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L’analisi “Brillante” della fase finale di Coppa Italia

Comunque vada sarà un successo, diceva Piero Chiambretti. Una citazione che si sposa benissimo con le “final four” di Coppa Italia tra le 4 squadre che, almeno sulla carta ad inizio anno erano considerate le più forti d’Italia. Poi è esploso il Milan. Proprio il Milan è l’unica squadra che non ha ripetuto le semifinali dello scorso anno, sostituito dall’Atalanta che aveva però perso la finale l’anno prima contro la Lazio, eliminata proprio dai bergamaschi ai quarti quest’anno, come se stessimo alla Fiera dell’Est.
Juve, Inter e Napoli c’erano la scorsa stagione e ci sono ancora. 

Precedenti ed albo d’oro

Da un lato ci sono 20 Coppe (Juve 13 e Inter 7) e 12 finali perse (entrambe 6), dall’altro 7 Coppe (Napoli 6, Atalanta 1) e 7 secondi posti (4-3 per il Napoli). Se dovesse passare l’Atalanta, assisteremo ad una finale inedita. Se invece dovesse avere la meglio il Napoli, allora la finale avrebbe dei precedenti, perché Napoli-Inter fu la finale del ’78 (vittoria nerazzurra 2-1), mentre Juve e Napoli si sono incontrate nell’ultimo atto di Coppa Italia già nel 2012 e nel 2020 ed entrambe le volte, all’Olimpico di Roma, ad alzare la Coppa è stato il Napoli. 

Tattica e favorite

Tra le 4 combinazioni di finale, due vedrebbero una sfida tra strategie tattiche simili.
Atalanta e Inter hanno la stessa difesa a 3 e puntano tutte le loro fiches sulla prima punta centrale, Zapata e Lukaku.
Napoli e Juve, invece, difendono entrambe con una linea difensiva composta da 4 uomini e cercano di sfruttare quanto più possibile l’intraprendenza delle corsie esterne.

I bookmakers vedono come favorite per questa Coppa Italia Juventus e Atalanta, trascurando il fatto che in campionato l’Inter abbia dominato 2-0 contro i bianconeri ed il Napoli abbia stracciato 4-1 gli uomini di Gasperini. Pertanto l’unica cosa sicura è che ci sarà tanto equilibrio. E comunque vada sarà un successo, come diceva Chiambretti al Festival di Sanremo del 1997, anno in cui a trionfare in Coppa Italia fu il Vicenza di Guidolin contro il Napoli di Montefusco subentrato a Gigi Simoni. Un secolo fa.

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