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La fruizione del calcio sta per cambiare per sempre

Non è ancora detta l’ultima parola. Dalle notizie che ci arrivano, però, e, soprattutto, dal “sentiment” e dai virgolettati espressi dai protagonisti, la massima serie del campionato italiano sarebbe sul punto di accettare una svolta storica. Dopo 17 anni di trasmissione delle partite di calcio su Sky, l’intero campionato potrebbe traslocare su un’App, ovvero DAZN.

La portata del cambiamento è al limite dello storico, perché ne uscirebbero stravolte le abitudini di milioni di italiani, segnando una linea di demarcazione indelebile tra la “TV” come l’abbiamo sempre intesa e la fruizione digitale multidispositivo.

A monte, la decisione balla tra miliardi e riflessioni pratiche. Il futuro del calcio, o almeno della sua visione, ci sarà più chiaro, con molte probabilità, giovedì quando le società si riuniranno per decidere circa l’assegnazione dei diritti tv del triennio 2021-2024.
Il gioco non è ancora fatto, perché sappiamo che in circa due giorni può succedere quasi tutto.

Le offerte

Diciamo che se fossimo ad un GP di F1, DAZN all’ultima curva darebbe a Sky almeno 20”.
L’emittente padrona (indiscussa) degli ultimi anni ha offerto 750 milioni per tutte le partite di A + altri 50/70 milioni in caso di creazione del canale Ott della Lega. L’altra, però, la grande antagonista, che abbiamo imparato a conoscere solo negli ultimi anni, non senza qualche difficoltà, ne ha messi sul piatto 840 per il pacchetto delle 7 gare in esclusiva e quello di tre in condivisione.
Non ci vuole Jordan Belfort (aka il lupo di Wall Street) per capire che la forbice tra le due proposte è larga.

Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Fiorentina e Torino (in pratica il gotha del calcio italiano) hanno espresso non pochi entusiasmi circa il livello raggiunto dalle contrattazioni con le parti, nonché per l’offerta finale sui diritti tv.

«Abbiamo ottenuto un risultato eccellente nel panorama europeo della nostra industria. Nessuna Lega è stata capace di negoziare a questi livelli. Attenzione a non farci scappare questi numeri».
Andrea Agnelli

«Credo che per lo sviluppo dei diritti tv, la Lega e chi ha condotto le trattative abbiano svolto un buon lavoro. Le proposte dei broadcaster sono molto interessanti, in particolare reputo che l’offerta di Dazn vada valutata con attenzione considerando pure che sarà supportata da una telco. Sarà poi l’assemblea a decidere, ma va sottolineato che se a livello internazionale assistiamo a un calo del valore dei diritti tv, il calcio italiano dimostra di essere in trend positivo, manifestando un fascino, un interesse, insomma una vitalità che altre leghe hanno perso».
Urbano Cairo

Il merito dei Presidenti e l’obiettivo miliardo

In effetti, un merito ai Presidenti del nostro calcio va dato, trattare i diritti tv nei tempi della pandemia globale, degli stadi vuoti, di un certo disinteresse dei giovani nei confronti nel calcio, non era mica semplice.
Il valore attuale dei diritti TV era stabilito intorno ai 973 milioni, se tutto andrà come si immagina, nonostante le difficoltà, ci si dovrebbe avvicinare: basterebbe accettare l’offerta di 840 milioni di DAZN, più i 70 che nel caso verserebbe Sky per aggiudicarsi il pacchetto 2, ovvero le 3 gare non in esclusiva.
A ciò dobbiamo aggiungere che la Lega non verserà più, per il prossimo triennio, i 55 milioni annui di commissione ad Infront.

Eppure, eppure dalle segrete stanze rimbalza un’ipotesi, la Serie A potrebbe addirittura azzardare un rilancio: non assegnare il pacchetto 2 e rimetterlo all’asta, vagliando anche l’opportunità di trasmettere una delle tre partite (non in esclusiva) in chiaro, opzione che permetterebbe alla valutazione dell’offerta di toccare quota 150 milioni.
Es. Sky avrebbe la possibilità di mandare un evento a settimana su Cielo o Tv8.
L’obiettivo non tanto celato è strappare alle pretendenti un miliardo tondo tondo. Riuscirci rappresenterebbe un vero e proprio capolavoro.

Sta di fatto che non resta che aspettare poche ore, per conoscere il futuro (televisivo o non) del calcio italiano. L’impressione è che il cambiamento della modalità di fruizione del calcio in tv è alla sua conclusione, definitivamente attuato. La tv tradizionale, invece, è anch’essa all’ultimo passo: quello del cigno.

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