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È stato un onore Stadio San Paolo

Lo stadio San Paolo cambia nome, ma non identità. Si chiamerà stadio Diego Armando Maradona, per volere degli dei e dei napoletani. Esattamente sessantuno anni dopo la sua inaugurazione, arriva l’ufficialità da parte del Comune di Napoli e della Prefettura.

Ci aveva pensato Napoli, subito si sono fatte trovare pronte le autorità. Lo stadio San Paolo cambia nome, ma resta baluardo di napoletanità. Un impianto popolare, dei cittadini. Napoli l’ha voluto per omaggiare e ricordare per sempre Diego Armando Maradona, scomparso pochi giorni fa.

La storia dell’impianto è strettamente collegata al secondo conflitto mondiale. Con i bombardamenti subiti dallo stadio Partenopeo nel 1942, la squadra di calcio della città si trasferì al Vomero, ma la ridotta capienza degli spalti rese necessaria la costruzione di un nuovo impianto. Sotto l’egemonia di Achille Lauro fu presentato il progetto ed il plastico del nuovo impianto che avrebbe accolto le partite casalinghe della squadra azzurra. Lo stadio San Paolo si animò, ufficialmente, nel 1959. L’inaugurazione il 6 dicembre, in una gara tra il Napoli e la Juventus, vinta per 2-1 dai campani. Quante ne ha viste da allora l’impianto di Fuorigrotta, perfettamente integrato con l’intero apparato cittadino. In pieno centro città, tra i tifosi e per i tifosi. Capace di accogliere ben novantamila spettatori in piedi, circa il doppio di quelli che ad oggi possono godere delle sedute dell’impianto.

In realtà, a dirla tutta, l’iniziale denominazione era stadio del Sole. Cambiò nome solo qualche anno dopo, nel 1963, quando Paolo di Tarso, scrittore e teologo cristiano, raggiunse proprio Fuorigrotta. Da allora, numerosissimi eventi hanno segnato la storia di uno degli stadi più vivi del sud Italia. Uno su tutti, il Campionato del Mondo del 1990, che permise di riqualificare l’impianto, andato, negli anni, in decadenza a causa di alcuni limiti strutturali. Italia ’90 permise allo stadio di Napoli di avere una copertura e della nuova tribuna stampa, due ascensori di collegamento con la tribuna stampa, una struttura sopraelevata rispetto alla tribuna denominata Dirigibile destinata a ospitare telecronisti e regie televisive, la ristrutturazione dell’edificio adiacente la tribuna, l’installazione dei seggiolini in tutti i settori dello stadio, l’ammodernamento della pista di atletica e dell’impianto di illuminazione.

E ancora l’installazione di due display fissati alla balaustra in luogo del tabellone luminoso, il rifacimento degli ingressi, la costruzione di un parcheggio multipiano sotterraneo e l’adeguamento alle norme di sicurezza richieste dalla FIFA. Insomma, una profonda ristrutturazione generale che cambiò volto all’impianto.

I lavori, però, evidentemente frettolosi, furono conclusi solo un anno dopo la manifestazione, nel 1991. Già nel 1995 furono diversi i limiti ed i problemi strutturali che portarono, inevitabilmente, alla mancata agibilità della struttura. Dopo diverse querelle tra la società ed il Comune di Napoli, proprietario dell’impianto, col passare degli anni la collaborazione di Aurelio De Laurentiis, attuale capo della società calcistica, ha permesso un allineamento alle rigide regole europee. Napoli ha, finalmente, uno stadio degno di essere considerato tale (o quasi, ndr).

L’ultima svolta risale al 26 novembre scorso, all’indomani della scomparsa di Diego Armando Maradona. Via il nome di un santo, lo stadio sarà intitolato proprio all’uomo che più si è avvicinato, negli anni, alle divinità. Non è blasfemia, è senso di appartenenza. Napoli, con l’arrivo di Diego in città, si è unita e l’ha mostrato, ancora una volta con la scomparsa del numero 10 più forte di tutti i tempi. Napoli ha chiesto a gran voce che l’impianto cambiasse denominazione. Il sindaco Luigi de Magistris ha subito accolto le istanze della tifoseria, bypassando il normale iter burocratico che avrebbe chiesto di attendere almeno dieci anni. E così, i napoletani, da ieri, avranno un nuovo tempio dove celebrare il proprio culto.

Con una delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, lo Stadio di Napoli è stato intitolato a Diego Armando Maradona.

Anche la Prefettura ha dato il via libera: “Il prefetto di Napoli Marco Valentini, vista la richiesta del Comune e valutata la possibilità di concedere la deroga prevista dall’art.4 della legge n.1988/1927, ha autorizzato il Comune ad intitolare il San Paolo a Diego Armando Maradona, con la denominazione “Stadio Diego Armando Maradona”.

“Al più grande calciatore di tutti i tempi che con il suo immenso talento e la sua magia ha onorato per 7 anni la maglia del Napoli, regalandole i due scudetti e altre coppe prestigiose e ricevendo in cambio dalla città amore eterno”.

Napoli a Diego, Diego a Napoli. Che il nuovo stadio Maradona resti del popolo.

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