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Il punto “Brillante” sui sedicesimi di Europa League

Le italiane nella piccola Europa

12 maggio 1999, il Parma a Mosca travolge 3-0 l’Olympique Marsiglia e si aggiudica la Coppa Uefa, che poi diventerà Europa League. 22 anni fa, l’ultimo trionfo italiano nella seconda competizione europea. L’anno prima addirittura una finale tutta italiana tra l’Inter di Ronaldo e la Lazio. A maggio saranno passati circa 8030 giorni, un’eternità. Anche perchè nel frattempo la Spagna ne ha vinte ben 10, l’Inghilterra 4, Portogallo e Russia 2, addirittura nazioni come Turchia, Olanda e Ucraina 1. Manca, stranamente, anche la Germania che addirittura la vinse nel 1997 con lo Schalke contro l’Inter. Proprio i nerazzurri ci avevano illuso che lo scorso anno fosse quello buono, ma la finale contro i maestri di questa competizione, il Siviglia, ha rinviato la festa.

I numeri

443 i gol segnati nella prima fase in 144 partite, con una media, quindi, di 3,08. Solo l’Arsenal ha fatto punteggio pieno, ma anche le tedesche Hoffenheim e Leverkusen con 15 e 14 punti, hanno fatto benissimo. Leverkusen 21, Arsenal 20 e Hoffenheim 17, sono anche i club con più gol messi a segno. Benissimo la Dinamo Zagabria in difesa con 1 solo gol subito (Hoffenheim 2, Granada 3). La Sociedad con 9, la squadra che ha raccolto meno punti e che ha fatto più pareggi, 3, come il Benfica. Sociedad anche peggior attacco (5), mentre il Molde ha conquistato i sedicesimi subendo ben 11 gol in 6 partite ai gironi. In questi numeri mancano le 8 retrocesse dalla Champions con lo United che nel girone di ferro con Lipsia e Psg, ha raccolto ben 9 punti e Brugge e Shakhtar che sono arrivate ad un passo dagli ottavi di Champions (traversa nel recupero per i belgi, classifica avulsa per gli ucraini). 3 punti che hanno comunque evitato l’ultimo posto all’Olympiakos, così come i 17 gol subiti dal Salisburgo nel girone dei campioni del Bayern.

Griglia di partenza

Milan, Roma e Napoli. Ci si affida a queste 3 per riportare la Coppa in Italia. Ma non sarà facile, vista la presenza dei club inglesi di primissima fascia come il Leicester, secondo in Premier, l’Arsenal finalista due anni fa, il Tottenham di Mourinho che la vinse nel 2017 con il Manchester United e proprio i red devils, probabilmente i veri favoriti. Quattro inglesi ai primi 4 posti di questa ipotetica griglia. Ma non vanno sottovalutati alcuni club che giocano bene a calcio come Ajax, Leverkusen, Salisburgo e Sociedad o che hanno blasone, vedi il Benfica, lo Shakhtar ed il Psv. Ed infine gli outsider come i ritrovati Rangers di Glasgow, dominatori della Premier scozzese dopo anni di monopolio Celtic, il Lille, ai primissimi posti in Ligue 1, l’imprevedibile Hoffenheim, il Granada o anche il Brugge che ha fatto penare la Lazio in Champions.

Gli scontri diretti

I sedicesimi di finale in programma questa sera, metteranno di fronte alcune squadre che puntano alla vittoria. Tipo Sociedad e Manchester United, Benfica e Arsenal, Granada e Napoli, Salisburgo e Villareal o anche Lille e Ajax. Questo vorrà dire che agli ottavi ci saranno almeno 5 potenziali favorite in meno. Rischiano poco, almeno sulla carta Milan e Roma, contro Stella Rossa e Braga. Ma bisogna capire quanto turnover farà Pioli, visto che le due partite si giocheranno a cavallo tra derby e Milan-Roma e lo stesso Fonseca, che domenica andrà a Benevento e la partita di ritorno la giocherà 72 ore prima dello scontro diretto al Meazza.

Favoritissimi Tottenham, Leicester, Leverkusen e Hoffenheim contro Wolfsberger, Slavia Praga, Young Boys e Molde. Qualche problema potrebbe averlo Shakhtar contro il Maccabi e i Rangers contro la sorpresa della prima fase, i belgi dell’Anversa. Equilibrio totale tra Dinamo Kiev e Brugge, tra Krasnodar e Dinamo Zagabria e tra Olympiakos e Psv. Agli ottavi queste ultime 3 sfide potrebbero consegnare alle urna, le palline desiderate da tutte. Sempre sulla carta, ci mancherebbe.

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