was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

Noi che avevamo creduto in Edu Vargas

Noi che avevamo creduto in Edu Vargas abbiamo dovuto guardare in faccia alla realtà. Noi che avevamo creduto agli Dei dell’Olimpo abbiamo dovuto fare un passo indietro e constatare che i fatti non corrispondevano a quanto predetto.

Già, perché per la prima volta siamo stati messi davvero in difficoltà. Un talento cristallino, osannato in sud America, mai esploso in Europa. Era un freddo dicembre del 2011 quando Aurelio De Laurentiis, l’ingombrante presidente della SSC Napoli, annunciò ai tifosi partenopei di aver battuto la concorrenza di Chelsea e Liverpool nella corsa all’attaccante, all’epoca tra le fila dell’Universidad de Chile. Il 22enne cileno, all’epoca trascinatore della Nazionale di Jorge Sampaoli, approdò sotto l’ombra del Vesuvio con enormi aspettative da attendere. Così non fu. Non a caso, infatti, i napoletani lo ricorderanno come uno dei più grandi flop dell’era moderna targata ADL. Con il club cileno collezionò ben 30 reti e 14 assist. Le 76 presenze di allora lo avevano reso Vargas il secondo miglior giocatore sudamericano, alle spalle di un fenomeno come Neymar e davanti a un giocatore molto rispettato come Ganso.

Insomma, De Laurentiis era più che convinto di aver acquistato un fenomeno. Tutto sbagliato. La sua esperienza a Napoli durò una sola stagione: del nuovo Lavezzi non vi fu traccia ed i 12 milioni di euro versati nelle casse dei cileni si rivelarono un investimento più che fallimentare. Ventotto presenze in azzurro e tre reti, tra l’altro, tutte in una sola notte, quella che fece pensare a tutti che il calciatore avesse finalmente dato una sterzata decisiva alla propria carriera azzurra. Incantò contro contro l’AIK all’esordio in Europa League. Poi il nulla, solo un enorme baratro che costrinse il Napoli a cederlo in prestito: Gremio, Valencia e QPR, prima di finire a titolo definitivo all’Hoffenheim nel 2017.

Il girovagare europeo confermò che il problema non fosse Napoli, non fosse il rapporto mai sbocciato con Walter Mazzarri. Il problema era davvero Edu Vargas, erano davvero le grandi aspettative sul suo conto ad essere malsane. Tre prestiti mediocri, senza particolari risultati che avessero quantomeno fatto intravedere il calciatore visto in Cile. Insomma, un fantasma nei club, un fenomeno in patria. Ma come è possibile? Mai nessuno sarà in grado di rispondere. Nemmeno oggi è possibile comprendere come club europei blasonati abbiano preso una cantonata del genere.

Anche in Bundesliga la sua esperienza fu fallimentare. Proprio per questo, nel gennaio del 2017 ricomincia a viaggiare. Si accasa al Tigres UANL, in Messico: 120 presenze e 29 gol in un triennio. Anche qui, nulla di eccellente.

Valigia sempre pronta, o quasi. Basta Messico, si parte alla volta del Brasile: direzione Atletico Mineiro, formazione brasiliana in lotta per la conquista del campionato. Provate ad indovinare chi è l’attuale allenatore dei brasiliani. Esatto, proprio Jorge Sampaoli. Uno che in lui ci ha creduto.

Proprio come noi. Che però ci siam ritrovati tra le mani un pugno di mosche.

Lascia un commento