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Amon Scout: occhi su Vignato e Rüegg

Ogni anno, in Serie A, emergono nuovi talenti. C’è chi mostra sin da subito il proprio valore, come Gianluigi Donnarumma e chi invece ha bisogno di più tempo: un esempio è Zielinski. Il portierone del Milan alla prima partita da titolare (a soli 16 anni!) ha colto l’opportunità dimostrando le sue grandi doti, stupendo tutti gli appassionati di calcio, tranne Sinisa Mihajlovic, che in una recente e scherzosa intervista post gara ha affermato: “Maledetto chi lo ha fatto esordire in Serie A”. 

Piotr Zielinski, oggi jolly del centrocampo del Napoli, ha bagnato la sua carriera in Serie A nel 2012 con la maglia dell’Udinese. Pur mostrando sprazzi di pura genialità, il calciatore difficilmente partiva titolare. Dopo l’esperienza ad Empoli, Sarri lo porta a Napoli permettendogli di consacrarsi come uno dei talenti più puri del campionato nostrano. Il calciatore era corteggiato anche dal Liverpool, oggi sappiamo perché.

Ci sono poi quei ragazzi che, dopo una stagione al top, altalenano un’intera carriera di alti e bassi. L’esempio lampante è Alberto Paloschi. Considerato uno dei più grandi potenziali talenti, il bresciano non ha mai avuto grande impatto in Serie A. Segnò alla sua prima col Milan di Carlo Ancelotti subentrando al 63’ e risolvendo la complicata partita di campionato contro il Siena. La promessa Paloschi è rimasta però tale, ora ha 30 anni e milita nella SPAL in Serie B: per lui 12 presenze e 3 gol.

Ma ad oggi chi sono le promesse della Serie A? Inutile parlare dei vari Zaniolo, Leao e Tonali. È interessante soffermarsi, invece, su giovani che non hanno ancora mostrato a pieno le proprie potenzialità.

Emanuel Vignato, ala destra del Bologna (classe 2000)

Il primo gioiellino è Emanuel Vignato, ala destra del Bologna, classe 2000. Acquistato dal Chievo Verona in questa stagione, Vignato debutta con i rossoblù il 21 settembre del 2020. Segna il suo primo gol in Serie A a dicembre nella sfida persa contro l’Inter. 

L’esterno è un tuttofare del reparto offensivo. Quest’anno, nelle 13 gare di Serie A (più le 2 di Coppa Italia), ricopre ben 5 ruoli: esterno d’attacco destro e sinistro, trequartista, centrocampista centrale e centrocampista laterale destro. Ciò dimostra le sue grandi doti tecniche e una duttilità al di fuori del comune. Il ragazzo è agile, veloce, ed abile nel dribbling, inoltre, ha confidenza col gol: nei soli 567′ minuti avuti ha disposizione (circa 6 partite complessive) ha già messo a referto 2 gol e 2 assist.

Nelle giovanili del Chievo, indossava la maglia numero 10. La sua forza fisica e la grande visione di gioco, hanno fatto sì che alcuni esperti lo accostassero ad Alessandro Del Piero. Il paragone è sicuramente prematuro, ma Mihajlovic, che ha il grande merito di aver fatto esordire in campionato l’attuale portiere della nazionale italiana, crede fortemente in lui, non resta che dargli fiducia. Tutti i fari sono puntati sul ventenne!

Kevin Rüegg, terzino destro dell’Hellas Verona (classe 1998)

Sulla stessa fascia, ma nel reparto difensivo, uno dei calciatori più interessanti di questa Serie A è Kevin Rüegg. Acquistato quest’anno dal Verona, lo svizzero classe ’98 conta solo 4 presenze in campionato, più una in Coppa Italia. Il suo cartellino si aggira attorno ai 5 milioni. È vero che si sente parlar poco di lui, ma pur giocando poco (solo 190′ minuti in stagione), ha dimostrato grande classe, ed ha fornito anche un assist nella sconfitta contro la Samp, quando fu schierato in una zona di campo un po’ più avanzata. 

Seppur il suo piede preferito è il destro, ama rientrare per cercare di imbucare la palla negli spazi, o per puntare l’uomo e sfruttare la sua dote più importante: la velocità. Ha grande prestanza fisica ed è molto forte nei contrasti. Con un allenatore come Juric, che punta molto sui giovani, Rüegg può solo migliorare. Chissà che non lo vedremo titolare più spesso. Il suo mito è Ricardo Rodriguez del Torino, anch’egli svizzero, ma noi azzardiamo che possa guardare molto più lontano.

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