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Missione Suso: continuità e consacrazione

Jesús Joaquín Fernández Sáenz de la Torre, al secolo Suso. Professione ala destra, nato il 19 novembre 1993. Ventisette anni di velocità, dribbling e, all’occorrenza, gol e assist. Suso è stato uno dei giocatori più prolifici del Milan dell’ultimo decennio. Con la maglia rossonera ha messo a segno 24 gol e servito 36 assist in 153 presenze.  In Italia, anche i tifosi del Genoa hanno avuto modo di godere del talento dell’attaccante originario di Cadice. Il suo rapporto con il Grifone (e la vicinanza con un maestro come Gian Piero Gasperini) lo ha aiutato a sbloccarsi definitivamente e a diventare l’uomo decisivo che è oggi.

Suso: uomo decisivo in Italia

Il Milan se ne è privato lo scorso gennaio, cedendolo in prestito con obbligo di riscatto al Siviglia. La sua partenza è stata molto discussa, per via del suo apporto alla causa rossonera, ma di fatto indolore per l’esplosione, tra gli altri, di Samu Castillejo e Saelemaekers. I tifosi del Milan lo hanno criticato praticamente per tutta la sua permanenza a Milano, ribadendo nuovamente la centralità, nel male, del “popolo” rossonero alla base delle scelte della dirigenza.

Eppure Jesùs Suso, insieme a profili come Giacomo Bonaventura, ha trascinato il Diavolo nelle ultime stagioni, arrivando anche vicinissimo alla qualificazione in Champions League e portando a casa una Supercoppa Italiana. Tutto questo non è bastato affinché la società lo confermasse e pazientasse durante un suo periodo non proprio brillante.

Una nuova avventura: Siviglia

Ecco che Suso ha fatto fagotto e ha preso parte da protagonista alla cavalcata incredibile del Siviglia di Lopetegui fino alla conquista dell’Europa League. Con la maglia biancorossa ha collezionato 30 presenze, finora, distribuite su 5 trofei, segnando 2 reti e realizzando un assist. Il suo rendimento dell’inizio stagione 2020/2021 è in calo, ma in linea con il momento non proprio positivo del Siviglia nella Liga spagnola.

In ogni caso, la sensazione è che nella sua Spagna, Jesùs Suso sia di nuovo sereno, che l’ambiente lo aiuti a liberare la mente e a lavorare per il gruppo. La sua seconda vita spagnola (dopo quella con l’Almeria nella stagione 2013/2014) è stata anche arricchita dalla nascita della sua secondogenita.

Ma per essere un top player ha ancora tanta strada da fare.

Manca ancora qualcosa

Probabilmente è una ruolo nella Roja di Luis Enrique, è responsabilità. La selezione spagnola sta attraversando un momento di grande freschezza di idee e di uomini ed è un ambiente con una mentalità che fa crescere ogni membro del gruppo squadra. Suso ha preso parte poche volte alle competizioni con la nazionale maggiore, con sole 5 presenze all’attivo (mentre vanta un buon numero di apparizioni con le nazionali giovanili). In quelle circostanze il selezionatore iberico era lo stesso Lopetegui, ma ora l’ex Milan e Liverpool dovrà fare del suo meglio per convincere l’attuale CT che la sua esperienza e la sua frizzantezza possono essere proprio la ciliegina su una torta che sembra quasi perfetta.

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