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Juric e Gasperini: profeti del calcio moderno

Il calcio, quello vero, è fatto delle storie di grandi uomini. Uomini che ci fanno emozionare, gridare e molto spesso soffrire. Immagino che una delle sofferenze più grandi, sportivamente parlando, sia quella di un allenatore. Quella impotenza mista al totale controllo che contraddistingue uno dei mestieri più complicati che ci siano. Un allenatore prende le decisioni e paga le conseguenze, senza poter incidere davvero. Certo può dare indicazioni e fare cambi, ma la cruda verità è che in campo ci vanno gli altri. È una sofferenza che quando diventa stoica e concentrata regala delle storie veramente entusiasmanti. Oggi cerchiamo raccontarvi quelle di Ivan Juric e Gian Piero Gasperini.

Juric e Gasperini: due storie dense di calcio

Atalanta 2

Juric e Gasperini

Sono due allenatori che al momento sembrano avere ben poco in comune. Uno gioca per far uscire il suo Hellas da una condizione di medio piccola, l’altro accompagna la sua Dea in un percorso che ha annusato i quarti di finale di Champions e lo scudetto. Eppure, sono due profili estremamente simili e che hanno dato e ancora daranno tanto al calcio italiano. Juric e Gasperini vengono entrambi da una movimentata carriera da calciatori. Juric ricorderà per sempre l’annata ’94/’95, quando col suo Hajduk Spalato ha conquistato Campionato, Coppa e Supercoppa croata, mentre Gasperini ha preso parte, anche se non da protagonista, allo scudetto e alla Coppa Uefa della Juventus della stagione ’76/’77. Poi entrambi con esperienze difficili ed intense, che sicuramente si svolgono in Italia, per Gasperini è l’avventura pescarese con la fascia da capitano, mentre Juric lasci il segno a modo suo tra Crotone e Genoa.

Rosso e blu e nero: colori comuni

Le due piazze rossoblù hanno avuto il privilegio di viverli entrambi nella loro carriera da allenatori. Si sono anche incrociati, in quel via vai di panchine che è stato il Genoa dell’ultimo decennio. Infatti, Juric eredita il Genoa di Gasperini nel 2016, mentre il Gasp parte alla volta dell’avventura che gli auguriamo possa essere quella della vita alla guida dell’Atalanta. Entrambi giocano con la difesa a tre e prediligono, in un modo o nell’altro l’utilizzo di un trequartista alle spalle di due punte. 3-4-2-1, è il modulo che li sta accompagnando anche all’inizio di questa stagione così particolare ed emozionante. I due hanno anche avuto modo di lavorare insieme anche nella non felicissima esperienza di Gasperini sulla panchina dell’Inter.

La stagione della vera svolta

L'Hellas Verona di Juric

La stagione  più rilevante è per entrambi la 2019/2020. L’Atalanta ha addosso la maglia da provinciale che sorprende tutti, ma Gasperini non ci sta, la sua Dea non è una sorpresa, non è una meteora: è una certezza. Infatti, riconferma il piazzamento in campionato e centra il risultato storico dei quarti di finale di Champions. Juric ha ricevuto le redini dell’Hellas Verona neopromosso, è abituato a questo genere di sfide, ma questa volta sembra che ci sia qualcosa di diverso. A Verona trova una atmosfera diversa e giocatori che riescono ad interpretare perfettamente il suo gioco ultra-offensivo ed aggressivo. Il suo Verona meriterebbe l’Europa League, ma la sua strada è interrotta dal Covid e dalla cavalcata del Milan guidata da un certo Zlatan Ibrahimovic.

Atalanta

Un campionato iniziato a rilento

Quest’anno provano entrambi a ripetere le stesse buone prestazioni, cercando di solidificare la posizione delle loro compagini. Entrambi hanno anche dovuto cambiare qualcosa nelle loro rose, più il croato, che ha perso pedine importanti come Ambrabat, Rahmani e Pessina, tornato proprio alla corte di mister Gasperini. Il tecnico di Grugliasco sta, invece, pagando una difficoltà di alcuni suoi giocatori ad ingranare, come Pasalic che sembra ancora una brutta copia del top player visto nelle ultime stagioni e Josiph Ilicic, il quale si sta riprendendo, ma che ha ancora addosso le cicatrici di una estate non esattamente semplice.

Juric e Gasperini: scoprono e revitalizzano

Entrambi, però, mettono in campo, per compensare le difficoltà, il loro marchio di fabbrica: revitalizzare e scoprire. Sì, perché se pensiamo a dove si trovavano anche solo cinque anni fa i giocatori determinanti della rosa atalantina sembra quasi uno scherzo; Zapata faticava a trovare spazio, Pasalic era un semplice ex-Milan, per non parlare di Muriel e Ilicic, buoni giocatori, ma ancora senza quella vera consacrazione che hanno trovato a Bergamo. A tutto questo va aggiunta la capacità di scoprire talenti esplosivi, come Gosens e Hateboer, oltre alla definitiva consacrazione del Papu Gomez.

Lo stesso dicasi per Juric e il suo Hellas, con giocatori come Lazovic e Veloso che sono stati revitalizzati e resi perfettamente funzionali al suo gioco. Nella ultima annata la scuola Juric ha anche prodotto eccellenze come Silvestri, Faraoni e Zaccagni, oltre ai già menzionati Amrabat e Rrhamani. L’abitudine di rilanciare i giocatori sta continuando in questa stagione con profili come Benassi e Kalinic, che gli scaligeri sperano possano tornare decisivi nel massimo campionato.

Una sfida dal grande fascino

Juric e Gasperini oggi si affrontano in un match dal fascino incredibile, come uno spot per ricordare a tutti che il duro lavoro paga sempre, non importa come si chiami la tua squadra. Lo scorso anno i due confronti in campionato videro prevalere 3-2 l’Atalanta nel girone di andata, mentre ci fu equilibrio al ritorno, con un 1-1 che in qualche modo condizionò la corsa scudetto dei bergamaschi. La sfida sarà ardua, ma qualunque cosa succeda in campo, i due tecnici hanno già lasciato il segno nelle rispettive società. Mancano ancora dei riconoscimenti in termini di trofei per queste squadre, i due allenatori hanno già avuto la loro dose, con Juric che si è aggiudicato la panchina di argento e Gasperini quella d’oro e in lizza con i 5 migliori allenatori d’Euopa. L’Hellas studia da Atalanta, la Dea studia con le grandi di Europa, chi la spunterà?

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