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Tutto quello che c’è da sapere sulla Superlega

A mezzanotte in punto del 19 aprile “si è bucato il pallone”. Questa la frase che qualcuno ha gridato nel cuore della notte. La nascita della Superlega porta con sé polemiche che non accennano a placarsi. Lo scontro tra dodici top club d’Europa e FIFA e UEFA è iniziato. In prima fila c’è Florentino Perez, patron del Real Madrid, accompagnato dal fedele scudiero Andrea Agnelli, presidente della Juventus. Il numero uno del club bianconero ha abbandonato la poltrona da presidente dell’ECA ed ha sposato il neonato ambizioso progetto. Dura la reazione dei massimi organismi calcistici: la UEFA ha minacciato l’esclusione dei club coinvolti da tutte le competizioni nazionali ed internazionali. A rischio anche i calciatori che, qualora scendessero in campo nei match di Superlega, rischierebbero addirittura anche l’esclusione dalle proprie Nazionali. Insomma, la bomba è esplosa. La notizia era già nell’aria, d’altronde. Ciò che nessuno poteva immaginare, però, è accaduto: il calcio europeo è ad un bivio. Cosa succederà? La Superlega vedrà la luce? Non ci è dato saperlo. Nel frattempo, ciò che è chiaro sono le modalità del nuovo torneo, pronto a prendere il via già ad agosto 2021.

Superlega, i Club Fondatori

AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, ​​FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur si sono uniti come club fondatori. Si prevede che altri tre club si uniranno prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile. Al torneo, al momento, prenderanno parte, dunque, sei squadre inglesi, tre italiane e tre spagnole.

Restano in bilico le posizioni di Paris Saint-Germain, Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Secondo alcuni documenti esclusivi portati alla luce da Der Spiegel il club francese ha a disposizione quattordici giorni per prendere una decisione ufficiale; sono trenta i giorni disponibili, invece, per i due club tedeschi.

Il format del torneo

Dal portale ufficiale è possibile prendere nota del nuovo format.

“La Super League è una nuova competizione europea tra i 20 migliori club composta da 15 fondatori e 5 qualificazioni annuali”.

  • I venti club partecipanti saranno suddivisi in due gruppi da dieci squadre ciascuno: giocheranno partite in casa e fuori casa all’interno del gruppo.
  • Le prime tre di ogni girone che dovrebbero qualificarsi per i quarti di finale, con i due posti restanti che dovrebbero invece essere contesi dalle quarte e quinte classificate mediante i play-off.
  • La Final Eight, invece, si disputerà a maggio in campo neutro.

In soldoni, dunque, le squadre parteciperanno a due gironi composti da dieci membri; i club si affronteranno in match in casa e fuori casa. Le prime tre prime di ogni gruppo si qualificano automaticamente ai Quarti di finale. Le squadre che si classificano, invece, al quarto ed al quinto posto si sfideranno in uno spareggio, valido per i restanti posti disponibili per la qualificazione ai Quarti di finale. Previste gare ad eliminazione diretta fino al momento della gara finale, prevista alla fine del prossimo maggio in campo neutro. Tutti in match si giocheranno durante la settimana, onde evitare di intaccare i calendari delle squadre.

E non finisce qui. Perché la Superlega, dopo aver lanciato il progetto, è pronta a scommettere anche sul calcio femminile. Per questo motivo, nel comunicato diramato si legge che “non appena possibile dopo l’inizio della competizione maschile, verrà lanciato anche un campionato femminile corrispondente”. Un progetto a tutto tondo, insomma.

L’aspetto economico

Il comunicato prosegue, poi, offrendo particolare risalto anche al lato economico della faccenda. E’ viva la promessa di una crescita economico per il calcio europeo, attraverso un impiego a lungo termine per pagamenti di solidarietà illimitati: “Questi pagamenti di solidarietà saranno sostanzialmente superiori a quelli generati dall’attuale competizione europea e dovrebbero superare i 10 miliardi di euro nel corso del periodo di impegno iniziale dei Club. Inoltre, il concorso sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i club fondatori che aderiranno a un quadro di spesa. In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3.5 miliardi di euro“. Niente male per le casse societarie, in poche parole.

Gli investitori

Ma chi è disposto a mettere sul piatto cifre folli per finanziare il torneo? Il mistero è presto risolto. Jp Morgan, multinazionale americana di servizi finanziari con sede a New York, una delle banche Big Four americane, è disposta a sovvenzionare il progetto dei dodici club ribelli. Dopo aver abbandonato l’ECA, le società calcistiche hanno già trovato un nuovo finanziatore.

Le reazioni

Se UEFA e FIFA hanno minacciato l’esclusione da ogni competizione di club e calciatori, immediata potrebbe essere l’espulsione dalla Champions League 2020 di Real Madrid, Chelsea e Manchester City. I rumors, seppur non ancora confermati, potrebbero aprire scenari totalmente inaspettati che porterebbero alla conclusione prematura del torneo in corso. Dure sono state anche le prese di posizione dei Governi. Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson ha aspramente attaccato il progetto già nella tarda serata di ieri. Sul proprio profilo Twitter ha espresso tutta la propria preoccupazione: “I piani per una Super League europea sarebbero molto dannosi per il calcio e sosteniamo le autorità calcistiche nell’agire. Colpiranno il cuore del gioco interno e interesseranno i fan di tutto il paese. I club coinvolti devono rispondere ai propri tifosi e alla più ampia comunità calcistica prima di compiere ulteriori passi”.

Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, si è espresso a tal proposito tramite l’account Twitter di Palazzo Chigi: “Il Governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”

Anche Enrico Letta, Segretario del Partito Democratico, ha affidato ai social network il proprio pensiero in merito: “L’idea di una SuperLega per i più ricchi club europei? Sbagliata e decisamente intempestiva. In Europa il modello NBA non può funzionare. Nel calcio e nello sport la forza sta nella diffusione, non nella concentrazione. E nelle belle storie tipo Atalanta, Ajax, Leicester”.

Ultima, ma solo cronologicamente, la reazione del Governo spagnolo che, attraverso il suo Ministro della Cultura e dello Sport, Jose Manuel Rodríguez Uribes, ha auspicato per una soluzione che possa giungere tra un dialogo tra le parti.

Insomma, l’Europa è stata colpita da un terremoto. Il calcio europeo è ad un bivio: si sceglierà di percorrere la strada che porta al cuore dei tifosi o quella che servirà per risanare gran parte dei bilanci dei top club?

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