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Come sarebbe il nuovo Napoli di Rafa Benitez

Benitez torna al Napoli? – La sconfitta della SSC Napoli in Supercoppa italiana ha aperto scenari inattesi. La tifoseria azzurra si è spaccata a metà. Ad oggi, in città sono nate due fazioni contrapposte: c’è chi è dalla parte di Gennaro Gattuso e chi invoca il cambio di allenatore. Il rigore sbagliato da Lorenzo Insigne ha fatto imbufalire chiunque, questo è innegabile. Ma è chiaro ed evidente che alcuni gruppi ultras partenopei hanno già messo una pietra sopra il fatal errore. L’episodio, però, ha lasciato delle scorie tra l’organico azzurro, già additato da qualcuno come privo di personalità e cattiveria agonistica.

Gli ultimi risultati di gennaio troppo positivi non lo sono stati. Ringhio, con la sua ostinazione nello schierare il 4-2-3-1 anche in assenza di Bakayoko ed Osimhen, ha tolto, per forza di cose, identità al gruppo. E senza Fabian Ruiz in una linea di centrocampo a tre, lo spagnolo è stato il gemello di sé stesso, quello che mai ha calciato un pallone in vita sua. Insomma, il Napoli ha perso certezze ed identità con l’avvento del 2021. Ma non le ha perse Gattuso che, anzi, ha avuto la fiducia del presidente Aurelio De Laurentiis, dei senatori dello spogliatoio. Stessa fiducia che, però, da una parte della tifoseria partenopea non è arrivata. Allegri, Spalletti, Mazzarri addirittura e Rafa Benitez: questi i nomi invocati dai tifosi per sostituire il tecnico calabrese.

La redazione di Amon, dopo un consulto con gli dei dell’Olimpo, ha provato ad immaginare come sarebbe il nuovo Napoli targato Rafa Benitez. La nostalgia per l’allenatore spagnolo è ancora evidente in città: il suo ruolo chiave sul mercato ha fatto scendere drasticamente l’indice di gradimento di Cristiano Giuntoli, attuale direttore sportivo del club.

Il Napoli di Benitez 2.0

La storia d’amore tra Napoli e Benitez inizia nel lontano 2013. A quei tempi, gli azzurri vivevano del contropiede mazzarriano di Lavezzi, delle sgaloppate di Maggio sulla destra, di Hamsik tra le linee e di un bomber di razza come Cavani. L’arrivo del nuovo tecnico spagnolo segnò un punto fondamentale nella crescita societaria partenopea: la mentalità internazionale di Don Rafè era al centro del progetto. Cambiare l’attitudine mentale dei calciatori era fondamentale per fare il definitivo salto di qualità. E così è stato, grazie anche agli innesti sul mercato. Reina ed Albiol su tutti, chiamati personalmente dal nuovo mister.

Immaginando una rosa senza nuovi innesti, la scelta potrebbe essere duplice: adattarsi allo scacchiere tattico di Gattuso (il 4-2-3-1 anche da lui utilizzato ai tempi napoletani) oppure adattarsi alla vera natura di squadra utilizzando il 4-3-3 tanto invocato dai tifosi. Una scelta complessa vista la storia: a Napoli, ai tempi, cambiò tutto; a Newcastle, invece, si è adattato. Provando ad immaginare una doppia formazione di un Napoli 2.0 made in Benitez, salta all’occhio come la mancanza di calciatori fondamentali al gioco azzurro come Cavani o Jorginho, renderebbero le cose nettamente più complicate.

  • Napoli (4-3-3): Meret/Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Demme, Zielinski; Mertens, Osimhen, Insigne.
  • Napoli (4-2-3-1): Meret/Ospina; Di Lorezo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Demme, Bakayoko; Lozano, Zielinski, Insigne; Osihmen.

Insomma, il suo nuovo Napoli non si discosterebbe troppo da quello che potrebbe essere in un futuro immediato. Certo è che al momento Gattuso resta ben saldato in panchina. Per il momento un ritorno di Benitez sotto l’ombra del Vesuvio è puro fantacalcio.

 

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