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Il Covid ha cambiato le vette d’Europa

12 giornate in Belgio, 10 in Francia, 9 in Spagna, 8 in Inghilterra e in Olanda ma anche in Turchia e Danimarca, 7 in Italia, Germania e Portogallo. Oramai i principali campionati europei sono entrati nel vivo con tutte le difficoltà legate al Covid. La prima cosa che salta agli occhi sono le tantissime new entry in vetta alle classifiche. 

Tantissime, non tutte, perché in Francia e in Germania, il Psg e il Bayern comandano come ogni anno: i parigini hanno iniziato con due ko iniziali anche per colpa dei tanti positivi, vincendo poi le altre 8, i tedeschi dopo le 4 sberle subite dall’Hoffenheim alla seconda giornata, hanno ripreso la marcia vincendo le ultime 5, tra cui la trasferta contro la diretta concorrente, il Dortmund.

Differente il discorso negli altri 8 top campionati, andiamo ad analizzarli uno ad uno. 

Serie A completamente capovolta

L’anno scorso le prime 4 erano Juve, Inter, Atalanta e Lazio, quest’anno in vetta ci sono Milan, Sassuolo, Napoli e Roma. Completamente capovolta quindi la griglia delle prime posizioni. 

In Inghilterra non ci sono padroni

La Premier è il miglior torneo continentale, basti pensare alla favola Leicester, esempio più unico che raro. O che il Liverpool ha trionfato dopo 30 anni di astinenza. Oppure che nelle ultime 8 stagioni hanno vinto 5 squadre differenti. Quest’anno comanda il Leicester, virtualmente insieme all’Aston Villa, a -3 con una gara in meno. Ma oltre il Liverpool, inseguono Tottenham e Southampton, e anche l’Everton stava dicendo la sua. Arsenal, City e United? Nella parte destra della classifica. 

In Spagna “revolución” totale

Il Real è 4°, il Barca addirittura 8°, ma non comanda nemmeno l’Atletico Madrid, terzo, né il Siviglia, 12°.
In vetta c’è la Real Sociedad, con 2 punti sul Villareal. Ed in zona Champions ci sono Granada e Cadiz. 

In Portogallo forse “um bom ano” per lo Sporting

Porto e Benfica si sono “divisi” gli ultimi 18 scudetti, precisamente 11 a 7. Ma in era Covid comanda lo Sporting Lisbona che lo vinse nel 2002. E la prima inseguitrice è lo Sporting Braga. Bello no? 

In Olanda le speranze del Vitesse

L’Ajax è in vetta, certo. 7 vittorie, tra cui un 13-0 contro il Venlo, più la sconfitta con il Groningen. Ma a pari punti con il Vitesse Arnhem, che nella sua storia è arrivato 6 volte al secondo posto senza mai cucirsi sul petto lo scudetto. Ed al ritorno lo scontro diretto si giocherà in casa del Vitesse. 

Belgio: sorpresona Charleroi

I cugini dei Paesi Bassi hanno iniziato il campionato ad agosto e quindi sono avanti. In vetta della classifica troviamo la sorpresona Charleroi, terza lo scorso anno e seconda nel 1969, poi stop. Nemmeno una Coppa Nazionale in bacheca. A pari punti col Brugge, certo, ma con una gara da recuperare. Da segnalare 7 squadre in 2 punti (Beerschot, Genk, Standard Liegi, Anversa e Anderlecht), un equilibrio pazzesco. 

You say Turkey you say new entry

In Turchia l’anno scorso l’Istanbul Basaksehir ha interrotto un dominio decennale delle solite tre, ovvero Galatasaray (5 titoli dal 2010), Fenerbahce (2) e Besiktas (2). Quest’anno in vetta ci sta un’altra new entry, come l’Alanyaspor, club fondato nel 1948 da un medico ed un gruppo di giovani, diventato professionistico solo nel 1966 dopo 3 cambi di colori sociali (biancoblu, poi biancorosso, infine arancione-verde). È approdato per la prima volta in A nel 2016 e sta provando a bruciare le tappe. 

Danimarca: Sonderyske? 

Midtiyllan e Copenaghen hanno vinto 3 volte a testa negli ultimi 6 anni, ma quest’anno sono rispettivamente 2° addirittura quartultimo. Comanda Sonderyske, che ha vinto la Coppa di Lega in estate, ma che in campionato, eccetto il secondo posto nel 2016, non è mai salito sul podio, partecipando solo una volta alle coppe europee. 

Certo, il cammino per tutte queste “sorprese” è ancora lungo, ma siamo sicuri che molte continueranno a lottare per lo scudetto. Siamo in era Covid e tutto può succedere.

In collaborazione con Il Punto Brillante

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