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Young but gold, il calcio inglese ha l’oro in bocca

Lo sviluppo del calcio inglese negli ultimi anni è rilevante e legato al proseguo di azioni messe in atto negli anni precedenti, e che oggi fruttano le tuonanti prestazioni dei Tre Leoni.
Eppure la Premier ha avuto sempre un occhio di riguardo verso i big internazionali, preferendoli troppo spesso ai prodotti locali di belle speranze, che pur emergendo hanno costituito tante volte solo le risorse minori dei club.

Le fughe dei talenti verso la Bundesliga sono un esempio recente: si compra fuori, e si perde ciò che già si ha dentro.

Ma qualcosa sta cambiando

Il vento sembra, però, girare oltremanica. Il football inglese è in netto miglioramento per quanta riguarda la cura dei propri ragazzi. C’è maggiore fiducia nei giovani e gli investimenti sui stranieri stanno subendo una brutta frenata, anche causa Covid il quale ha riportato in auge le politiche del passato, sicuramente più trionfali per i settori giovanili.

Tanti club stanno seguendo la stessa e nuova direttiva e ciò ha già portato i primi frutti, come la crescita della quotazione di molti prospetti di belle speranze.
Inoltre anche i crack purtroppo emigrati, si stanno rivelando comunque proficui per il movimento. Ma la nascita di fenomeni non è dovuta al case, bensì dalla loro cura sin dalla piccola età mediante strutture e tecnici all’avanguardia.

Andiamo ad analizzare i migliori talenti inglesi in circolazioni per fornirvi un’idea dell’ampio bagaglio dal quale il calcio inglese sta attingendo e potrà attingere sempre di più in futuro:

Portieri:

Tra i pali eccelle la figura di Dean Henderson, portiere di scuola United esploso in prestito allo Sheffield United, dove si sta confermando elemento chiave della meravigliosa stagione del club neopromosso.
Nonostante gli estremi difensori non siano storicamente il fiore all’occhiello della scuola inglese , recentemente è evidente una crescita maggiore: Aaron Ramsdale, Bournemouth, è almeno il secondo candidato alla porta della Nazionale dei Tre Leoni del futuro.
Non siamo ancora arrivati ad un quadro molto competitivo se rapportato con l’estero, ma il trend è positivo.

Difensori:

I difensori sono sempre stati un anello debole del  “made in England”, ma stiamo scoprendo una generazione interessante che fa da eccezione.
Joe Gomez è stabilmente il compagno di reparto di Van Dijk al Liverpool. I Reds, inoltre, hanno rinunciato a rafforzare il reparto arretrato, permettendo al classe ’97 di trovare continuità e al 19enne Rhys Williams, di cominciare ad emergere. Di Williams segnaliamo un esordio in Champions da favola.
Fikayo Tomori è stata la scoperta di Lampard, e nonostante una folta concorrenza si sta ritagliando i suoi spazi tra i blues. Centrale fisico, abile di testa e in marcatura, stranamente ricorda il suo compagno Rudiger.
Ben Godfrey, dopo l’exploit con Norwich, si sta giocando le sue chance all’Everton, che lo ha pagato 28 milioni di sterline.
Sulle fasce due gunners, Bukayo Saka e Ainsley Maitland-Niles, e i vari Lamptey, Chilwell e Justin.

Centrocampisti:

Gerrard, Beckham, Lampard, Scholes. Questi nomi hanno fatto gli ultimi 20 anni della storia della Nazionale. Difficile trovare degli eredi, ma tecnica e profili moderni non mancano.
Su tutti Phil Foden pare desginato a diventare una stella a livello internazionale, già pupillo di Guardiola ed inamovibile al Manchester City.
Declan Rice, in mediana, è oramai una realtà al West Ham, è ha doti da equilibratore molto apprezzate da Southgate. Mason Mount, invece, è un jolly offensivo, assai duttile e abile a lavorare la palla, che fa impazzire Lampard. Ha chiudere la carrellata centrale Jude Bellingham, una scoperta più recente, che attualmente milita nel Bvb. Ha soli diciassette anni e ha già debuttato in Nazionale maggiore, può bastare?

Attaccanti:

In avanti si respira aria di rinnovamento: il ricambio generazionale è già avvenuto con una rapidità senza precedenti.
Marcus Rashford non è più un nome per pochi, ma il classico ragazzo che riesce a svariare sul tutto il fronte offensivo. A differenza dei coetanei è completo, sa fare tutto, e possiede un passo invidiabile.
Tammy Abraham ha conquistato i Blues, costringendo un certo Werner ad allargarsi per lasciargli spazio. Jadon Sancho è già una delle ali più forti al mondo, discontinuo ma capace di giocate strepitose.
Calwert-Lewin, poi, e Greenwood, già in doppia cifra la scorsa annata, completano una batteria pirotecnica, costituita da elementi di prima qualità.

Young but gold, il calcio inglese ha l’oro in bocca

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