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Il Messias si è fermato a Crotone

“Devi venire a vederlo, Junior Messias è un fenomeno”. Così Ezio Rossi, vecchia bandiera del Torino, non ci pensò due volte. Via di corsa alla gara dello Sport Warique, squadra di peruviani militante nel campionato UISP di Torino. Ma valeva così tanto la pena andare a vedere la partita di una squadra di rifugiati?

Un ragazzo umile, riso e sassi

Era il lontano 2013, quando il calcio italiano scopriva un attaccante ai tempi disoccupato. Messias era un ragazzo umile, senza lavoro, con la passione per il pallone. Nonostante le difficoltà della vita, però, c’era una sola cosa alla quale proprio non poteva rinunciare. Ogni settimana, infatti, era tra i più puntuali ad arrivare al campo: l’allora ventenne brasiliano giocava a calcio in cambio solo di un lavoro come trasportatore di elettrodomestici. Era questo l’unico modo per mandare avanti la famiglia. E, al diavolo il permesso di soggiorno, a lui interessava solo andare avanti e riuscire a tirare su figlio e moglie.

Messias si è preso cura di tutti, prima di prendersi cura di se stesso. “Ho mangiato riso e sassi per giocare, non ne vale più la pena, devo guardare in faccia la realtà”, aveva confessato.

Se potessi avere 1500 euro al mese

Ma poi qualcosa è cambiato. Il tempo con lui è stato galantuomo. Il primo contratto da 1500 euro al mese arrivò proprio grazie ad Ezio Rossi. Era il 2015, quando il Casale decise di concedergli un’opportunità. Uno stipendio umile, niente male per un giovane ragazzo che fino a qualche anno prima tirava a campare. Fece bene. Anzi, decisamente bene. Le sue giocate impressionarono così tanto che l’anno successivo firmò in Serie D con il Chieri. Anche con il club piemontese mise in mostra tutte le sue qualità, ma dopo una stagione esaltante, condita da quattordici gol in trentatré presenze, qualcosa andò storto.

Il sogno di riscatto di Messias stava per scontrarsi con la dura realtà del calcio provinciale, fatta di tantissimi bassi e pochi momenti esaltanti. Il mancato trasferimento in Serie B, alla Pro Vercelli, gli fece perdere ogni speranza, ma il Gozzano gli concesse l’ennesima opportunità di riscatto. Due anni e soli otto gol.

Il segno divino

Nonostante ciò, il segno divino arrivò. Il Crotone lo chiama per giocare in Serie B nel 2019. Le giocate del mancino brasiliano giungono puntuali: Messias è tra i trascinatori della cavalcata dei pitagorici verso la Serie A. Dopo anni di sconfitte personali, da umile operaio, Junior arriva finalmente in massima serie.

Debutta a settembre 2020; ad ottobre è già nella lista dei marcatori dei calabresi; a dicembre segna la sua prima doppietta in massima categoria nella vittoria contro lo Spezia; dieci giorni dopo si ripete nella vittoria contro il Parma.

In tutti questi anni, Junior Messias è cresciuto. Il ragazzo di Belo Horizonte è solo un lontano ricordo: adesso è diventato un calciatore affermato. Il suo cartellino fa gola a diversi club: costa tre milioni di euro. Messias si è fermato a Crotone. E non per essere blasfemo.

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