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Sicuri che il problema della Juve sia il centrocampo?

La verità è che un progetto come quello della Juvetus è difficile da criticare, eppure si è riusciti a fare anche questo. L’inizio della compagine di Andrea Pirlo è stato tutt’altro che eccitante, sia chiaro. Una dozzina di punti raccolti, 3 dei quali lasciano anche margine alle male lingue, perché ottenuti a tavolino. In Champions League pesano i tre punti persi contro il Barcellona dell’ex Miralen Pjanic. Parlando del bosniaco, c’è chi è convinto del fatto che la vecchia signora si sia terribilmente impoverita nello scambio con gli spagnoli che ha portato a Torino Arthur e che la forza complessiva del centrocampo attuale sia inferiore, così come quella della rosa in generale. Certo, pesano anche l’addio di di Emre Can e la situazione di Khedira, per non parlare di Matuidi, ma è comprensibile che pesi di più la cessione del centrocampista blaugrana.

Un azzardo dubitare

centrocampo Juve - Pirlo

Le contromisure hanno coinvolto il giovane McKennie, la conferma di Rabiot e Bentancur, oltre all’affidamento maggiore che Pirlo fa su Ramsey. Un centrocampo che numericamente e qualitativamente non sembra essere sufficiente agli occhi dei tifosi bianconeri e dei principali commentatori.

Ciononostante è quantomeno imprudente dubitare di centrocampisti col privilegio di essere allenati da un certo Andrea Pirlo. Saprà come fare. Abbiamo tutti fatto l’errore di sottovalutare un giovane allenatore ex giocatore negli ultimi anni. Prima Filippo Inzaghi (promozione col Benevento), poi Gattuso (a un passo dalla Champions col Milan), per non menzionare casi clamorosi di allenatori ormai affermati da anni come Simone Inzaghi e Zinedine Zidane. La squadra da battere resta la Juventus. I nomi riportati sopra, con l’eccezione dell’acerbo McKennie (forse), sono di livello internazionale e con una qualità tecnica individuale che permetterebbe loro di giocare ovunque.

Centrocampo: la conta dei presenti

Arthur arriverà. Ora gioca, fa il suo, esce con la sufficienza e non sfigura. Ma presto, ricordate queste parole, si scatenerà: ne vedremo delle belle. Con la maglia del Barcellona ha totalizzato 72 presenze, con una Liga e una Supercoppa all’attivo, in Nazionale ha vinto una Copa America ed è titolare indiscusso, nella squadra in cui è cresciuto (il Gremio) ha alzato una Libertadores. Non parliamo di uno sprovveduto.

Adrien Rabiot è uno dei personaggi calcistici più particolari, scostanti e talentuosi del panorama mondiale. Tutti coloro che tifano Milan ricordano molto bene che, se vuole ed è in serata, si trascina dietro tutta la squadra avversaria e segna. Ha 25 anni ma è già un veterano del centrocampo, parlano i numeri: circa 300 presenze da professionista tra PSG, Juve e Francia, 19 trofei vinti sotto la Tour Eiffel e uno scudetto al primo colpo. Con Pirlo dalla sua ha la chance di trovare costanza di rendimento e la sua definitiva consacrazione.

Bentancur è un classe ‘97. Ha fatto dei passi da gigante veramente complicati per chi arriva dal Sud America. Ci ha messo meno di quattro anni a prendersi la Juve, così come aveva fatto in precedenza col Boca e con la Selección uruguaiana.

Aaron Ramsey è finalmente tornato centrale nel progetto e, infortuni permettendo, sarà decisivo; non tanto per il suo apporto di gol e assist, ma per la sua leadership innata maturata negli anni all’Arsenal (10, 369 presenze, 64 reti) e con la nazionale gallese (con la quale ha conquistato una storica semifinale ad Euro2016).

I guai (se ci sono) sono altrove

centrocampo Juve - Dybala

I problemi non sono certamente in mezzo al campo, dove c’è bisogno solo di rodaggio e di intesa tra giocatori che non si trovano ancora bene tra di loro. Né tantomeno il problema è Pirlo, allenatore valido come qualsiasi altro con la semplice necessità di avere una stagione su cui essere giudicato e non certo 10 partite. Semmai i guai sono nella testa di alcuni elementi, come Paulo Dybala, beniamino bianconero con scarsa concentrazione nell’ultimo periodo. Per lui vale il discorso generale bianconero: le gambe ci sono, forse manca la testa al momento. La Juve ha bisogno di lui ed è anche lui.

Si parla di una Cristiano Ronaldo dipendenza. Vorrei vedere. Perché non può essere così? Perché non ci dovrebbe essere differenza tra avere in campo o meno il miglior giocatore del mondo? È fisiologico. Lui di certo non si ferma e le vuole giocare tutte. In Serie A ha già segnato già 5 gol, con 3 presenze all’attivo.

Tutte queste considerazioni al netto del fatto che la Juve ha fatto giusto un paio di acquisti per il centrocampo (anche se su un altro piano) che tutti sembrano dimenticare: Federico Chiesa e Dejan Kulusevski. L’ex viola appena superato l’impatto del nuovo ambiente, tornerà devastante, Pirlo ha già dimostrato di volerci puntare e lui ha già confezionato 3 assist. Il classe 2000 non ha bisogno di parole: sembra essere a Torino da dieci anni. Ha già realizzato 2 gol e 1 assist, con il mirino puntato per superare i 10 gol e i 9 assist dello scorso anno che gli sono valsi il bianconero. La Juve è in ottime mani. E’ semplicemente arrivato il momento, dopo 10 anni, di ripartire con meno certezze immediate, ma il livello è sempre altissimo e certamente non basteranno un periodo buono del Milan e un Napoli in forma per contrastare l’egemonia bianconera: ci vorrà ben altro. Anche in Europa.

centrocampo Juve- squadra

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