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Mario Mandzukic: segnale al campionato o errore fatale?

Una sfida a tutti e tutto. Alla Juventus, la sua ex squadra, con la quale ha vinto tanto, una all’Inter, lo scudetto è un obiettivo vero, e una sfida contro sé stesso, ripetersi non è mai semplice. Mario Mandžukić è un nuovo giocatore del Milan. Inizialmente sembrava una delle tante voci che si avvicendano nel mercato di gennaio, solitamente voci che gridano nel deserto. Non questa volta. Questa volta al tavolo di mercato di Milanello qualcuno ha fatto il nome di Mario e nessuno ha riso, ci si è guardati molto seriamente: facciamolo. Poi tanti dubbi, ovviamente; lo stipendio, la tenuta fisica, la compatibilità con lo spogliatoio e non per ultima una convivenza con un certo gigante svedese che non tutti danno per scontata.

Un acquisto sensato

Mario Mandzukic

Una volta stesa la lista dei contro ci si è concentrati sul perché una idea così potesse sembrare inconsciamente assolutamente corretta. Si è pensato all’anima di questo Milan che sta facendo sognare e che sembra non volersi fermare. E si sono notate certe affinità.

Lavoro duro. Mario Mandžukić  ha sempre dato il massimo, mettendosi sempre a disposizione, lasciando il segno in ogni esperienza fatta, una filosofia di lavoro che si incrocia perfettamente con quella della banda di Pioli.

Duttilità. I rossoneri hanno avuto la capacità di adattarsi alla mancanza di diversi giocatori ed altri si sono ritrovati a giocare in ruoli che mai avrebbero pensato. Davide Calabria ha segnato un gol contro la Juventus nel ruolo di centrocampista centrale, lui che nasce come centrale di difesa. Alexis Saelemaekers fu acquistato come riserva dello stesso Calabria, ora è il titolare della fascia destra offensiva. Calhanoglu ha cambiato tre ruoli diversi da quando è in rossonero. E, ciliegina sulla torta, Krunic, piazzato più o meno ovunque da mister Pioli, che continua a ritenerlo un punto fisso, nonostante le critiche. E Mario? Durante la sua esperienza alla Juve un bel giorno Massimiliano Allegri gli disse “Sai Mario, penso ti proverò da trequartista”. Silenzio, nulla da dire, 65 presenze, 11 gol e 6 assist da esterno sinistro. Ovviamente è anche una punta centrale estremamente efficace, con il Bayern Monaco ha vinto una Champions in quel ruolo e in carriera da prima punta ha segnato 118 gol e servito 43 assist in 281 partite: numeri mostruosi.

Esperienza. Neanche a dirlo. 34 anni, ha giocato in Serie A, Bundesliga, Liga, in Champions e in Europa League (senza considerare le sue esperienze croate e Qatariote). Ha vinto qualcosa in ogni sua esperienza. Campionati di Croazia, Italia e Germania. Lo stesso dicasi per coppe e supercoppe: una carriera incredibile. Senza dimenticare quel triplete vinto a Monaco di Baviera, condito da un mondiale per Club. Con la Croazia ha giocato una finale di mondiale e collezionato 89 presenze, condite da 33 gol.

Mario Mandzukic

Una scelta azzardata?

E ora l’ultima grande sfida che lo attende a Milanello: la numero 9.

Fino a questo punto della stagione i rossoneri non avevano assegnato la maglia “maledetta”, e, per i più scaramantici, questo è uno dei motivi per i quali il Milan sta rendendo così bene. Non è uno scherzo. Comunque uno la pensi, la maglia che Mario ha scelto porta con sè dei numeri imbarazzanti. Tutti di giocatori che l’hanno vestita (dopo Inzaghi) sono arrivati con grandi numeri e speranze, tutti partiti dopo la peggior stagione della loro carriera. Questo Milan sembra aver superato le questioni non prettamente sportive, come quella dose di fortuna che, comunque, sta accompagnando il Diavolo. Chi ne sa di calcio, è cosciente che sia un ingrediente a dir poco fondamentale.

È stato sistemato anche l’aspetto psicologico, questa squadra, oggettivamente, non molla mai. L’arbitraggio e il VAR, nel complesso, hanno assegnato quello che c’era da assegnare, come i 12 rigori a favore (non tutti a segno per di più). La goal line technology, realtà da anni ormai, fa il suo evitando spiacevoli ricordi. Ma quella maglia ancora non è stata battuta. Uno come lui può cancellare la maledizione? O ne cadrà vittima portando con sé tutto il Milan?

Mario Mandžukić: sarà croce o delizia?

In virtù di quanto detto, Mario Mandžukić può essere un acquisto di spessore enorme, con un attacco che diventa uno dei più incisivi del campionato. Ma è anche una grande sfida per lui e per il Milan, in primis contro sé stessi. Il Milan è primo al momento, 43 punti in 18 partite, numeri mai fatti dallo scudetto del 2011. Mancano 20 partite di campionato, come andrà a finire? Il gigante croato sarà la ciliegina su una torta tricolore, o la croce sulle ambizioni rossonere? Ai posteri l’ardua sentenza.

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