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La campagna acquisti salverà il Parma?

La sessione invernale di calciomercato si è conclusa da poco, e, come era lecito aspettarsi, in Serie A il monte acquisti ha segnalato una riduzione drastica, come nel resto d’Europa, rispetto alla scorsa annata passando dai 216 milioni di euro a soli 78.
La crisi causata dal Covid ha inciso, e, soprattutto, le compagini prive di un bacino finanziario ampio hanno faticato. Eppure, tra esse ne spicca una in positivo: il Parma.

I gialloblù vivono una delle peggiori crisi dei tempi recenti, nonostante la nuova gestione americana che sembra avere nei suoi piani i migliori progetti per il club. Dopo una blanda campagna acquisti estiva, infatti, a gennaio in Emilia sono arrivati colpi sensati.
Botti in entrata, che vista la posizione in classifica, erano, e sono, necessari.

La stagione, infatti, al momento, è segnata irrimediabilmente dalle difficoltà vissute sotto la guida di Liverani, incapace d’imporre la propria filosofia calcistica. Il flop dell’ex tecnico del Lecce ha riportato Roberto D’Aversa sulla panchina dei ducali che sta provando in tutti i modi a far rialzare la china ai suoi, ma ancora senza risultati (quella col Bologna di ieri segna la quinta sconfitta consecutiva in casa). Un’ unica speranza è rappresentata proprio dai nuovi arrivati, dai quali ci si aspetta si carichino la squadra sulle spalle.

Andrea Conti

Il calciatore ex Milan è giunto in Emilia con il desiderio di riscattarsi, dopo una serie di infortuni che ne hanno minato l’esperienza meneghina. I rossoneri, dal loro canto, già coperti sulle fasce, lo hanno ceduto in prestito sperando di ritrovarsi tra le mani in futuro un giocatore ritrovato.
Il 26enne azzurro è diventato sin da subito il titolare sulla sinistra nella già consolidata difesa a quattro,
essendo in prospettiva il terzino ideale per una piazza simile, priva di pressioni ma ricca di entusiasmi.

Purché il calcio di D’Aversa risulti prettamente difensivo, strappi come quelli di Andrea appaiono oro capace di illuminare le varie varianti di ripartenza. Inoltre, un eventuale miglioramento in fase arretrata, lo renderebbe un profilo di certo più completo rispetto al giocatore che è. Il talento a disposizione è enorme, abbiamo ancora negli occhi le sue prestazioni a Bergamo, e trovandosi sulla via della maturità la speranza dei Krause è che colga quest’occasione.

Mattia Bani

Mattia Bani ha trovato poco spazio nelle rotazioni di Ballardini, o meglio ha capito che con l’arrivo del nuovo tecnica sulla panchina rossoblù le sue chances si sarebbero ridotte al minimo, così ha deciso di cercare riscatto a Parma. Le sue doti sono state messe in risalto negli anni soprattutto a Bologna, quando ha concluso la stagione a quota 28 presenze e 4 reti.

Il suo acquisto, a titolo definitivo, lo porterà a giocarsi il posto con Iacoponi ed Osorio, due che sinora non ha mai convinto appieno. Il ragazzo di Borgo San Lorenzo è un difensore abile nel gioco aereo, con il vizio del goal, e dotato di un ottima ossatura tecnica. Se proprio vogliamo analizzarlo in un paragone con Bruno Alves, leader indiscusso della difesa gialloblù, evinciamo in lui una maggior qualità in fase di impostazione, che va a sposarsi perfettamente col mix d’esperienza e letture del portoghese.

Dennis Man

L’investimento più oneroso degli americani porta, però, il nome di Dennis Man, ala rumena 22enne, che arriva dallo Steaua Bucarest per la cifra complessiva di 12 milioni di euro.
Esterno rapido, dotato di un discreto senso del dribbling, Dennis vede bene la porta, nonostante la sua posizione lo porti spesso a defilarsi rispetto all’area di rigore: sono già 56, infatti, le reti siglate in carriera.
Risulta un profilo assai duttile poiché riesce a svariare su tutto il fronte offensivo. Insomma è prematuro giudicare su di lui, ma il ragazzo promette bene e convincere la Steaua a privarsene è stata dura.  Nell’idea della società, in futuro andrà a comporre insieme a Mihaila la potenza di fuoco laterale.

Graziano Pellè

A questo mercato non poteva mancare il colpo dal gusto esotico. Ne è la testimonianza il ritorno in Italia e al Parma di Graziano Pellè, desideroso di ritrovare gloria nel calcio europeo. L’azzurro, al termine della discreta esperienza cinese, vuole tornare sui livelli del passato. La sua potrebbe essere una scommessa vincente o forse no.
D’Aversa chiedeva a gran voce rinforzi nel ruolo di unica punta e l’esperienza abbinata al senso del goal di Pellè fanno sperare tiepidamente i tifosi, forse ancora attaccati al ricordo di quel rigore funesto calciato agli Europei del 2016.

Joshua Zirkzee

Ma a far sognare i tifosi, per davvero, è il nome di Joshua Zirkzee, uno che ha messo il suo nome sullo storico Treble ottenuto lo scorso anno dal Bayern.
Stiamo parlando di un giovane che si è piazzato al 22esimo posto nella classifica NXGN 2020, grazia ai suoi goal con la prima squadra bavarese.

Nato e cresciuto in Olanda, Joshua Zirkzee è un vero e proprio talento dotato di un fisico fuori dal normale per i ragazzi della sua età e tecnica, tanta, e goal, tanti. Si è imposto al Den Haag, poi acquistato dal Feyenoord e successivamente dal Bayern Monaco, a soli 16 anni. 

Ci siamo accorti di lui durante la stagione 2019/20, quando ha cominciato a giocare in pianta stabile con la seconda squadra, poi a dicembre Flick lo ha promosso in prima squadra. Alla terza convocazione assoluta in Bundesliga, il 18 dicembre 2019, l’esordio. All’89’ primo pallone toccato e goal.  Tre giorni dopo, Bayern-Wolfsburg. entra e di nuovo al primo pallone toccato in area batte Casteels e fa 1-0. Arriviamo a inizio marzo. Prima da titolare, primo pallone toccato in area (again e again), primo goal. Tre goal nell’arco di 25 minuti. Arriverà anche il suo quarto centro stagionale, contro il Gladbach.

La 2020/21 è stata però una stagione in ombra, quasi sempre fuori dai convocati, tanto da spingerlo a partire. Era molto richiesto in Bundesliga. Prima di tutti, però, ci è arrivato il Parma. Che ora ha tra le mani forse un talismano.

Chissà se lui, come gli altri, basterà per rompere l’incantesimo che si abbatte sui ducali?

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