ibrahimovic serbo, il classe 2000, già in giovane età, mostra grande tecnica ed eleganza in campo, con il Fudbalski klub Zemun prima e l’OFK Belgrado poi. In patria tutti parlano bene di lui. Ivica Iliev, ex calciatore di Genoa e Messina dice: “si tratta di un attaccante bravo tecnicamente, col fiuto del gol e piazzato fisicamente. Farà strada anche lui, ve lo garantisco”.

All’età di 14 anni, Vlahović è acquistato dalle giovanili del Partizan Belgrado. La Stella Rossa, poco prima, lo scartò dopo un provino, per un rigore sbagliato. “Sarei potuto pure andare alla Stella Rossa ma mio papà non voleva. Mi hanno tolto ogni dubbio quando in una partita amichevole contro la Dinamo Zagabria sul punteggio di 1 a 1 ho sbagliato un rigore e mi hanno scartato. Ma meglio così, il mio unico desiderio era quello di giocare per il Partizan”.

L’anno successivo è promosso in prima squadra. In Super Liga gioca 13 partite, ma mai per 90 minuti. Segna però un gol e fornisce un assist. In Coppa serba, invece, trova il campo 4 volte e segna due gol, in un totale di soli 57 minuti giocati. 

Sfortunatamente per lui, la stagione successiva trova pochissimo spazio in squadra: 7 presenze, 120 minuti e 0 gol. Il serbo non ci sta, e nel febbraio del 2018 viene acquistato dalla Fiorentina.

Con la primavera viola conquista la Coppa Italia ed il titolo di capocannoniere: 6 gol in 5 partite. Il 25 settembre del 2018, all’età di 18 anni, debutta in Serie A con la prima squadra, diventando il primo 2000 della storia fiorentina. Colleziona 10 presenze nella massima serie italiana, mentre con la Primavera segna 13 gol in 14 partite. 

L’anno successivo, ossia quello della stagione 2019/20, Dušan Vlahović è il giocatore su cui puntare. Sempre in campo, colleziona 30 presenze, e alterna il suo posto da titolare con Boateng (ceduto nella sessione invernale) e Kouamé dopo gennaio. 

Segna 6 gol in Serie A, 9 compresi di Coppa Italia e U19 fiorentina. Il 10 novembre realizza i primi suoi due gol nella sconfitta per 5-2 contro il Cagliari. 

Durante tutto il calciomercato, Vlahović è stato in bilico. Il Lipsia lo voleva fortemente, e in casa Fiorentina piacevano Milik e Piatek. Il numero 9, però, ha dichiarato più volte di voler rimanere a Firenze. Rocco Commisso, con la sua dirigenza, ha deciso di puntare ancora sul serbo. Con l’arrivo di Callejon, Bonaventura e Amrabat, Dušan è nel progetto più che mai. Col sostengo di Castrovilli e Ribery, può esplodere e segnare tanti gol. Con i suoi colpi di genio, la classe sopraffina, il passo felpato e la grande velocità, riuscirà ad assicurarsi un posto da titolare? Con Kouame e Cutrone non sarà un gioco da ragazzi.

Ma vale la pena aspettare e aspettarlo, perché Dušan Vlahović è in grado di giocare sia in zone più arretrate dell’attacco, nel ruolo di seconda punta, che da centravanti puro. È abile nel dribbling, grazie al quale riesce a liberarsi spesso dalla pressione dei difensori. Ha una notevole abilità di inserimento e di controllo palla, ed il suo tiro è secco e violento. La velocità d’esecuzione, così come il tiro da fermo, fanno del serbo un calciatore completo. Le sue lunghe fanno si che, dopo aver superato un avversario o dopo aver vinto un contrasto, possa accelerare e puntare la porta, laddove i difensori non possono fare altro che guardarlo. 

Particolare è l’esultanza dopo il gol, con le dita che tappano le orecchie, come a dire: “voi parlate, io segno”.  

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